“Ognina appartiene ai cittadini di Catania, ai pescatori, alle associazioni sportive e a chi da decenni custodisce questo luogo che risale all’VIII secolo avanti Cristo”. Per questa ragione, Legambiente chiede “l’immediata” applicazione della recente sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa (Cga), che prevede: nessun ampliamento deve essere eseguito nel porticciolo del borgo marinaro di Catania.
Il problema, denuncia Legambiente, è che “a distanza di giorni dalla pronuncia del Cga, la società La Tortuga della famiglia Testa, non ha ancora dato esecuzione alla sentenza. Il molo in plastica e acciaio è ancora lì e, come si evince chiaramente dalla foto scattata ieri, ospita una ventina di barche, immaginiamo a pagamento. Le transenne continuano a sottrarre ai cittadini un bene identitario della città”.
Eppure, afferma l’associazione ambientalista, la concessione marittima ottenuta dalla società La Tortuga è nulla, così come i pareri della Soprintendenza e l’Atto suppletivo dell’Assessorato Territorio e Ambiente. In breve: la sentenza è immediatamente esecutiva, con decorrenza dalla sua pubblicazione, avvenuta l’1 giugno. “Eseguire la sentenza – afferma l’associazione presieduta a Catania da Viola Sorbello – significa una cosa sola: “Interrompere i lavori, rimuovere le opere, togliere le transenne e restituire immediatamente l’area alla fruizione pubblica”. Questo, secondo Legambiente, finora non è avvenuto.
I giudici hanno definito “illogiche, irragionevoli e contraddittorie” le prescrizioni della Soprintendenza. Hanno ribadito che “il taglio del vecchio molo rende impossibile il ripristino dello stato dei luoghi a fine concessione”, come prevede la legge. La sentenza non lascia margini: “Si torni allo stato precedente”.
Per questo Legambiente chiede al Sindaco, all’Amministrazione Comunale, alla Regione Sicilia e a tutti gli enti interessati di “assumere una posizione chiara e inequivocabile. Si dia subito esecuzione alla sentenza: rimozione del molo, delle transenne e di tutte le opere previste dall’ampliamento annullato”.
“Se dovessero emergere resistenze o tentativi di eludere gli effetti della sentenza, Legambiente Catania è pronta a sostenere ogni iniziativa democratica e civile, insieme ai residenti, alle associazioni e ai consiglieri che hanno a cuore il futuro di Ognina. La sentenza va applicata. Ora”.
Nella foto: lo stato attuale del porticciolo di Ognina (immagine Legambiente)
Redazione























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