E’ un Carlo Caputo un po’ ammaccato. Dopo la rottura ufficiale con il deputato regionale Giuseppe Zitelli (Fratelli d’Italia, come lui), in Consiglio comunale il sindaco di Belpasso (Catania) ha perso la maggioranza e adesso, “per non restare isolato” medita il contrattacco, non escludendo una candidatura alle elezioni regionali del 2027.
Ricucire con Zitelli? “Non c’è niente da ricucire”, risponde, facendo capire che la crisi è irreversibile. “Semmai faccio finta di niente – aggiunge – . Ognuno porta avanti le proprie istanze. C’è chi è portatore di interessi collettivi e chi di interessi personali”.
In questa intervista – divisa in due puntate – si toccano diversi temi, dai problemi di carattere amministrativo alle lettere anonime, fino agli appalti del Pnrr (argomento, quest’ultimo, che affronteremo nella seconda puntata) per i quali la “nuova” maggioranza, l’altra sera, ha votato l’istituzione di una Commissione comunale d’inchiesta (allo stato ci sarebbe un’indagine della Procura della Repubblica di Catania), che cercherà di stabilire se esistono anomalie o se tutto si è svolto regolarmente.
Signor sindaco, qualche sera fa, in Consiglio comunale, c’è stata l’ufficializzazione della rottura fra lei e il deputato regionale Giuseppe Zitelli. Come commenta questo fatto?
“Mi sembra un teatro dell’assurdo”.
Queste cose la fanno star male?
“Un po’ sì. Faccio politica da molto tempo. Conoscendo le debolezze umane, non mi meraviglio più di tanto. Le affronto cercando di comprendere le priorità. In municipio faccio il sindaco, a casa ragiono come Carlo Caputo e cerco di tenermi le mie idee, i miei malori e le mie insoddisfazioni rispetto ai comportamenti che vedo. Ma devo fare il sindaco e se mi faccio prendere dai problemi e dalle sensibilità, mi distraggo dall’attività amministrativa, l’unica cosa che mi ha sempre salvato”.
Crede di essere maturato?
“Penso di sì, assolutamente”.
È vero che lei, pur essendo iscritto a Fratelli d’Italia, è molto vicino al fondatore e leader dell’Mpa Raffaele Lombardo, al punto da prendere consigli da lui su come amministrare?
“E’ una barzelletta allucinante. Ne ho parlato anche con i massimi livelli di Fratelli d’Italia: alcuni ‘nuovi nemici’ di partito portavano queste argomentazioni: Caputo è uomo di Raffaele Lombardo. Prima che esistesse Fratelli d’Italia, Caputo era nell’Mpa e con Lombardo ha sempre avuto un rapporto, non è una novità. Prima c’era una grande amicizia con Lino Leanza (poi deceduto), leader del partito autonomista Sicilia democratica. Questo appartiene a qualcosa che c’era prima di Fratelli d’Italia”.
Si sente al telefono con Lombardo?
“Certo. Come mi sento con Pogliese, con Daidone, con Anthony Barbagallo segretario regionale del Pd”.
Con Lombardo non c’è un rapporto preferenziale?
“No”.
Perché questa rottura con Zitelli?
“Nasce dopo due riunioni di maggioranza risalenti all’inizio della scorsa estate, quando ho lamentato alcune scelte relative a un investimento di 436 mila Euro con fondi comunali per finanziare la realizzazione della seconda chiesa della frazione di Piano Tavola. Tengo a precisare che non sono mai stato contrario alle richieste della comunità. Precedentemente era stato ottenuto un finanziamento regionale di 1 milione e mezzo per realizzare questo edificio di culto: quella somma, tuttavia, non era sufficiente per realizzare la chiesa, così il Comune ha deciso di intervenire. Quattrocentotrentasei mila Euro, però, è una cifra enorme (mai il Comune di Belpasso ha finanziato un’opera pubblica con importi così elevati): basti pensare che questo Comune, per le opere pubbliche, dispone annualmente di 550-600 mila Euro. Fatevi i conti. Immaginavo di potere distribuire questa somma con due modalità: o su diverse annualità oppure facendo un piccolo mutuo. Questa mia lamentela è stata recepita male, al punto che è stato detto: Caputo ce l’ha con Piano Tavola. Proprio a me che ho sempre aperto alle frazioni, le quali, con me, hanno sempre ottenuto tanto”.
È il vero motivo della rottura? Questo francamente ci sembra sproporzionato.
“Nelle riunioni di maggioranza di questo ho parlato. Se ci sono altri motivi non so”.
In certi ambienti la scelta di realizzare la chiesa è stata criticata: in molti – dato che Piano Tavola è una frazione particolarmente difficile dal punto di vista dell’ordine pubblico – avrebbero visto un presidio di legalità come la caserma dei Carabinieri.
“Se n’è parlato molti anni fa, poi il ministero l’ha eliminata dall’agenda e il Comune si è adattato”.
Nel frattempo, tuttavia, si è sparsa insistente la voce che lei si sarebbe candidato alle prossime regionali contendendo il posto di deputato proprio a Zitelli. È vero?
“Una storiella che non so da dove è partita. Quando diversi anni fa Zitelli è stato il mio vice sindaco, tanti hanno provato a dividerci, ma ho tenuto la barra dritta contribuendo un ‘tantino’ (qui Caputo è un po’ ironico, ndr.) a farlo diventare deputato. Ora che lui è onorevole e io sindaco è scattato il corto circuito, possibilmente ci sono stati interventi esterni: la cosa mi ha amareggiato”.
Allora: ha velleità o no di candidarsi a Palazzo dei Normanni?
“Si stanno impegnando a farmela venire. Fino allo scorso giugno non avevo questa velleità. L’ho pure spiegato a Zitelli e a tutti quelli del suo entourage: le regionali sono nel 2027 e comportano un impegno finanziario importante. Loro non sanno se ho i soldi poer affrontare un impegno così gravoso, ma sanno che per una campagna regionale conta molto la provincia, non solo il proprio paese. Mi portino un solo elettore dei centri vicini che voterebbe per me. Non ce ne sono”.
Ambienti del centrodestra locale affermano che Lombardo vuole candidare i sindaci della sua area politica presenti in provincia di Catania. Lo esclude?
“Oggi non escludo nulla. Continuo a dire ufficialmente di no, ma vedo dei movimenti che hanno la finalità di aggredirmi. Vedo Forza Italia e Lega in Consiglio comunale che fanno combriccola con quella parte di Fratelli d’Italia che non si può chiamare Fratelli d’Italia e che fa capo a Zitelli. Questi mi vogliono mettere all’angolo, vogliono Caputo all’angolo nella speranza che alle elezioni comunali del 2028 io finisca isolato. Non ci sto. A me piacciono le sfide e quindi sono pronto ad affrontare la campagna elettorale da sindaco. Tutti questi movimenti li guardo con attenzione e chiederò al partito e agli alleati del centrodestra di fare chiarezza attorno al mio nome, altrimenti si giocherà al massacro. Non è bello giocare al massacro. Sei liste su sette della coalizione hanno confermato il loro sostegno nei miei confronti, dicendo che sarò ricandidato nel 2028. Firmano tutte le liste tranne quella di Zitelli, che fino a dieci giorni fa era pronta a firmare. Si è tirata indietro perché si parlava dell’assessorato”.
Era quello ai Lavori pubblici? Perché glielo ha tolto?
“Non gliel’ho tolto. Abbiamo fatto un accordo all’inizio del mandato: abbiamo ripartito le cariche assessoriali del Comune (compreso il presidente del Consiglio, lo “zitelliano” Andrea Magrì) proporzionalmente al voto uscito dalle urne”.
Secondo lei la “combriccola” di cui ha parlato dove vuole arrivare?
“Provano a mettermi all’angolo”
Anche per le comunali?
“Certo. Si capisce benissimo. Si vede dalle posizioni della Lega assieme ai consiglieri di Forza Italia. I quali, fino a qualche mese fa, attaccavano continuamente il presidente del Consiglio comunale perché non calendarizzava le loro mozioni: da sette mesi queste contestazioni sono scomparse. Una corrispondenza di amorosi sensi che si percepisce perfettamente”.
Vediamo se interpretiamo bene: vogliono far fuori Caputo dalla vita politica e Caputo, per uscire dall’angolo, potrebbe candidarsi alle regionali?
“Amo quello che faccio e voglio ricandidarmi come sindaco, ma voglio essere nelle condizioni di farlo, il mio partito deve confermare la fiducia in me e deve lavorare sugli alleati per costruire un’alleanza”.
E se questo non avverrà?
“Si vedrà”.
Al Comune circolano delle lettere anonime dal contenuto pesante: si va dal personale a delle questioni di carattere amministrativo. Lei in Consiglio comunale ha parlato di “traditori”, quindi sono lettere che potrebbero provenire dal “suo” entourage?
“Da persone che fino a poco tempo fa facevano parte del mio entourage”.
1^ puntata. Continua
Luciano Mirone























L’ambito e’ in quel gorgo oscuro nel quale eventuali perle- e non so se si tratti di questo- coperte dalla fanghiglia non le si vedrebbe brillare. E poi, se l’ambito e’ il gorgo oscuro, perché le perle ci starebbero dentro?
Cerchiamo di “convertire “ e setacciare piuttosto l’altro fronte: almeno nominalisticamente rimanda ad una visione ideologica della comunità