“Rischia di saltare il più grande investimento attualmente previsto per il Sud Italia”. C’è preoccupazione nella Rappresentanza unitaria sindacale (Rsu) che opera all’interno della St Microelectronics di Catania,  l’azienda italo-francese leader a livello mondiale nel settore dei semiconduttori. Il problema riguarda  gli investimenti per potenziamento dell’approvvigionamento idrico.

Per questo la Rsu unitaria di STMicroelectronics ha chiesto un “riscontro urgente” sullo stato del contratto di approvvigionamento idrico tra STMicroelectronics e la Sidra (la Società che gestisce il servizio idrico di diversi comuni etnei, fra cui Catania), richiamando quanto emerso nell’incontro del 1° aprile scorso tenutosi alla Regione Siciliana e gli impegni contenuti nel piano industriale dell’azienda.

“Quanto sta accadendo è grave – dichiara Rosy Scollo, segretaria generale della Fiom Cgil Catania-, la responsabilità non può che essere dell’amministrazione di questa città che rischia di far saltare il più grande investimento attualmente previsto per il Sud Italia. Questo nonostante le promesse pubbliche e le garanzie del ministro Urso. Il ritardo nella concretizzazione di un passaggio che non dovrebbe essere particolarmente complesso, è inspiegabile. La richiesta della Rsu nasce dalla necessità di fare piena chiarezza, senza ulteriori attese, su un passaggio che la stessa STM ha indicato come decisivo per il futuro del sito di Catania”,

“Parliamo di un investimento strategico per il territorio e per l’intero Paese – seuita la sindacalista -. E’ indispensabile conoscere lo stato del contratto e verificare che tutti gli impegni assunti vengano rispettati nei tempi previsti. Un governo cittadino non può fare proclami, senza riuscire a portare avanti un obiettivo così fondamentale”.

Ad aprile STMicroelectronics aveva confermato la volontà di portare avanti il progetto legato alla produzione di carburo di silicio e le garanzie occupazionali. L’azienda aveva tuttavia chiarito che la prosecuzione dell’investimento resta subordinata alla definizione, entro giugno 2026, delle “condizioni necessarie per garantire l’approvvigionamento idrico”, attraverso la sottoscrizione del relativo contratto.

Già nel 2024 l’azienda “aveva presentato il progetto e tutti gli attori istituzionali, Comune di Catania compreso – afferma la nota della Cgil -, erano pienamente a conoscenza dei requisiti indispensabili per l’avvio dell’investimento”.

Dopo un anno di incontri ministeriali, “ottenuti – si dice nel comunicato – solo grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori, il sindaco aveva assunto l’impegno di proporre a STM un contratto di fornitura pari a 400 metri cubi l’ora, come passaggio necessario per accedere alla seconda fase del progetto per arrivare poi a 800 metri cubi l’ora per la terza fase”.

“Non può essere una questione di soldi, anche perché la Regione è oramai divenuta nota per la sua generosità nei confronti di eventi di varia natura. Deve diventare una questione di giuste scelte politiche.
È necessario che tutte le istituzioni coinvolte facciano la propria parte per scongiurare qualsiasi rallentamento. D’altronde bisogna chiedersi come sia possibile attrarre qualunque importante investimento nell’area se non si garantiscono i fondamentali”, conclude Scollo. “Catania non può permettersi di perdere un’opportunità industriale di questa portata”.

Redazione