A Bronte, ai piedi dell’Etna, a circa cinquanta chilometri da Catania, si sta rivoluzionando il modo di fare il barbecue: non più la vecchia concezione della scampagnata o dell’incontro fra amici che obbliga i soliti “volontari” a stare ore davanti alla griglia per cuocere i cibi per tutti, non più quel fastidioso fumo che impregna gli abiti di ognuno. Adesso una nuova invenzione sta cambiando perfino la concezione di intendere la convivialità. Si chiama Foku, il creatore è Nicola Dell’Erba, fondatore e titolare dell’azienda Petra ubicata nella zona artigianale di Bronte.

Il nuovo barbecue targato Foku, secondo l’invenzione di Nicola Dell’Erba, dove sulla pietra lavica è possibile cuocere i cibi come si faceva un tempo. Sopra: la struttura di  nuova generazione, a due piastre e con canna fumaria, in cui si possono cuocere al naturale tanti tipi di cibi

In cosa consiste? Ognuno ha la possibilità di preparare il cibo (e quindi di decidere i tempi e i modi di cottura) direttamente sulla piastra, stando comodamente seduto a cerchio mentre chiacchiera con il resto della comitiva.

Foku è un barbecue a forma circolare – il design è stato concepito negli studi grafici dell’azienda – dell’altezza di un metro, nel quale sono disposte due basi (anch’esse circolari) in pietra lavica, a differenza della prima invenzione (nata solo pochi mesi fa), nella quale la piastra era soltanto una.

Perché due? “Per dare modo di diversificare i cibi – afferma Dell’Erba–. Sulla prima si possono collocare le bistecche o il pesce, oltre alla salsiccia, agli involtini, alle verdure e al pane. Sulla seconda (questa la novità) è possibile preparare anche le pizze”.

Il nuovo Foku a due piastre e con canna fumaria appena forgiato col fuoco dell’Etna e con le moderne tecniche di lavorazione dell’azienda Petra di Bronte  

Il tutto senza annerirsi: “Al centro del barbecue – prosegue Nicola – abbiamo collocato una canna fumaria in ferro di due metri che evita questo fastidioso inconveniente”.

Il forno in acciaio cortex (prima realizzato in Olanda, adesso a Bronte), con le sue braci, alimenta la pietra fino a farla saturare di calore. “Da quel momento è possibile cucinare per ore – seguita il fondatore dell’azienda –: la roccia del nostro vulcano, lavorata in lastre opportunamente levigate per questo tipo di uso, mantiene il calore per tanto tempo”. Alla base della struttura, un contenitore (anch’esso in pietra lavica) per conservare la legna.

Se l’invenzione originaria, ad una piastra e senza canna fumaria, aveva cominciato a fare notizia fra i cultori del barbecue e la gente comune, questa sta letteralmente spopolando nei mercati nazionali e internazionali (“molte le richieste che stanno arrivando dal Nord Italia e da tutta Europa”, spiega Dell’Erba).

Lo scultore Nicola Dell’Erba mentre lavora nella sua azienda di Bronte (Catania).  

Ma perché questo nome: Foku? “Foku è una parola siciliana che da queste parti evoca l’antica fucina del dio Efesto, ma anche termini come generosità e calore, in questo caso molto appropriati per la capacità di cuocere il cibo come si faceva un tempo, direttamente sulla pietra ardente (con straordinaria capacità di distribuire il calore e favorire la cottura) o sulla griglia di metallo (con metodi e procedure diversi)”.

Come è nata questa idea? “Per caso – dice Dell’Erba – . Dovevo allestire il vecchio barbecue che avevo in giardino e a quel punto è scattato il flash”. Un fatto frequente per un creativo come lui, dato che da un momento all’altro è capace di avere dei “flash” che anticipano l’invenzione. “Perché non realizzare un prodotto che possa accontentare i palati più raffinati attraverso l’installazione di una speciale tipologia di pietra lavica e contemporaneamente inserire la tradizionale griglia d’acciaio o di ghisa?”. Insomma, Foku è una fusione tra tradizione e innovazione, tra antico e moderno, fra la natura del vulcano e l’idea dell’uomo. Detto, fatto.

Questo il modello Foku di prima generazione. A differenza del nuovo, questo contiene una sola piastra di pietra. Dell’Erba l’ha ideato in forma arrotondata per favorire la convivialità fra amici. La struttura, alta circa un metro, ricorda “la forma arcaica che si ispira all’antica Grecia”   

Si tratta di una nuova concezione di barbecue. Non più in forma quadrata o rettangolare, come da tradizione, ma uno strumento di forma arrotondata (Nicola parla di “forma arcaica che si ispira all’antica Grecia”). Un modo nuovo per favorire l’aggregazione e per cucinare secondo i propri gusti. L’invenzione è stata brevettata e presentata in diverse Fiere e Saloni dell’artigianato.

Nel barbecue si può installare facilmente uno spiedino per cuocere del pollame, della cacciagione o delle carni particolari, o un leggero “treppiedi” se ci si vuole togliere lo sfizio di fondere il formaggio da spalmare sul pane tostato.

Una struttura amovibile e smontabile per adattarla alle esigenze personali, per pulirla ed effettuare la manutenzione e per trasportarla facilmente da un luogo all’altro. Intanto dall’interno del capannone si sente il suono della pietra che continua ad essere forgiata.

Luciano Mirone