“Il Movimento 5 Stelle, dopo aver denunciato per primo il coinvolgimento della base americana di Sigonella nel supporto logistico e d’intelligence alle operazioni belliche Usa in Iran, segnala che sembra esserci un salto di qualità preoccupante nell’uso della base siciliana”. Lo denunciano i parlamentari del M5S delle Commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato.

E questo dovrebbe rappresentare un motivo di forte preoccupazione per la popolazione e per la politica siciliana e italiana. Invece niente, non si muove foglia. Dai Consigli comunali di Motta Sant’Anastasia, Belpasso, Lentini, Catania, ecc. (nei cui territori è ospitata la base Usa) al governo regionale, fino al governo nazionale, non viene chiarito nulla su quanto denunciato due giorni fa dal M5S.

“Sabato 21 marzo e anche giovedì 19 – affermano i pentastellati – sono transitati a Sigonella anche cacciabombardieri F-15 Strike Eagle dell’U.S. Air Force (codici di chiamata GSTDR43 e GR43) in configurazione ‘tattica’, ovvero di combattimento con armi e bombe montate, non in configurazione trasferimento (‘ferry’) o addestramento (‘training’)”.

“I tracciati radar – proseguono – non sono significativi perché si fermano a pochi chilometri dalla base: evidentemente i velivoli hanno spento i transponder radar dopo il decollo”.

“Ma il solo fatto che in Sicilia – concludono – transitino cacciabombardieri americani in assetto da guerra e non più solo droni da ricognizione, aerei spia e aerei da trasporto truppe e armamenti, rappresenta un preoccupante sviluppo. Chiediamo immediati chiarimenti da parte del governo e della Difesa”.

Nella foto: alcuni aerei della base Usa di Sigonella

Redazione