“Quasi 8 milioni di euro di debito fuori bilancio per un esproprio mai concluso”. Succede al Comune di Catania dove a causa di “una vicenda iniziata all’inizio degli anni ’90, oggi viene presenta un conto pesantissimo ai cittadini catanesi”. Lo denuncia il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Graziano Bonaccorsi.

“Tutto nasce – afferma Bonaccorsi – dall’occupazione di un terreno privato da parte del Comune senza che venisse completata regolarmente la procedura espropriativa. Già nel 2002 il proprietario aveva citato in giudizio il Comune per l’occupazione illegittima del bene”.

Graziano Bonaccorsi, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Catania. Sopra il municipio del capoluogo etneo

“Nel 2023 – prosegue il consigliere pentastellato – gli eredi hanno chiesto formalmente alla Direzione patrimonio di attivare la procedura prevista dalla legge per regolarizzare la situazione. Ma  l’Amministrazione è rimasta in silenzio. Da lì è nato un nuovo contenzioso davanti al Tar”.

“Successivamente il Comune – dice ancora Bonaccorsi – ha rigettato la richiesta con un atto che il Tribunale amministrativo ha ritenuto illegittimo per incompetenza. Anche dopo le sentenze, inoltre, si sono registrati ulteriori ritardi, fino al ricorso per ottemperanza necessario per ottenere l’esecuzione del giudicato”.

“Il risultato è che oggi – denuncia l’esponente dei 5 Stelle – il Comune si trova costretto a riconoscere un debito fuori bilancio di 7,7 milioni di euro, una cifra enormemente superiore rispetto a quella iniziale, aggravata nel tempo da interessi, rivalutazione e risarcimenti”.

“Per comprendere come sia stato possibile arrivare a un simile cortocircuito amministrativo – annuncia Bonaccorsi -, ho depositato un’interrogazione urgente finalizzata ad accertare responsabilità, ritardi, omissioni e scelte che hanno prodotto un danno così rilevante per le casse comunali”.

“Di fronte all’ennesimo debito fuori bilancio milionario – conclude il rappresentante del partito di Conte – diventa ormai indispensabile che la Corte dei Conti approfondisca e verifichi con attenzione questi casi, che rischiano di compromettere seriamente la tenuta finanziaria dell’Ente. Catania è uscita da poco dal dissesto e non può permettersi che ritardi, inerzie amministrative e gestione inefficiente continuino a produrre esposizioni economiche di questa portata a danno della collettività”.

Redazione