Diceva un grande giornalista: nei momenti più importanti della vita, le cose che veramente contano sono quelle non dette. Nel caso del Piano urbanistico generale (Pug) di Belpasso (Catania), fondamentale strumento per il futuro della città a più alto tasso di abusivismo della Sicilia (secondo uno studio della Regione), le cose significative sono le assenze del sindaco Carlo Caputo, di buona parte della sua giunta e dei consiglieri che lo sostengono (soltanto due quelli presenti nell’ultima seduta del Consiglio comunale).

Un round andato malissimo sia al primo cittadino, sia ai cementificatori d’assalto. I numeri forniti dall’aula sono inflessibili: 8-2. Contrariamente al passato, quando i rapporti di forza erano inversi.

Tra qualche riga cercheremo di spiegare meglio l’oggetto della seduta, ma intanto concentriamoci su questi numeri: 8 dal lato dell’opposizione, 2 da quello dei sindaco. È il dato incontrovertibile che gli equilibri all’interno del Consiglio comunale di Belpasso sono clamorosamente cambiati. Non solo sugli argomenti di ordinaria amministrazione, ma anche su un tabù come il Pug, ex Prg (Piano regolatore generale), per gli interessi colossali di cui esso è portatore nell’intero territorio (uno dei più estesi della Sicilia). Chi lo avrebbe mai detto?

Anche sul Pug il gruppo consiliare che fa capo al deputato regionale di Fratelli d’Italia (stesso partito del sindaco), Giuseppe Zitelli, ha trovato la sua ampia convergenza con i sei consiglieri dell’opposizione (Carmelo Carciotto primo firmatario della mozione; Salvo Licandri, Max Parasiliti, Mario Pulvirenti, Stefano Toscano e Andrea Paparo).

Magarì è stato il “ponte” del 25 Aprile che ha impedito al sindaco e ai suoi sostenitori di essere presenti in aula, fatto sta che per l’ennesima volta, Caputo si sottrae al dibattito (clamoroso il precedente sui Forum coi cittadini della scorsa estate) su un tema caldo come quello dello strumento urbanistico. Scaduto da 23 anni.

Un’occasione importante per parlare dello sviluppo di una cittadina dalle problematiche assai complesse che vanno dalla desertificazione del centro storico alla precarietà del commercio, dalla cementificazione selvaggia alla mancanza di turismo, dalla moltiplicazione delle cave di pietra alla cementificazione selvaggia nel territorio, passando per il traffico caotico e per il collegamento con la metropolitana in fase di realizzazione.

L’occasione? La mozione dei sei consiglieri di opposizione. Che hanno presentato due richieste: 1) “Impegnare” l’amministrazione comunale a “revocare” l’incarico di progettazione del Pug all’Ufficio di piano (l’Ufficio tecnico comunale, voluto a tutti i costi dal sindaco al posto di un grande luminare come Leonardo Urbani, arrivato a Belpasso grazie ad un bando voluto dall’ex commissario regionale Angelo Sajeva nel 2012) e a nominare un progettista attraverso un concorso pubblico; 2) “Impegnare l’amministrazione ed il consiglio comunale ad acquisire le dichiarazioni dei rispettivi componenti in ordine all’attestazione di non trovarsi in situazioni neppure potenziali di conflitto di interessi (sempre in merito agli argomenti toccati dallo strumento urbanistico, ndr.) per se stessi e per parenti fino al 4° grado” (così come disposto dall’art. 78 comma 2 del Testo unico degli Enti locali).

Una “bomba” politica, abbiamo scritto nel precedente articolo (e lo ribadiamo), che si aggiunge ad altre due “bombe” politiche innescate dalla nuova convergenza fra minoranza e “zitelliani”: la Commissione d’inchiesta sulle “anomalie” di alcuni appalti realizzati con 30 milioni del Pnrr; e i danni provocati dal “restyling” voluto dall’Amministrazione comunale al manto lavico della monumentale via Roma (mercoledì 29 aprile, Consiglio comunale “aperto” voluto dall’opposizione). Questi tre argomenti (almeno) potrebbero portare a situazioni di difficilissima previsione.

Il consigliere Carciotto, in un post, parla di “Vietnam politico”, non sappiamo se riferito alle ultime questioni o al futuro di Caputo. Alcuni mesi fa si ventilò l’eventualità (poi sfumata) di una sfiducia per  il sindaco. Adesso non sappiamo cosa succederà.

Il sindaco, comunque, è sempre più solo. Nell’ultima seduta, a difendere le sue posizioni, ci sono stati soltanto due consiglieri comunali. E anche in questo caso, a prescindere dalle cose dette, quelle che hanno pesato di più sono state quelle non dette. Due consiglieri (su sedici) che sostengono il primo cittadino, sanno tanto di sconfitta (qualcuno parla addirittura di “fallimento”) di un’esperienza amministrativa.

È vero che Caputo ha inviato un documento a tutti i consiglieri per invitarli a una riunione per parlare del futuro della città. Ma con questi chiari di luna crediamo che le strade di entrambi gli schieramenti (tutt’e due di centro destra, con il campo progressista totalmente inesistente: neanche un rappresentante in Consiglio comunale) si siano definitivamente divise.

Accidentata invece appare la strada del futuro di Belpasso (almeno quella che dovrebbe passare dal Pug). I danni provocati dalle Amministrazioni che si sono susseguite negli ultimi decenni (Papale-Caputo-Motta-Caputo) sono sotto gli occhi di tutti.

A un Papale in vistoso conflitto di interessi per la doppia attività di sindaco e di ingegnere, si sono sostituiti i “giovani”, che dicevano di essere l’alternativa. La realtà si è mostrata più kafkiana del previsto: Papale è diventato onorevole; i “caputiani” si sono presi il Comune. Ma la vera sconfitta è la città. Che ha stravotato l’uno e gli altri.

Luciano Mirone