“Profondo rammarico per i toni di rimprovero o intimazione rivolti al Papa”. Anche se nel comunicato non viene citato, il riferimento alle recenti accuse rivolte a Papa Prevost dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, appare chiaro. E’ la posizione espressa attraverso un comunicato a L’Informazione dal presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale (Catania), il quale sottolinea come “l’azione del Pontefice non risponda a logiche politiche, ma sia radicata nella fedeltà al Vangelo e alla tradizione della Chiesa Cattolica, una volontà evangelica di pace e fraternità tra i popoli”.

“Un annuncio che – prosegue Raspanti -, pur confrontandosi con le dinamiche complesse del male e dei conflitti nel mondo, continua a interrogare profondamente le coscienze, in particolare quelle dei governanti chiamati a tutelare i diritti e la dignità di ogni persona”.

Il presule sottolinea come tali difficoltà “non possano in alcun modo giustificare tentativi di silenziare la voce del Papa o della Chiesa”.

“Non possiamo – seguita il presidente della Cesi – né vogliamo smettere di annunciare le parole di Gesù e le conseguenze che da esse derivano. La fraternità dei popoli e l’universalità della salvezza in Cristo sono verità irrinunciabili”.

Mons. Raspanti richiama infine la forza intrinseca della Parola di Dio, che non può essere soffocata: “Come ci ricorda il Vangelo, anche dalle pietre Dio può suscitare figli. Nulla può impedire alla Parola di continuare a risuonare nel mondo”.

“Un messaggio chiaro e fermo – scrive l’ufficio stampa -, quello del vescovo di Acireale, che ribadisce il ruolo profetico della Chiesa nell’annunciare la pace, anche nei contesti più difficili e segnati da tensioni internazionali”.

Nella foto: Papa Leone con il presidente della Conferenza episcopale siciliana, mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale (Catania)

Redazione