“Al fine di evitare aggressioni mediatiche e gratuite speculazioni da parte dei professionisti della cultura del sospetto, sto valutando l’autosospensione dalla carica di Vicepresidente della Commissione Antimafia anche per meglio collaborare, ove necessario, con l’Autorità giudiziaria all’integrale accertamento della realtà storica”. Lo afferma la deputata all’Assemblea regionale siciliana di Forza Italia, Bernardette Grasso, a seguito dell’inchiesta sulla sanità siciliana che ha travolto Salvatore Iacolino, da una settimana designato dal governo regionale alla guida del Policlinico di Messina.
“A seguito dei numerosi articoli di stampa – dice Grasso – relativi ai fatti oggetto del procedimento penale nell’ambito del quale risultano indagati, tra gli altri, come detto il dott. Salvatore Iacolino e tale Carmelo Vetro, e che hanno attenzionato ‘il rapporto’ che sarebbe intercorso tra me e tali soggetti, preciso con fermezza che nei miei confronti non risulta elevato alcun addebito per fatti penalmente rilevanti. Peraltro, non ho mai avuto contezza, né potevo averla, delle pregresse o attuali vicissitudini giudiziarie del sig. Vetro, soggetto le cui fattezze fisiche sono a me sconosciute”.
“Preciso – seguita la deputata regionale – che ho dato mandato al mio legale, l’avv. Salvatore Silvestro, di valutare la rilevanza penale nelle modalità di diffusione delle risultanze investigative di un procedimento, nell’ambito del quale non ho assunto, né potrò mai assumere, la veste di indagata”.
Sullo stesso argomento, stamattina le forze del campo progressista siciliano nel corso di una conferenza stampa congiunta all’Assemblea regionale, hanno chiesto le dimissioni del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Il manager Iacolino – scrive l’Ansa – è accusato è di aver messo a disposizione di Carmelo Vetro, boss di Favara, la sua influenza e le sue conoscenze maturate negli anni.
Pd, M5S, Controcorrente, Avs, Italia Viva, Progetto Civico Italia, Spazio Civico, Psi, +Europa e Più Uno chiedono a Schifani “di staccare la spina restituendo la parola agli elettori (secondo quanto dice il segretario regionale del Pd, Anthony Barbagallo): se non accadrà ci sarà una mobilitazione in tutti gli angoli della Sicilia”.
“Il film di Iacolino è un film già visto: i siciliani sono assuefatti a questi scandali – ha detto Nuccio Di Paola, coordinatore del M5S in Sicilia -, oggi è Iacolino, ma domani sarà un’altra persona. Noi siamo un’ alternativa unita e coesa”.
“Questo governo è arrivato al capolinea – ha sottolineato Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente -. Schifani non sa cosa accade nella regione che dice di amministrare”. Per Fabio Giambrone, portavoce di Europa Verde e Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana, “Schifani è il vero responsabile politico di questa vicenda”.
Nella foto: la vice presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Bernardette Grasso (Forza Italia)
Redazione























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