“Centoventicinquemila Euro della tassa di soggiorno destinata a incentivare il turismo, spesi per ‘coprire’ una risorsa turistica. Il Comune di Catania decide di ricoprire le mura medievali di Piazza Cardinale Pappalardo, quelle stesse che nel giugno 2023 erano state portate alla luce e messe in sicurezza con una ringhiera.
Per 2 anni sono state lì, visibili. Sotto i piedi dei turisti e dei catanesi. Senza un cartello, senza una spiegazione”.
A denunciare come vengono “investiti” i soldi della tassa di soggiorno è Legambiente Catania. La quale mette il dito sulla piaga anche sulla mancata valorizzazione dei beni archeologici, storici e monumentali della città: in questo caso le mura medievali di piazza Cardinale Pappalardo, nel cuore del centro storico di Catania (la “civita”).
“Catania – scrive Legambiente – non è solo mare ed Etna. Catania è storia in ogni angolo. Terme romane, anfiteatri, mura medievali che spuntano dal cemento. È questo che la distingue. È questo che la rende unica al mondo. È la sua identità”.
“E il Comune cosa fa? – afferma l’associazione ambientalista con un pizzico di sarcasmo – Le ricopre”.
“Lo sappiamo già – si legge ancora -, è un’indicazione della Soprintendenza di Catania. Segue una prassi vecchia. Quella secondo cui per ‘preservare’ i beni archeologici bisogna nasconderli. Seppellirli di nuovo.
Come se il bene esistesse solo per se stesso, non per chi lo deve conoscere”.
“Noi – ribatte Legambiente – la pensiamo all’opposto. La storia serve a questo: a raccontare alle nuove generazioni da dove veniamo. A far capire che la tutela e la cura dei luoghi sono il futuro della città. Se nascondi il passato, insegni a dimenticarlo. Se lo mostri, insegni a rispettarlo”.
“Lasciate la ringhiera – conclude l’asscioazione -. Mettete un pannello che spieghi cosa si sta guardando.
Usate i 125mila euro per fare del centro storico un posto vivibile, non per sotterrarlo una seconda volta.
Catania ha una storia gloriosa. Non merita di essere messa sotto un coperchio”.
Nella foto: Catania, piazza Cardinale Pappalardo
Redazione























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