Con la demolizione dell’ex “Palestra Lupo”, edificio in cemento armato che presentava “gravi criticità strutturali e comprometteva la fruibilità dell’area, si apre una nuova fase per un’ampia zona dal fondamentale valore storico e identitario della città”.
Così l’Amministrazione comunale di Catania, a pochi giorni dal provvedimento che ha visto il Comune (proprietario dell’immobile) da un lato, e diverse associazioni dall’altro (che lo avevano occupato molti anni fa), contendersi uno spazio che queste ultime consideravano come loro per le tante attività culturali svolte all’interno. Uno sgombero forzato per il quale è stato chiesta (inutilmente, vista la risposta pacifica della Società civile) dal sindaco Enrico Trantino la presenza della Polizia in tenuta anti sommossa.

Una simulazione grafica della nuova piazza Pietro Lupo di Catania, dopo la demolizione dell’omonima palestra disposta dalla giunta Trantino. Sopra: la “calotta” che, secondo il progetto, avrà diverse funzioni
Adesso, spiega l’Amministrazione comunale, si volta pagina: piazza Pietro Lupo diventerà “uno spazio monumentale tra memoria urbana e innovazione”. “L’intervento – si legge nella nota – si inserisce nel più ampio progetto Piano Urbani Integrati “CTA, una sintesi tra margini urbani, volto a restituire dignità monumentale a spazi precedentemente percepiti come anonime aree di sosta e segnati dal degrado”.
“Il cuore del progetto – scrive l’ufficio stampa del Comune – è la nuova Piazza Pietro Lupo, concepita come un tappeto monumentale in pietra lavica etnea di circa 2.300 metri quadrati. Lo spazio è stato disegnato con una maglia regolare di 100 moduli quadrati, predisposti con boccole tecniche per ospitare strutture temporanee”.

Un altro scorcio della progettata piazza
Questa “flessibilità” permetterà alla piazza di trasformarsi, all’occorrenza, in sede di mercati, eventi culturali, mostre o rassegne sportive, incoraggiando un uso spontaneo e sicuro dello spazio pubblico. A sud della piazza, un’area di 800 metri quadrati di verde attrezzato fungerà da filtro naturale e luogo di socialità. Caratterizzata da aiuole con essenze autoctone e sedute all’ombra, l’area sarà dotata di un moderno sistema di nebulizzazione e di connessione Wi-Fi gratuita.
“Elemento architettonico distintivo – si legge nel comunicato – sarà il Presidio Culturale/Infopoint, una struttura sferica autoportante di circa 10 metri di diametro, rivestita in zinco-titanio”.
Oltre a fungere da punto informativo e buvette, la “calotta” sarà la regia tecnologica della piazza, ospitando i sistemi di sicurezza e il collegamento all’autorimessa sottostante.
“La riqualificazione – si legge – non trascura la funzionalità: la viabilità di contorno è stata razionalizzata per favorire la pedonalità, garantendo al contempo un saldo positivo in termini di posti auto e moto disponibili a raso”.
“Un innovativo sistema di recupero delle acque piovane – scrive il Comune – assicurerà infine l’irrigazione del verde e la pulizia degli spazi, in linea con i rigorosi principi di sostenibilità ambientale”.

I parcheggi previsti
L’intervento di Piazza Pietro Lupo, che, assicura l’Amministrazione, “dovrà concludersi entro il dicembre del 2026″, si inserisce in un tessuto urbano di eccezionale valore storico e monumentale, cerniera vitale tra l’antico quartiere della Civita e il barocco del Teatro Massimo Bellini”.
L’area, delimitata dalla scenografica piazza Cutelli e da via Monsignor Ventimiglia, rappresenta un punto di snodo tra i grandi vuoti urbani del dopoguerra e le stratificazioni settecentesche. La riqualificazione, che include la vicina piazza Majorana già in avanzato stato di lavorazione, afferma l’Amministrazione, “mira a ricucire queste fratture, trasformando zone prima sature di veicoli in un sistema integrato di percorsi pedonali”. L’obiettivo “è restituire respiro a questa nevralgica area della città e valorizzare la continuità visiva e funzionale tra il mare e il cuore culturale del centro storico”.
Redazione























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