Susanna e Josephine (Josy per gli amici), due nomi che echeggiano nella sede della Protezione civile di Belpasso (Catania), che da ora in poi resteranno scolpiti in quelle mura che per tanti anni le hanno viste straordinarie protagoniste di tante missioni importanti per la collettività. Susanna Prezzavento e Josephine Leotta, due “indomite guerriere” strappate prematuramente alla vita, che resteranno per sempre nella memoria dei belpassesi grazie anche a questo gesto di intitolar loro la struttura del comune etneo (a Susanna la sede, a Josephine l’aula). Pubblichiamo il discorso pronunciato da Giuseppe Prezzavento, fratello di Susanna, nel corso della cerimonia di inaugurazione.

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“Buongiorno a tutti. Autorità, volontari, amici e familiari. Sono qui oggi per dare voce alla mia famiglia in una giornata che non è solo un’inaugurazione, ma un atto d’amore. Siamo qui per dare un nome a un luogo, ma soprattutto per dare una casa a un ricordo che non può svanire. Intitolare questa sede a mia sorella Susanna e l’aula a Josy significa onorare l’impegno e la bellezza di due anime che hanno lasciato un segno indelebile in questa comunità.”

Josephine “Josy” Leotta. In alto: Susanna Prezzavento

​”Susanna non era solo una volontaria. Era un’anima instancabile, una forza della natura passionale e precisa, capace di smuovere mari e monti per raggiungere un obiettivo. Per lei la Protezione Civile era una missione che esigeva dedizione assoluta. Non si è mai arresa, nemmeno davanti alla prova più dura della malattia, continuando a sognare e a progettare per il bene degli altri fino all’ultimo.
​Oggi, quella forza vive in Giusi, che di Susanna ha ereditato il ruolo, la grinta e lo spirito, portando avanti la sua eredità con la stessa identica passione. Vive in quegli scarponi e in quella divisa piegata, che restano un esempio vivente per ogni volontario che varcherà questa soglia.”

“Accanto a Susanna, l’intitolazione dell’aula di formazione a Josy ci ricorda cosa significhi unire la gioia a una grande determinazione. Ho avuto il piacere di conoscerla in palestra, anche se solo per pochi mesi, e mi faceva sorridere vederla all’opera: con la sua incredibile forza di volontà cercava in tutti i modi di spronare e trascinare sua sorella, che invece non aveva molta voglia di faticare. Era uno spettacolo di vitalità. Josy era la prova che l’impegno è fatto anche di sorrisi e di carattere. Formare dei giovani in un’aula che porta il suo nome significa insegnare loro che la passione è il motore più potente del mondo.”
​I ringraziamenti
“Un ringraziamento profondo va al Presidente Alfio e a tutta la Protezione Civile per aver voluto questo tributo. Grazie alle autorità e agli amici più stretti. Un grazie speciale va al mio Mister e ai miei compagni di squadra di Licodia e Belpasso: la pallavolo è il mio mondo, e avervi qui oggi a fare squadra con me in questa sfida così importante significa tutto. Grazie a tutta la nostra famiglia, custode di questo immenso amore.”

​”C’è una storia che racconta di come i delfini, stanchi di solcare gli oceani infiniti, tornino sempre verso la riva per stare vicini a ciò che hanno amato. ​Oggi crediamo che Susanna e Josy abbiano scelto questa riva. Hanno scelto questa sede e i nostri cuori per non lasciarci mai soli. Perché se un giorno la tempesta del dolore dovrà placarsi, lo farà su quella riva dove ci aspettano le persone che abbiamo più amato. Una riva che non ha più confini e che noi chiamiamo Cielo. ​Susy, mamma… so che siete lì. Speriamo che questo posto sia degno della vostra luce. Noi ce l’abbiamo messa tutta. ​Grazie. Grazie Ragazzi Protezione Civile Belpasso”.

Redazione