“Enna torna al Cinema”, la proposta avanzata dall’associazione Petra-Rete Arci di Enna, nell’ambito della procedura di democrazia partecipata 2025, conclusasi tra polemiche, contestazioni e dubbi sulla regolarità delle operazioni e sulla trasparenza dell’intero percorso, continua a far parlare.
Il sodalizio rende noto di aver depositato ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Catania contro gli atti con cui il Comune di Enna ha concluso la procedura alla quale Petra-Rete Arci aveva concorso insieme a numerosi altri enti, associazioni e gruppi cittadini con la proposta
“La decisione – dicono i componenti dell’associazione ricorrente – nasce da un senso di responsabilità verso le centinaia di cittadini che hanno sostenuto il progetto e verso tutte le realtà (nessuna esclusa) che hanno partecipato al Bilancio Partecipato. Tutti hanno il diritto e l’interesse affinché le decisioni della Pubblica Amministrazione siano assunte nel rispetto di criteri di trasparenza e parità di trattamento”.
“Una scelta – prosegue la nota -, quella di affidarsi al giudice amministrativo inevitabile in quanto a distanza di tempo non sono mai stati chiariti gli aspetti più controversi della vicenda. Forse sarebbe stato opportuno affrontare la stessa, degnandola di maggiore attenzione ed evitando, possibilmente, per il rispetto doveroso nei confronti della cittadinanza, anche un certo sarcasmo espresso inopportunamente da parte di taluni sui social network”.
“Del resto – afferma il comunicato di Petra-Rete Arci -, i profili di criticità sono rilevanti. La procedura, che ha visto addirittura due spogli delle schede a seguito della nota vicenda delle e-mail finite nello ‘spam’, pone enormi interrogativi, che meritano di essere risolti definitivamente, sulla regolarità procedimentale della consultazione”.
“Il punto, tuttavia – si legge nel documento -, non è chi vince una procedura né il valore culturale delle proposte presentate, ma la correttezza e la trasparenza del procedimento amministrativo, a tutela di tutti i proponenti e di tutti i cittadini che hanno partecipato”.
La proposta di “Enna torna al cinema”, prosegue la nota, ha raccolto il sostegno di oltre 650 cittadini e ha riportato al centro un tema che riguarda l’intera comunità: la necessità di restituire alla città uno spazio per il cinema.
“Vogliamo ringraziare chi ci ha dato fiducia – viene detto -, chi ha collaborato alla costruzione della proposta, chi ha partecipato al dibattito pubblico con senso critico e rispetto, e anche le altre associazioni e gruppi che hanno animato questa edizione della Democrazia Partecipata. È grazie a questa vitalità civica che la città cresce”.
“E vogliamo – seguita il comunicato -, in un certo senso, ringraziare anche il Comune, che ha trovato il tempo di far propria, almeno in parte, visto che la nostra idea era quella di realizzare soltanto una cinerassegna compatibile con il teatro, l’idea alla base della nostra proposta, pur senza aver mai fornito risposte chiare agli interrogativi sollevati né aver riconosciuto il lavoro svolto da chi quella proposta l’aveva elaborata, cogliendo evidentemente un bisogno reale della comunità”.
“Non sappiamo se sentirci più orgogliosi per aver intercettato un bisogno reale della città o più rammaricati per le modalità con cui questa vicenda si è sviluppata – dichiara la Presidente Federica Barbarino –. Se oggi Enna torna a parlare di cinema significa che quell’idea aveva colto nel segno. Ma quando centinaia di persone si mettono in gioco, votano, discutono, partecipano, le istituzioni hanno il dovere di restituire loro un percorso limpido e comprensibile. Continueremo a lavorare per questa città con lo stesso spirito costruttivo di sempre, chiedendo soltanto che le regole siano rispettate e che la partecipazione sia davvero un valore condiviso”.
Nella foto: panorama di Enna
Redazione























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