Ieri ho scritto un post provocatorio sul prossimo referendum. Sono arcistufo (ho detto) di leggere insulti dall’una e dall’altra parte, perché sono convinto che i vertici di una delle due parti politiche stia barando di brutto, al punto da avere innescato questa sorta di “circo barnum” della comunicazione col fine di parlare alla pancia degli elettori e non alla testa. E si vede dal dibattito surreale che ne è scaturito sui Social. Non ho detto quale delle due parti politiche sta barando, perché non voglio cadere nella trappola di farmi coinvolgere dal tifo da stadio.
Permettetemi di dire però – mettendo in fila i fatti – che un’idea me la sono fatta: la posta in gioco è talmente alta da portare un potere dello Stato ad attaccare un altro potere dello Stato e a ricorrere ai pretesti più demenziali pur di solleticare il ventre delle persone. Gli esempi non mancano. E sono sotto i nostri occhi. E’ tutto chiaro.
Da una parte si dice – legittimamente – che i problemi della giustizia saranno risolti con la separazione delle carriere, dall’altra – altrettanto legittimamente – che i problemi della giustizia sono altri, a cominciare dai tempi biblici dei processi, dai pochi magistrati, dallo sparuto personale, dagli scarsi mezzi a disposizione rispetto all’enorme mole di lavoro da espletare nei Palazzi di giustizia.
A prescindere da come la si pensi, al centro di tutto, c’è comunque la modifica di ben sette articoli della Costituzione, pratica che andrebbe risolta in Parlamento attraverso un accordo bipartisan, non a colpi di maggioranza (come si sta facendo). E questo è un altro fatto oggettivo.
Ecco perché per capire questa riforma non solo bisogna entrare nel merito della stessa, ma occorre anche tenere presente il contesto politico internazionale nel quale essa viene inserita, osservare i collegamenti fra governi, interpretare certe dichiarazioni, decriptare i messaggi, comprendere cos’è la demagogia, mettere insieme i tasselli e alla fine rispondere ad una semplice domanda: è una riforma o è un disegno?
Luciano Mirone























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