Si infrangerà il tabù imposto da cementificatori, palazzinari e affaristi che da decenni saccheggiano Belpasso (Catania) e il suo territorio, o tutto resterà come prima? Chi dei consiglieri comunali si schiererà con costoro? E il sindaco Carlo Caputo – che in una recente intervista a L’Informazione ha ripetuto che il Piano urbanistico generale (ex Piano regolatore generale, scaduto da 23 anni), non serve a nulla – da quale parte starà? Terrà conto della legge, secondo la quale lo strumento urbanistico è obbligatorio per ogni comune e serve a disciplinare l’attività edificatoria l’uso del suolo e lo sviluppo futuro?

Domande d’obbligo alla vigilia di un Consiglio comunale che si preannuncia “di fuoco”, dove si discuterà la mozione presentata dall’opposizione, che “impegna” l’Amministrazione comunale “a revocare l’incarico di progettazione del Pug all’Ufficio tecnico comunale e a nominare il progettista del nuovo Pug mediante il ricorso al concorso di progettazione pubblico non a procedura negoziata”.

Se non è una “bomba” (politicamente parlando), poco ci manca. Non sappiamo se esploderà o se sarà abilmente disinnescata (come ormai succede da tempo), dato che adesso molti equilibri politici sono cambiati in Consiglio comunale. Il sindaco (vero garante di chi non vuole un nuovo strumento urbanistico?) non dispone della solida maggioranza che lo ha sostenuto fino ad alcuni mesi fa. Le recenti “convergenze” fra i consiglieri dell’opposizione e i colleghi che fanno riferimento al deputato regionale di Fratelli d’Italia (stesso partito del sindaco) Giuseppe Zitelli, saranno confermate anche sul Pug?

La proposta di scegliere un urbanista attraverso un percorso oggettivo e trasparente come il bando pubblico è stata avanzata diverse volte da questo giornale (sia con degli articoli, sia con dei documenti regolarmente protocollati e destinati all’Amministrazione comunale): oggi è stata fatta propria dagli esponenti della minoranza (Carmelo Carciotto, Mario Pulvirenti, Max Parasiliti, Andrea Paparo, Stefano Toscano e Salvo Licandri), che l’hanno rielaborata, trasformata in mozione e fatta inserire al quarto punto dell’Ordine del giorno del Consiglio.

Il tentativo è quello di ricalcare i modelli inaugurati nel 2012 dall’ex Commissario regionale Angelo Sajeva, il quale, visto che il Piano regolatore di Belpasso era scaduto da diversi anni, istituì un bando pubblico al quale parteciparono diversi urbanisti di statura nazionale ed internazionale.

Ad aggiudicarselo, il professore Leonardo Urbani di Palermo, cacciato dall’appena insediato sindaco Carlo Caputo (uno dei primi provvedimenti adottati), che ritenne di conferire l’incarico ad un Ufficio tecnico comunale privo di mezzi, che ancora oggi, dopo tredici anni, brancola nel buio per manifesta “inadeguatezza”, che solo il primo cittadino non vede.

Una mozione molto circostanziata che impegna l’Amministrazione Caputo a “realizzare”, attraverso il nuovo urbanista, una rigenerazione del territorio, ”i piani particolareggiati del centro storico e il recupero delle aree periferiche” (anche con il concorso dei comuni limitrofi, dato che diverse frazioni si trovano al confine tra un territorio ed un altro), ad “acquisire le dichiarazioni dei rispettivi componenti in ordine all’attestazione di non trovarsi in situazioni neppure potenziali di conflitto di interessi per se stessi e parenti fino al 4° grado (così come disposto dall’art. 78 comma 2 del Testo unico degli enti locali)”, a verificare “i requisiti tecnico professionali ed eventuali incompatibilità del Responsabile unico del procedimento (Rup) dei componenti dell’Ufficio di piano, oltre ad acquisire le dichiarazioni dei componenti dell’ufficio di piano, con le quali questi dovrebbero attestare di non trovarsi in situazioni neppure potenziali di conflitto di interessi per se stessi e parenti fino al 6° grado”.

Il documento chiede anche di “annullare parzialmente la convenzione stipulata con l’università di Catania”, che, secondo i richiedenti, dovrebbe “limitarsi ad affiancare il Rup con il proprio supporto tecnico-scientifico per i vari studi, ad eccezione di quello archeologico”, da demandare, assieme allo studio dettagliato del centro storico, alla Sovrintendenza ai Beni culturali ed ambientali di Catania.

L’opposizione impegna il sindaco e la sua giunta “a redigere la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas)”, ad indire una conferenza di pianificazione con la città”, nonché il Consiglio comunale “ad approvare (dopo gli studi propedeutici e i contributi di cittadini, associazioni di categoria e ordini professionali) il Documento preliminare del Pug, assegnando valore normativo a tale documento per il periodo triennale”.

Nella foto: un’immagine realizzata da BuildBull sul Piano urbanistico generale (Pug), in Sicilia denominato fino a qualche anno fa Piano regolatore generale (Prg)

Luciano Mirone