A proposito del Pd. Matteo Iannitti, presidente dell’Arci Catania e giornalista de I Siciliani giovani, ci informa attraverso i Social dei seguenti fatti: “Il Partito Democratico siciliano nel giro di qualche ora ha deciso di fare tre cose. La prima è stata quella di accogliere nel partito il Sindaco di Sant’Agata Li Battiati, Marco Rubino, proveniente dalla DC di Totò Cuffaro. La seconda di candidare a Sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, 75 anni, plurindagato e mai condannato per abuso d’ufficio e per i rapporti col capomafia di Enna, Bevilacqua. La terza di candidare a Sindaco di Randazzo, Gianluca Anzalone, già vicesindaco del paese alle pendici dell’Etna al momento dello scioglimento per mafia. Credo che qualcuno – conclude Iannitti – debba avvertire Elly Schlein e credo che qualcun altro debba smettere di fare finta di niente. Non c’è niente di alternativo alle destre in queste scelte”.
Tranne il punto uno (il Pd che accoglie un sindaco proveniente dalla Dc di Cuffaro), che non mi trova d’accordo con Matteo, sottoscrivo le sue parole. Che attraverso questo articolo vorrei commentare.
Evidentemente il Pd fa fatica a capire il No al referendum sulla giustizia, i giovani che hanno dato una spinta straordinaria per quella vittoria, le persone che partecipano alle manifestazioni per la pace, per l’ambiente e per il lavoro, le cause dell’astensionismo, la questione morale, su cosa disse Paolo Borsellino prima di essere ucciso, su come sta cambiando il mondo.
Con l’aggravante che con questo modo di procedere, il Pd rischia di risucchiare alcuni alleati e la maggioranza della base (sicuramente più sensibili ai temi dell’etica) nell’eterno gorgo dell’identità della sinistra. Che evidentemente personalità come Elly Schlein ed Anthony Barbagallo (segretario del Pd siciliano) non riescono a risolvere.
Ne abbiamo parlato varie volte a proposito della cementificazione selvaggia e della svendita di San Siro operate dal sindaco di Milano Giuseppe Sala (Pd). Ne abbiamo parlato varie volte a proposito della politica folle che il Pd siciliano ha fatto diversi anni fa quando, pur di mantenere il potere (non dimentichiamo la presidenza della Regione di Rosario Crocetta), stipulava alleanze con la peggiore classe politica regionale di Totò Cuffaro e di Raffaele Lombardo.
Pensavamo che questi errori avessero indotto la nuova classe dirigente del partito a cambiare linea politica. Confessiamo le nostre perplessità. Per questo parliamo di un Pd incompiuto. Se a questo aggiungiamo che del “campo largo” dovrà far parte pure Matteo Renzi, comprendiamo come le cose che il Pd non ha capito sono tante.
Evidentemente bisogna “vincere a tutti i costi”. Non si leggono diversamente le scelte di candidare Vladimiro (detto Mirello) Crisafulli a Enna e Gianluca Anzalone a Randazzo. E’ probabile che nelle rispettive realtà vincano entrambi, ma i leader del Pd non capiscono che queste scelte – di fronte ad un elettorato molto colto, sensibile ed esigente come quello di sinistra – finiranno per alimentare le sacche dell’astensionismo, con la conseguenza dell’inevitabile vittoria della destra? Possibile che Schein e Barbagallo non comprendano delle dinamiche elementari come queste?
Si dirà: ma Crisafulli non è mai stato condannato e Anzalone è una brava persona. È vero. Anzi, il primo ha dato un contributo importante per la fondazione di una realtà straordinaria come l’Università “Kore” di Enna, e il secondo pur facendo parte di una Giunta il cui sindaco e assessore ai Lavori pubblici sono stati pesantemente accusati di essere vicini a Cosa nostra (donde lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose), non si è mai sporcato le mani. Ma è sufficiente?
Se qualcuno ha dei dubbi, riascolti l’intervista che Borsellino fece una volta sui rapporti fra mafia e politica: se un politico ha dei rapporti con un mafioso, non è un reato e quindi un magistrato non può condannarlo. Ma sono i partiti che devono fare pulizia al loro interno. L’hanno fatta? È questo l’equivoco che da decenni caratterizza la vita politica italiana. Dall’intervista di Borsellino la situazione è cambiata?
Schlein e Barbagallo continuino a dirci che la “questione morale” è un problema che riguarda solo la destra, continuino a non spendere parole su Milano e a candidare gente “non condannata” ma discutibile, ma per favore ci evitino di dire che il referendum lo hanno vinto loro e di esprimere “rammarico” per la gente non va più a votare. Meno prediche e più coerenza, grazie.
Nella foto: il candidato a sindaco di Enna del Pd, Vladimiro “Mirello” Crisafulli
Luciano Mirone























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