Chiediamo scusa al deputato nazionale Anthony Barbagallo, segretario del Pd in Sicilia, perché nei giorni scorsi abbiamo scritto in un nostro cappelletto in corsivo che introduceva il bell’articolo di Concetta Palermo Puglisi (“Randazzo, la mafia e la macchina del fango”), che il massimo responsabile dei Dem in Sicilia si fosse recato nel paese etneo a fare un comizio a favore del candidato sindaco Gianluca Anzalone, da diversi anni segretario del Pd locale.
Ce ne scusiamo doppiamente poiché, in quell’introduzione, abbiamo aggiunto che a quel comizio (al quale Barbagallo non ha mai partecipato) era presente l’ex sindaco Francesco Sgroi ritenuto dai magistrati “vicino alle organizzazioni mafiose” nel contesto dell’inchiesta “Terra bruciata” dei Carabinieri, che ha portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale di Randazzo.
Per questa ragione, Sgroi è stato considerato “incandidabile” dalla Cassazione, mentre Gianluca Anzalone è stato ritenuto “impresentabile” dalla Commissione parlamentare antimafia (di cui lo stesso Barbagallo fa parte) dato che è stato vicesindaco di Sgroi. Ebbene, altra sera, Sgroi è salito sul palco per comiziare a favore di Anzalone. Tutt’e due insieme appassionatamente, ex sindaco ed ex vice sindaco, l'”incandidabile” e l'”impresentabile”.
Scriviamo questo perché sabato scorso, il segretario del Pd siciliano ha smentito telefonicamente la notizia della sua partecipazione a quel comizio (rifiutando quindi l’accostamento con l’ex sindaco Sgroi e dicendo che la foto pubblicata da L’Informazione in apertura, che lo ritraeva assieme ad Anzalone, con lo sfondo dell’immagine di Berlinguer) era vecchia di qualche anno e quindi non riferibile al comizio. Giusto.
Per questa ragione, dato che eravamo a poche ore dal voto, quando ci ha chiesto di rimuovere l’articolo, abbiamo rispettato la sua volontà attendendo la fine delle operazioni elettorali per ristabilire serenamente i fatti. E siamo a oggi.
Oggi la realtà ci dice che è più complessa di come la si vuole fare apparire. Nel senso che se è vero che Barbagallo non è stato presente al comizio Anzalone-Sgroi, è anche vero che alcuni giorni prima aveva partecipato a Randazzo alla campagna elettorale a favore del suo massimo punto di riferimento locale (ripetiamo: segretario del Pd di Randazzo ed ex vice sindaco di Sgroi). Lo testimonia la foto che pubblichiamo in apertura. Nella stessa (pubblicata sui social a nome della lista di Anzalone, “Si muove la città”) si può vedere Barbagallo al banchetto con Maria Mancuso, ex assessora Ai Servizi sociali di Sgroi dal 2018 al 2022.

La prima fila ad un recente comizio di Gianluca Anzalone. All’interno del cerchio rosso, l’immancabile Sgroi. Nella stessa fila, l’ex assessore al Bilancio della giunta Sgroi, Emilio La Piana (oggi capolista di Anzalone) considerato “impresentabile” dalla Commissione parlamentare antimafia
Non solo. Durante la campagna elettorale di Anzalone, un’altra foto ritrae l’immancabile Sgroi in prima fila e qualche posto dopo – sempre nella stessa fila – l’ex assessore al Bilancio della sua giunta, Emilio La Piana (oggi capolista di Anzalone), anche lui considerato “impresentabile” dalla Commissione antimafia di Barbagallo. La Piana è il ragioniere del Comune di Randazzo, cui fa riferimento la relazione dell’ex prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, a proposito dello scioglimento degli organi amministrativi del Comune.
Indignarsi per un errore può anche starci, ma a condizione che l’errore, oltre ad essere formale sia anche sostanziale. Se Barbagallo fosse stato estraneo alla candidatura di Anzalone, se ne avesse preso le distanze, avrebbe avuto ragione. Ma se ne è stato artefice?
Non sarebbe il caso che il segretario regionale del Pd facesse un po’ di sana autocritica?
Ma oggi è un altro giorno. Proprio per questo rendiamo conto ai nostri lettori di quel che è successo nell’ultimo week end di passione, e in altra pagina pubblichiamo nuovamente il lucido intervento di Concetta Palermo Puglisi rimosso l’altra sera “per evitare di compromettere la serenità del voto”.
Luciano Mirone























Leave A Comment