Quali sono state le vostre reazioni alle accuse sferrate contro di voi da parte del sindaco uscente di Bronte (Catania) Pino Firrarello dopo la sconfitta del genero Giuseppe Castiglione (deputato nazionale di Forza Italia) alle recenti elezioni che si sono svolte nel vostro comune? Va ricordato che il senatore, in merito alle debàcle di Bronte e di Agrigento, in una recente intervista rilasciata a Mario Barresi de “La Sicilia”, ha puntato il dito contro la componente leghista del vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana Luca Sammartino e contro gli “amici cuffariani” (cioè voi), in riferimento a Totò Cuffaro, il fondatore e leader della Nuova Democrazia Cristiana.

Giuseppe Di Mulo e Nunzio Spanò sono i massimi responsabili della Democrazia Cristiana di Bronte. Il primo è coordinatore della locale sezione e componente nazionale della Dc (nonché assessore della Giunta Firrarello), il secondo “coordinatore di zona” del partito. Quello che sta succedendo nella città del pistacchio – da quarant’anni feudo incontrastato di Firrarello – appare davvero surreale: a diventare sindaco non è più il feudatario, ma l’esponente di una Sicilia diversa, “controcorrente”, un “libero pensatore” (come viene definito) come Giuseppe Gullotta, militante del movimento del deputato regionale Ismaele La Vardera.

Il coordinatore della Dc di Bronte (Catania), Giuseppe Di Mulo, componente nazionale del partito e assessore uscente della Giunta Firrarello. Sopra: il municipio della cittadina etnea

“Le dichiarazioni di Firrarello – affermano all’unisono Di Mulo e Spanò -, nel complesso, le condividiamo. Non le condividiamo quando, in riferimento a Bronte e ad Agrigento, accusa gli ‘amici cuffariani’. Bisogna dire tuttavia che dopo quell’intervista, il senatore si è scusato per quella frase un po’ infelice”.

Perché, secondo voi, Firrarello “a caldo” ha accusato buona parte del centrodestra di avere remato contro Castiglione?

“Secondo noi Firrarello ha un obiettivo: la ricostruzione di un centrodestra che allo stato attuale si presenta molto sofferente al suo interno”.

È davvero così?

“Non ci sono dubbi. Su questo condividiamo l’analisi del senatore”.

Quindi lui ha chiesto scusa. Solo alla Democrazia Cristiana?

“Sì”.

Perché queste accuse iniziali contro la Dc di Bronte? In cosa avreste sbagliato?

“Crediamo che si sia trattato di un lapsus”.

Un lapsus?

“Secondo noi non ce l’aveva con noi, tanto è vero che poi ci ha chiamati, ci siamo incontrati, abbiamo chiarito e da ora in poi continueremo il nostro rapporto di collaborazione e di alleanza seria, come abbiamo dimostrato in questa campagna elettorale”.

Cosa pensate di fare nelle prossime settimane e nei prossimi mesi?

“Un discorso coerente con il mandato ricevuto dai cittadini: un’opposizione molto seria per il bene della città”.

Qual è il vostro giudizio sul nuovo sindaco di Bronte, Giuseppe Gullotta, avvocato, responsabile locale dell’associazione dei consumatori “Aiace” e componente del movimento Controcorrente del deputato regionale Ismaele La Vardera?

“Gullotta è una persona perbene. Secondo noi è stato fortunato: in questo momento in Sicilia si è creato un movimento di protesta che lo ha avvantaggiato. Queste istanze di cambiamento hanno sortito degli effetti anche a Bronte”.

Un voto di protesta o una spaccatura senza precedenti all’interno di un centrodestra che ha visto da un lato la candidatura di Giuseppe Castiglione e dall’altro quella di Giovanna Caruso, nelle cui liste sono confluiti degli ex “firrarelliani”?

“Vogliamo evidenziare un dato oggettivo: Giuseppe Castiglione ha registrato un consenso del 31 per cento, Giovanna Caruso del 24. La somma di queste due percentuali fa 55: esattamente uguale al risultato ottenuto cinque anni fa quando ha vinto Firrarello”.

Cosa significa questo?

“Se non ci fosse stata questa spaccatura, l’attuale sindaco non avrebbe avuto la possibilità di arrivare al ballottaggio, perché Castiglione sarebbe passato al primo turno”.

Le domande che il cittadino della strada si pone sono due: perché una spaccatura di queste proporzioni, e perché non siete riusciti a ricomporla?

“La spaccatura nasce un paio d’anni fa per una questione di assegnazione di deleghe all’interno della Giunta. Evidentemente non ci sono state le condizioni per potere ricucire. C’è una forte contrapposizione fra la corrente brontese di Forza Italia che fa capo a Firrarello e Castiglione e quella leghista che fa capo a Sammartino”.

Scusate, ma fra i dissidenti non ci sono persone di Forza Italia? Che c’entra la Lega?

“Forza Italia è stata compatta a sostenere Castiglione”.

Ma l’ex assessore Maria De Luca non è stata una fedelissima di Firrarello per tanti anni?

“Togliendo Maria De Luca, i dissidenti sono tutti sammartiniani”.

Perché la De Luca è stata così irremovibile, al punto da non avere trovato un accordo con Castiglione fra il primo e il secondo turno?

“Non lo sappiamo. Sappiamo solo che la sera prima delle sue dimissioni da assessora (risalenti alla fine dello scorso marzo), De Luca aveva partecipato a un evento con il sindaco che non lasciava minimamente presagire una rottura di questo genere”.

E allora perché quelle dimissioni?

“Ha scritto che non c’erano le condizioni per proseguire il rapporto in Giunta”.

Cosa recriminava?

“Nella lettera ha detto che erano venute a mancare le condizioni di fiducia reciproca fra lei e il sindaco”.

Dovute a cosa?

“Nella missiva non è specificato”.

Torniamo alla domanda precedente: possibile che due uomini politici dell’esperienza di Giuseppe Castiglione (ex sottosegretario, ex vice presidente della Regione Sicilia, ex presidente della Provincia regionale di Catania) e di Pino Firrarello, abilissimi nel costruire alleanze, non siano riusciti a sanare una spaccatura con una ex fedelissima? Non è che tutto sia stato sottovalutato perché si pensava ad una vittoria certa?

“Niente è stato sottovalutato. Evidentemente non era gradita la candidatura di Castiglione, identificabile con Firrarello, con cui c’erano stati degli screzi”.

È stato tentato di ricucire?

“Sì, ma alla fine non ci sono state le condizioni per andare avanti. Probabilmente perché l’altra ala del centrodestra era convinta che con Giovanna Caruso avrebbe potuto vincere”.

Dato che adesso Firrarello è al lavoro per ricompattare il centrodestra (come avete dichiarato), si sta cercando di dialogare con quest’altra componente della vostra coalizione?

“Assolutamente no”.

Con questi non intendete discutere?

“No”.

È una posizione della Democrazia Cristiana o di Firrarello e Castiglione?

“Di Firrarello. La Dc è aperta a qualsiasi confronto con tutte le forze del centrodestra, ma il dialogo fra Forza Italia e la Lega (compresa Maria De Luca, che si è avvicinata a Sammartino), a Bronte, si è interrotto”.

Quali sono i vostri rapporti fra voi e il fondatore e  leader della Democrazia Cristiana Totò Cuffaro?

“Allo stato attuale non c’è alcun rapporto, perché Cuffaro, in merito alla sentenza uscita alcuni giorni fa, non può avvicinare o sentire nessuna delle persone che fanno politica, ma i nostri rapporti con lui sono sempre stati ottimi, amicali e improntati sulla reciproca lealtà”.

Luciano Mirone