Ha raggiunto le 5 mila firme in pochi giorni la petizione lanciata su openPeticion da alcuni cittadini per salvare la “Scogliera d’Armisi” di Catania minacciata dal cemento e dalla speculazione. Una petizione – probabilmente destinata ad accogliere altre adesioni, visto il successo iniziale – indirizzata al sindaco, al Consiglio comunale e alla Sovrintendenza di Catania.
“La scogliera d’Armisi – si legge nel documento – è uno degli specchi di mare di maggiore interesse naturale e paesaggistico della costa catanese. In questo meraviglioso specchio di mare, ancora intatto, baciato dalla presenza di lave millenarie e di grotte di scorrimento di acqua dolce di rarissima bellezza, generazioni di catanesi ed oggi moltissimi turisti godono della possibilità di un mare vicino, praticabile e servito dai mezzi di trasporto, di un mare ‘in città”.
“Infatti – prosegue – la Scogliera d’Armisi è l’unica spiaggia disponibile da più di un secolo per quelle migliaia di catanesi che vivono e lavorano nel centro storico e non possono spostarsi a sud o a nord per i bagni estivi: famiglie, giovani lavoratrici e giovani lavoratori, ma anche persone con limitata mobilità o con forme di disabilità, per le quali non è possibile raggiungere spiagge più lontane e costose”.
“La Scogliera d’Armisi – spiegano i promotori – è un bene comune e appartiene ai catanesi. Su questo gioiello ambientale si sta giocando una vicenda brutta e opaca, tra altre della storia urbanistica di Catania. Infatti il Piano regolatore del Porto, pur non essendovi ad oggi la competenza sull’area e sul suo specchio di mare da parte dell’Autorità di Sistema Portuale del mare di Sicilia Orientale, ha previsto la realizzazione di un porto turistico destinato a una decina di mega-yacht di milionari, con un molo di circa 700 metri e un sistema di banchine di circa 90.000 metri quadrati: un vero e proprio mostro di cemento che distruggerebbe un intero ecosistema marino e si configurerebbe come una ulteriore ‘isola di calore’ a tutto svantaggio del clima e del sistema ambientale della città”.
“Per non dire – prosegue la petizione – che la Scogliera ha già un porto turistico, il Porto Rossi, che occupa e ostruisce uno spazio di grande bellezza a pochissima distanza, reso inopinatamente inaccessibile alla cittadinanza”.
“Nel contempo – è scritto su openPeticion – una società privata, che ha proposto dal 2003 un progetto simile, vanterebbe diritti sulla Scogliera d’Armisi e sarebbe sul punto di ottenere delle concessioni su questa parte del demanio pubblico marittimo”.
“Ci appelliamo – affermano i promotori dell’iniziativa – al Sindaco, avv. Enrico Trantino, al Consiglio Comunale ed alle autorità che possono oggi interrompere questa triste speculazione e restituire ancor più bella la scogliera cittadina”.
“Noi siamo mobilitate e mobilitati – conclude il documento -. Firmiamo questo appello con la fiducia che chi ha gli strumenti legali e legittimi per mettere fine a questo scippo si adoperi subito. Vigileremo e se necessario verremo a portare l’acqua della scogliera fino al consiglio comunale ed alla Prefettura. Perché chi dorme si svegli e agisca, per Catania, le catanesi e i catanesi”.
https://www.openpetition.eu/it/petition/online/salviamo-la-scogliera-darmisi-a-catania#:~:text=Salviamo%20la%20Scogliera,e%20i%20catanesi.
Nella foto: un tratto della scogliera di Catania in una foto d’epoca
Redazione























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