Dal Giappone agli Stati Uniti, passando per l’Inghilterra e diverse città italiane, il chitarrista e musicologo Davide Sciacca continua un percorso internazionale che mantiene un centro preciso: Catania.
Negli ultimi mesi è stato protagonista di concerti solistici, esibizioni in duo con lo straordinario soprano giapponese Sachika Ito e performance con quartetto d’archi a Liverpool e Hoylake in Inghilterra, a Tokyo e Kawasaki in Giappone, a Mount Pleasant nel Michigan e a Vashon Island nello Stato di Washington, oltre che a Napoli e in altre città italiane.

Davide Sciacca. Sopra: il chitarrista catanese all’estero davanti ad un cartellone che reclamizza le date di un suo concerto
Proprio a Vashon Island sta per concludere una prestigiosa residenza artistica che lo ha visto protagonista anche di un concerto (presso il Vashon Island Center for the Arts) davanti a una sala gremita. Alla Central Michigan University ha tenuto una lecture recital, si è esibito con quartetto d’archi ed è stato membro di giuria in una competizione violinistica.
Al centro di questo percorso non c’è soltanto l’attività concertistica, ma una precisa scelta culturale. In ogni programma trovano spazio la musica di Vincenzo Bellini, simbolo universale del lirismo catanese, le opere di Roberto Beccuti, figura significativa del Novecento chitarristico della città etnea, e una chitarra costruita da un altro orgoglio cittadino, il liutaio Flavio Alaimo.

Un’esibizione all’estero di Davide Sciacca
“È una forma di rappresentanza culturale che non passa attraverso slogan – dice Davide -, bensì resilienza e coerenza. In un tempo in cui la presunta originalità rischia di trasformarsi in modello ripetuto, la scelta è quella del rigore della ricerca e dell’autenticità della propria voce”.
“Diplomazia culturale silenziosa: non folklore, non cartolina, ma ricerca, repertorio e coerenza”, sono le sue parole d’ordine.

Un momento di uno spettacolo
Il calendario prosegue con nuovi concerti solistici e in duo con Sachika Ito a Malta, in Grecia e in Turchia, oltre ad altri appuntamenti in via di definizione.
Dall’Etna alle università americane, dai teatri giapponesi alle sale da concerto europee, il nome di Catania continua così a viaggiare attraverso la musica, in una linea che unisce tradizione, ricerca e identità.
Redazione























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