A due giorni dal voto comunale, esplode dirompente il “Caso Randazzo” che coinvolge soprattutto il Partito democratico. Al centro della questione, il comune etneo sciolto per infiltrazioni mafiose, il successivo insediamento dei commissari prefettizi e adesso la campagna elettorale, nel bel mezzo della quale, la Commissione parlamentare antimafia – nel fare una disamina sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei comuni di tutta Italia – dice che a Randazzo quattro candidati a sindaco sono “impresentabili”. Fra questi Gianluca Anzalone, segretario della locale sezione del Pd e vice sindaco di Francesco Sgroi, l’ex primo cittadino ritenuto “incandidabile” dalla Cassazione perché, secondo i magistrati, è risultato colluso con la criminalità organizzata. Della Commissione parlamentare antimafia fa parte il deputato nazionale Anthony Barbagallo, segretario del Pd in Sicilia. Il fatto, denunciato da Matteo Iannitti, redattore de I Siciliani giovani, personaggio di punta dell’Arci e della sinistra radicale catanese, è stato approvato da alcuni e stigmatizzato da altri, i quali ritengono che su Randazzo si sia messa in moto la “macchina del fango”. A tal proposito, pubblichiamo l’intervento di Concetta Palermo Puglisi, che esprime la sua opinione.
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Mentre c’è chi indica la luna, lo stolto si ostina a guardare il dito! In queste ore di vigilia elettorale a Randazzo, il dibattito politico sta ruotando attorno a una parola comoda: “Macchina del fango”. Si grida al complotto, all’odio politico, alla lesa maestà del paese.
Allora, cari cittadini, guardiamoci negli occhi e chiariamo una volta per tutte una cosa. Cos’è, davvero, questa benedetta “macchina del fango”? E soprattutto, chi la mette in atto?
La macchina del fango è forse il Decreto del Presidente della Repubblica che ha disposto lo scioglimento del Comune di Randazzo per infiltrazioni mafiose e che costituisce un atto ufficiale dello Stato? Esso si fonda sulla relazione prefettizia che descrive profili di vulnerabilità dell’ente rispetto a dinamiche di criminalità organizzata, con ripercussioni sull’efficienza dei servizi pubblici (cito, quasi testualmente).
La macchina del fango sono i Carabinieri e la Magistratura che con l’operazione “Terra Bruciata” hanno portato all’esecuzione di 34 provvedimenti restrittivi sul territorio per reati connessi alla criminalità organizzata, quali associazione mafiosa, estorsioni e traffico di armi e sostanze stupefacenti? Evidenziare la gravità di tali risultanze giudiziarie non significa denigrare la comunità di Randazzo, ma riconoscerne la necessità di tutela.
La macchina del fango è il lavoro dei giornalisti di tantissime testate, siciliane e non, colpevoli solo di fare il loro mestiere e informare i cittadini su ciò che accade? Il lavoro di cronaca svolto dai giornalisti delle testate locali e nazionali risponde al diritto-dovere di informazione costituzionalmente garantito, volto a rendere edotti i cittadini sui fatti di cronaca che interessano il territorio.
La macchina del fango è la Commissione Nazionale Antimafia? Formata, peraltro, da esponenti politici dei più diversi schieramenti e che tutela l’etica e la correttezza di chi si appresta a governare i territori ai sensi del codice di autoregolamentazione sottoscritto da politici della stessa area di chi, oggi, è stato giudicato “impresentabile”?
La macchina del fango sono i cittadini randazzesi onesti che pretendono che i beni confiscati alla mafia vadano nelle mani del Comune per scopi sociali e non restino in quelle dei mafiosi?
La macchina del fango è la Corte di Cassazione che il 6 marzo 2026 ha rigettato il ricorso dell’ex sindaco Francesco Sgroi in merito al provvedimento di incandidabilità, giudicandolo definitivamente incandidabile?
La macchina del fango è giudicare una vergogna aver dovuto attendere che la stabilizzazione del personale precario sia arrivata solo il 7 novembre 2024, con la Deliberazione n. 92 della Commissione Straordinaria? Chi ha amministrato il paese dal 2018 non sapeva di poter procedere all’assunzione diretta del personale contrattista?
La macchina del fango è la revoca del Project Financing del cimitero con la Deliberazione del 12 settembre 2024 n. 67 della Commissione Straordinaria che è ricorsa persino ai poteri speciali antimafia (art. 145 del TUEL)?
È macchina del fango indignarsi perché è stato dichiarato il dissesto finanziario dell’ente? È macchina del fango indignarsi per la situazione debitoria che pare essere passata dai 3 a circa 19 milioni di euro e di cui non si conoscono le motivazioni?
È macchina del fango restare basiti quando, il 14 marzo 2023, il Ministero dell’Interno dispose formalmente l’accesso ispettivo presso il Comune per accertare i condizionamenti mafiosi?
No, care concittadine e cari concittadini, tutto questo non è fango. Questa è la realtà dei fatti, scritta nero su bianco nelle leggi dello Stato, nelle sentenze e nei bilanci del nostro Comune.
Chiamarla “macchina del fango” è solo un modo per non guardare in faccia la verità, per sfuggire alle proprie responsabilità e per chiedere a una comunità intera di chiudere gli occhi ancora una volta.
Desiderare che chi viene giudicato incandidabile ed impresentabile resti fuori dalla campagna elettorale, volere che la politica respiri venti nuovi e sia in grado di far cadere la mela davvero lontano dall’albero che l’ha avvelenata, è l’atto più alto di resistenza e di dignità che una comunità ferita possa compiere.
La cabina elettorale è l’unico luogo che nessuno può condizionare. Fate rumore con le vostre matite, alzate la testa e vogliatevi bene!
Nella foto: una manifestazione della Società civile a Randazzo (Catania) dopo lo scioglimento per mafia del Consiglio comunale
Concetta Palermo Puglisi























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