“Per colpa dell’opposizione, Belpasso ha perso la farmacia comunale”. Parola del sindaco Carlo Caputo, che in Consiglio tuona contro quelli che gli votano contro. Ma l’opposizione non ci sta: “Il sindaco dice il falso. E’ vero tutto il contrario: la farmacia comunale l’abbiamo salvata noi”. Situazione intricata, difficile da interpretare e da semplificare. E comunque, da studiare. Oltre le apparenze.

Da un lato l’opposizione, ormai maggioranza, che – dopo l’improvviso e perentorio monito che nei giorni scorsi la Regione Sicilia, assieme all’Asp di Catania, ha lanciato al Comune di Belpasso: entro l’8 maggio dovete dirci se intendete istituire la nuova farmacia, come previsto dalla pianta organica delle farmacie, che prevede una sede ogni 3mila 300 abitanti – decide di rinunciare alla struttura sanitaria all’interno del centro commerciale Etnapolis (come stabilito nel 2020-2021 dal Consiglio comunale, per i motivi che diremo dopo) e di realizzarla nella stessa zona; dall’altro due sindaci – Daniele Motta e Carlo Caputo di Fratelli d’Italia – che in questi anni non hanno fatto nulla per realizzare la struttura sanitaria, malgrado il pronunciamento del civico consesso.

Clamoroso il caso del 2017, sindaco Caputo, quando il Comune, stavolta senza avvisi  regionali “improvvisi e perentori”, perse la farmacia comunale da ubicare nel centro abitato (quartiere Sant’Antonio) per una serie di banalissime inadempienze dal sapore sospettosamente doloso.

In mezzo il “farmacista” Giuseppe Aiello, considerato il “regista occulto” di tante situazioni. Di lui questo giornale si è occupato varie volte. Proprietario e deus ex machina dell’omonima farmacia – anche se la struttura è intestata al fratello minore Antonio –, Aiello è considerato uno dei personaggi più incredibili della politica locale degli ultimi trent’anni.

Militante prima nella Sinistra giovanile (ai tempi in cui la madre, l’assessora alla Cultura Margherita Francalanza, faceva parte della giunta “rossa” di Saro Spina: tempi gloriosi, quando il Comune fece di tutto per non aprire la quarta farmacia – privata – nel quartiere nord di Borrello), poi col Pd, quando lui, come consigliere comunale, trovò il modo di approvare il progetto di una mega cementificazione in contrada Peschiera, dopo che il suo partito si era schierato all’unanimità per il no (da quel momento una spaccatura senza precedenti lo avrebbe ridotto ai minimi termini), poi a capo di un gruppo che alle primarie del Pd votò e fece votare per Matteo Renzi come leader nazionale del partito (allora Aiello si portò dietro mezzo stato maggiore del centrodestra locale, Caputo compreso), poi col Megafono dell’ex presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, infine dal 2013 ad oggi, “insieme, appassionatamente” con la destra al potere dei grandi amici Carlo Caputo e Daniele Motta. Amici veri, mica conoscenti occasionali.

Contemporaneamente, seppur per breve tempo, è stato pure coordinatore provinciale dei Verdi, tanto per non perdere i contatti con la la “sinistra ambientalista”.

Ciliegina sulla torta: nel 2023 viene nominato dallo stesso Caputo, fresco di rielezione, presidente del Nucleo di valutazione del Comune di Belpasso, figura apicale all’interno della pubblica amministrazione, con il compito di valutare le performance dei vari uffici.

Arriviamo ad oggi. Non sempre le grandi amicizie restano eterne. Secondo voci autorevoli, tutto ruota attorno all’ubicazione della decima struttura farmaceutica (attualmente con la popolazione cresciuta in modo abnorme a causa dell’abusivismo nelle frazioni quelle operanti nel territorio sono 8: la nona è prevista ad Etnapolis ma è “congelata” da sei anni).

Ora non sappiamo se si tratti di intransigenza da parte del sindaco o della deflagrazione di una miscela esplosiva fatta da spigolosità caratteriali ed interessi, fatto sta che il primo cittadino nei mesi scorsi avrebbe individuato un sito in via Fiume come sede della decima struttura sanitaria. In una zona particolarmente “calda”, perché situata proprio a un centinaio di metri dalla farmacia Aiello.

Stesso sito dove, nel 2013 – aggiungiamo per onore di cronaca –, Caputo aveva promesso un parco. Che adesso – a causa della mancata revisione del Piano regolatore, anche questo promesso e non mantenuto – diventerà un agglomerato di palazzine, al centro delle quali dovrebbe campeggiare la futura farmacia.

Non osiamo immaginare la scena. Anche perché bisogna pensare che Aiello, negli anni, si è speso generosamente per gli amici, soprattutto in campagna elettorale. E ora uno di questi gli colloca un concorrente vicino?

È rottura. Clamorosa. Caputo revoca Aiello dalla presidenza del  Nucleo di valutazione. E su Fb parla di “traditori”, di “faccendieri”, di “trame di Palazzo”, ma non fa i nomi. Giuseppe non batte ciglio, neanche una parola sui Social, né un’intervista a questo giornale che gliela propone due volte.

Semplicemente si “riposiziona”. Da un giorno all’altro la consigliera Fiorella Vadalà, dipendente della farmacia… del fratello, passa all’opposizione. Lui da dietro le quinte osserva e non sappiamo cos’altro fa, mentre i consiglieri della minoranza rivendicano “totale autonomia” da lui.

All’ultimo minuto il consigliere di opposizione Mario Pulvirenti (Forza Italia), prende le distanze dalla mozione dei suoi colleghi che stabilisce la rinuncia alla farmacia a Etnapolis. E addirittura ritira la firma: “Il Comune di Belpasso – dice – non può permettersi di perdere la farmacia all’interno di un importante centro commerciale”. La “granitica” opposizione si spacca. Sarà un caso anche questo, ma succede dopo l’ingresso di Aiello nella galassia sempre più nutrita di chi è contro il sindaco.

Ma il fatto ancora più singolare è che Caputo, in Consiglio comunale, sottolinea che la mozione dell’opposizione è identica ad un documento prodotto alcuni anni fa dall’ex presidente del Nucleo di valutazione. Ergo? Secondo lui, dietro alla mozione c’è Aiello, o comunque esiste una forte sintonia fra le parti. Ecco allora che lo stesso sindaco si dà alle metafore: c’è una tela – dice – dipinta da un pennello occulto.

Ma è quando il primo cittadino evoca il “caso Tremestieri etneo” (comune sciolto per infiltrazioni mafiose alcuni anni fa), che il clima in aula si fa rovente. Le indagini hanno svelato “un complesso intreccio tra mafia, politica e interessi imprenditoriali legati al settore delle farmacie”. Protagonisti, secondo i magistrati, l’ex sindaco Santi Rando (arrestato per voto di scambio politico-mafioso e corruzione aggravata in relazione delle amministrative del 2015, e condannato in primo grado ad otto anni) e il consigliere comunale Mario Ronsivalle, titolare di una farmacia, accusato di aver beneficiato di favori politici per la gestione della sua attività, con il presunto coinvolgimento dell’attuale vice presidente della Regione Sicilia Luca Sammartino, assessore all’Agricoltura (citato oltre mille volte nelle 700 pagine del giudice per l’udienza preliminare).

Il consigliere Salvo Pappalardo biasima il sindaco: “Lei crea ansie”: “A Tremestieri etneo – afferma – sono state accertate infiltrazioni mafiose, a Belpasso no. Quindi la smetta e non evochi paure”.

Caputo rincara la dose. Adesso se la prende col consigliere della minoranza Andrea Paparo (Forza Italia), suo strenuo oppositore in Consiglio e appartenente ad una famiglia di farmacisti (alle sedute in Consiglio che hanno avuto come oggetto questo punto, lui si è sempre astenuto sia dalle discussioni che dal voto) che, di recente, ha presentato un ricorso al Tar contro l’istituzione della decima sede farmaceutica: “Paparo e Aiello – tuona il primo cittadino – hanno partecipato ad una riunione indetta al comune fra l’Amministrazione e i titolari delle farmacie locali. La legge parla di incompatibilità: loro invece sono intervenuti ed hanno parlato”. Il tentativo di accomunare storie e circostanze diverse è lampante.

Il consigliere Carmelo Carciotto ribatte: “Lei, signor sindaco, affronta questi argomenti quando le fa comodo, ma quando in Consiglio si parla delle incompatibilità di consiglieri e funzionari in merito al Piano regolatore, improvvisamente dimentica tutto”. Poi lo incalza: “A questo punto le chiedo di produrre il verbale degli interventi di Paparo in quella riunione”. Il verbale non salta fuori.

A quel punto Caputo tira fuori una proposta: “Metto a disposizione 250 mila Euro per fare la farmacia comunale ad Etnapolis”. L’opposizione lo incalza: “Non si può realizzare: lo studio di fattibilità del 2021, parla di una cifra più che raddoppiata, che prevede tante voci di cui il sindaco non parla”.

Il consigliere Salvo Licandri: “Dato che in sei anni non siete riusciti a stanziare alcuna somma per  la farmacia comunale, realizziamo la struttura in quella zona, ma non ad Etnapolis. La mozione dice proprio questo”. Il ragionamento dell’opposizione è questo: se passa il “progetto Etnapolis”, si dovrebbe rinunciare alla decima farmacia. Almeno per ora. Perché?

Sempre Licandri: “Belpasso conta otto sedi farmaceutiche che servono circa 27mila abitanti. La legge prevede una farmacia ogni 3mila 300 abitanti. Se apriamo ad Etnapolis, dovremmo aspettare di raggiungere i 33mila 300 abitanti per la decima”.

“Rinunciamo ad Etnapolis – aggiunge Carciotto -, facciamo la farmacia comunale ma in un sito leggermente diverso, la diamo in gestione ai privati e risparmiamo un sacco di soldi”.

Ecco allora che emerge (forse) il vero “pomo della discordia” della questione: la gestione. Che, secondo la delibera del 2021 del Consiglio comunale, deve andare all’azienda speciale “Etnambiente”, una partecipata col Comune che attualmente gestisce gli impianti sportivi e i servizi cimiteriali.

Leggendo il piano economico relativo alla farmacia comunale, si parla di introiti che nel giro di cinque anni possono crescere da un milione a tre milioni di Euro. Si dà il caso che negli ultimi tempi “Etnambiente” sia nell’occhio del ciclone (il caso è stato sollevato dal consigliere di Prima l’Italia, Stefano Toscano) perché avrebbe bandito dei concorsi in maniera anomala, al punto da costringere l’azienda speciale ad annullare i bandi. A causa di questo, Toscano ha chiesto le dimissioni del presidente e del direttore di “Etnambiente”,

In pratica l’opposizione non vuole che la farmacia comunale venga gestita da una creatura del sindaco. E’ questo, probabilmente (costi esorbitanti a parte), il vero motivo della bocciatura odierna della farmacia ad Etnapolis.

Assolutamente in disaccordo con queste tesi i consiglieri Rapisarda, Motta e Tocra, che sposano la posizione del sindaco citando il documento presentato ad inizio di seduta dal collega Pulvirenti. La mozione passa col risultato di 8 a 7 (unica astenuta la consigliera Vadalà).

È un atto d’indirizzo, ma è un’altra sconfitta numerica per il sindaco. Il quale, però, continua a dire che lui la farmacia nel centro commerciale la vuole: lo dimostrano i 250 mila Euro che ha messo a disposizione. E con un comunicato stampa parla di “pressioni e influenze sulla farmacia” da parte di qualcuno cui l’opposizione si sarebbe prestato.

“Pressioni e influenze” da limitare solo a questo periodo o da allargare agli ultimi tredici anni (quelli di Caputo e di Motta?) Nel primo caso bisogna dare atto al primo cittadino di aver denunciato una circostanza che lo ha “scandalizzato” non poco, nel secondo lo invitiamo a “vuotare il sacco” spiegando quali sono i veri motivi che hanno impedito alle amministrazioni che in questi tredici anni si sono succedute, di aprire le due farmacia comunali (2017 e lasso di tempo 2020-2026). Quale dipinto stavolta ci riserverà la tela?

Nella foto: l’ex presidente del Nucleo di valutazione del Comune di Belpasso (Catania) Giuseppe Aiello (in piedi nei panni di un gelataio) e il sindaco Carlo Caputo in bicicletta. A corredo dell’immagine tratta dal profilo Fb (11 luglio 2022) del primo cittadino si legge: “Di questi tempi è davvero difficile trovare personale competente ma ci sono riuscito, passeremo fischiando lungo le vie. Granite e gelati ma solo per quelli bravi”

Luciano Mirone