Trentatrè milioni del Pnrr per 30 appalti su cui probabilmente la Procura della Repubblica di Catania ha aperto un’indagine e l maggioranza in Consiglio comunale (pochi giorni fa) ha istituito una Commissione d’inchiesta. Signor sindaco, cosa sta succedendo al Comune di Belpasso?

“Non lo so. Nello scorso settembre, rispetto ad alcuni fatti che ho visto all’interno del Comune, ho chiesto di fare delle verifiche al responsabile dell’Anti corruzione”.

Chi è?

“Il Segretario generale, dott. Marco Puglisi. Colui che per il Piano anticorruzione di cui è dotato ogni comune deve fare una serie di azioni. Le azioni sono state fatte, così come le verifiche, ognuno ha dichiarato quello che doveva dichiarare e quindi la mia partita delle verifiche si è conclusa lì”.

Il sindaco di Belpasso (Catania), Carlo Caputo, passa al contrattacco e accusa tutti (o quasi). Nell’ordine: gli ex  Revisori dei conti del Comune, la nuova Commissione d’inchiesta sugli appalti del Pnrr (che accosta agli estensori delle lettere anonime), i consiglieri del suo stesso partito (Fratelli d’Italia) che lo avrebbero “tradito” passando all’opposizione, il deputato regionale Giuseppe Zitelli (anche lui Fdl) e la consigliera Fiorella Vadalà. Sul presidente del Nucleo di valutazione, Giuseppe Aiello, dice di tutto e di più. Sugli appalti conferiti coi soldi del Pnrr afferma che è tutto regolare. Un nuovo Piano urbanistico generale? Non è necessario. Consigliamo vivamente di leggere questa intervista perché, a nostro avviso, ha aspetti clamorosi.

Non crede, signor sindaco, che il criterio con il quale ha seguito l’iter della trasparenza sia stato un tantino superficiale? Ci spieghiamo meglio: quando qualche anno fa i Revisori dei conti del Comune hanno parlato di mala gestio (ovvero cattiva gestione) dei soldi del Pnrr, hanno fatto riferimento al sindaco, all’Ufficio tecnico comunale e al Segretario generale. Lei queste verifiche le ha fatte fare alle stesse persone. È una coincidenza?

“Ma questi Revisori dei conti, rimasti in carica tre anni e solo negli ultimi tre mesi si sono visti ridurre l’indennità, e guarda caso si sono messi a parlare di mala gestio, chi sono, un Consiglio di Stato, una Cassazione, o solo tre professionisti che hanno operato a Belpasso per tre anni? L’anno prima perché non hanno parlato di mala gestio? E due anni prima, e tre anni prima? La verità è che loro volevano l’aumento dell’indennità. Gliel’abbiamo concessa. Poi abbiamo approfondito la materia con delle sentenze del Consiglio di Stato e abbiamo riportato le indennità al periodo precedente. Da quel momento hanno cominciato a parlare di mala gestio. Non solo loro a dire che c’è stata mala gestio, ce lo devono confermare altri organi”.

Perché gli appalti al Comune di Belpasso si conferiscono tramite “procedura negoziata” e non tramite “bando pubblico”?

“Le procedure negoziate sono un bando pubblico. Il Codice degli appalti prevede una serie di cose che sono state normate non dal Comune ma dallo Stato. Ho letto questa cosa su L’Informazione che non capisco: sugli appalti si dà una responsabilità alla politica. Ma la politica, con gli appalti, non dovrebbe avere niente a che fare. E con la mia gestione non ha niente a che fare, poi se c’è qualcuno che ha fatto qualcosa ne risponderà, ma sono sicuro che la politica sia stata distante dagli appalti. La procedura la decide il dirigente, i lavori li controlla il Rup (Responsabile unico del procedimento) e la direzione dei lavori”.

La politica non dovrebbe sovraintendere a tutto questo? Non dovrebbe controllare?

“Rispetto ad alcune procedure che ho visto, pur non essendo compito mio perché non mi occupo delle procedure di assegnazione degli appalti, ho notato che queste andavano verificate, ho preso carta e penna e ho fatto le mie verifiche. E’ uscito esce fuori che dal punto di vista amministrativo non c’è alcuna anomalia”.

Una verifica che ha fatto fare al Segretario generale?

“A lui e al funzionario responsabile dei Lavori pubblici”.

Ok, ma come giudica il fatto che alcune ditte si sono aggiudicate degli appalti col 2, col 3, col 4 o col 5 per cento di ribasso e addirittura – in diversi casi – su cinque ditte invitate, quattro si sono ritirate facendone partecipare soltanto una?

“E’ sicuramente qualcosa che può essere letta come un’anomalia, ma con dei profili penali che qualcuno dovrebbe dimostrare. Però dal punto di vista amministrativo ci fermiamo lì. Io le ho notate e ho scritte al Prefetto”.

E il Prefetto ha risposto?

(Caputo non dice né sì né no) “Dal punto di vista amministrativo è tutto in regola. Poi se la prefettura si attiva autonomamente non deve dirlo a me”.

Però l’altra sera un consigliere dell’opposizione ha detto che si sarebbe dovuto rivolgere alla Procura, non alla Prefettura.

“Alla Procura si fanno comunicazioni di reato, ma io non ho visto alcun reato”.

Nelle tante lettere anonime arrivate al Comune (di cui abbiamo parlato nella prima puntata) si parlava degli appalti legati al Pnrr?

“Anche, ma non di specifici lavori pubblici. Guarda caso c’è una coincidenza: le lettere anonime parlano di appalti del Pnrr e la Commissione speciale d’inchiesta del Consiglio comunale ha come titolo ‘Appalti del Pnrr’. Sarà che c’è una sensibilità nascosta, condivisa, tra chi scrive lettere anonime e chi vuole fare Commissioni per la trasparenza. Se un organo inquirente vorrà accertarsi di alcune cose (semmai succederà), il sindaco mette le carte a disposizione”.

Il fatto che lei, sul varo della Commissione d’inchiesta,  abbia invitato ad astenersi, non crede che abbia il sapore di un No?

“Infatti si doveva votare No”.

E allora perché ha invitato i suoi ad astenersi?

“Il messaggio era chiaro: che se la votino loro”.

Non è stato un autogol? Avrebbe potuto dire: “Non abbiamo nulla da temere. Che si faccia la Commissione d’inchiesta”.

“Assolutamente no. Qui stiamo parlando di un sindaco che ha preso carta e penna, ha preso le carpette e se n’è andato in Prefettura. Di cosa stiamo parlando?”.

Non crede che la città potrebbe pensare (magari erroneamente) che vi siete astenuti perché qualcuno potrebbe avere il carbone bagnato?

“Ma se è stato il sindaco che ha denunciato questi fatti? Vogliamo capire che tutta questa procedura di trasparenza è partita dal sindaco? Io ho fatto le delibere di giunta che parlano di questi fatti. Abbiamo raccolto tutte le procedure compiute dai nostri dirigenti per lavori importanti e le ho consegnate. L’operazione trasparenza parte da me e ora si vuole fare una Commissione speciale d’inchiesta che ha tutto il sapore di una Commissione che vuole solo buttare fango e vuole provare a mettere ombre su Carlo Caputo per motivi politici. Il consigliere X non ha bisogno della Commissione speciale d’inchiesta, può fare regolare richiesta degli atti e con questi può fare quello che vuole. Sono azioni che servono solo a creare fumo”.

Cambiamo discorso. Passiamo al Piano urbanistico generale (Pug), scaduto da ventitré anni e mai più revisionato. Non crede che nel 2013, quando lei si è insediato per la prima volta, commise un errore incredibile revocando uno dei più grandi urbanisti d’Europa come il professore Leonardo Urbani al quale l’ex Commissario Angelo Sajeva aveva affidato (per bando pubblico) l’incarico di redigere lo strumento urbanistico, allora chiamato Piano regolatore generale (Prg)?

“Ho letto il giornale che lei dirigeva molti anni fa (Liberidea, ndr.): allora lei scriveva che il progettista del vecchio Piano regolatore era contaminato dalla politica locale. Quando nel 2013 mi sono insediato sono venuti al Comune due tecnici che collaboravano con lo studio Urbani, ma erano di San Gregorio (un paese a pochi chilometri da Belpasso, ndr.). Questa cosa mi ha fatto sospettare. Era chiaro che il professor Urbani (un grande urbanista) non avrebbe seguito l’iter del Prg”.

Mi scusi, ma il fatto che fossero di San Gregorio cosa vuol dire? Erano due professionisti che in questo territorio facevano parte dell’equipe del professor Urbani.

“Mi aspettavo che il prof. Urbani venisse a parlare con me, non che venissero dei tecnici da San Gregorio con l’accento catanese”.

Uno dei due era l’architetto Ignazio Lutri, indicato da qualche docente universitario come uno dei migliori urbanisti della Sicilia.

“No, non venne Ignazio Lutri al Comune”.

Eppure risulta di sì, Lutri lo ha detto al sottoscritto. Non crede che Belpasso abbia perso una grande occasione per colpa sua?

“No. La priorità di una nuova pianificazione non la registro. Non lo so cosa ci si aspetta dalla revisione del vecchio Piano regolatore. Come si può immaginare di non rendere edificabili certe zone che il Piano prevede edificabili? È impossibile. Il Comune sarebbe esposto a degli indennizzi elevati”.

Quindi lei, a questo punto, esclude una nuova pianificazione del territorio?

“La stiamo portando avanti, dico che secondo me, rispetto all’importanza che date, non la vedo così prioritaria”.

Non pensa che un Piano urbanistico rappresenti un volano di sviluppo incredibile?

“Il Piano redatto dall’architetto Francesco Lima di Palermo è stato un volano di sviluppo?”.

Assolutamente no. Infatti il sottoscritto, già allora, parlava di certe “contaminazioni”. Nel 2013 lei ha avuto la possibilità di cambiare pagina e non lo ha fatto.

“Il Piano regolatore di Lima era visto come un volano di sviluppo”.

Si certo, da quei pochi (compreso qualche politico col quale lei, ancor oggi, intrattiene ottimi rapporti), che avevano (e hanno) forti interessi economici. Ma per la città è stato deleterio. Basta vedere la desertificazione del centro storico.

“In ogni caso si è edificato. Ecco perché non vedo prioritario un nuovo Piano. La nuova linea di metropolitana che collega Catania con diversi centri penalizzerà ulteriormente Belpasso, che si svuoterà ancora. Per questo è importante realizzare una strada che collega il paese con la stazione di Etnapolis”.

Singoli interventi, signor sindaco, che denotano una scarsa visione rispetto ad una progettualità complessiva. A proposito. Lei nel 2013 promise un parco in via Fiume, in un’area edificabile dove recentemente i suoi consiglieri volevano approvare l’ennesimo centro commerciale, fermato per la mobilitazione della Società civile, compreso questo giornale.

“Quel centro commerciale non nascerà, sorgeranno dei condomini”.

E  il parco promesso?

“Avete fatto confusione. Avevo detto che il parco sarebbe sorto in una piccola superficie, non nell’intera area”.

In verità, questo non emergeva dal programma del 2013. In ogni caso, dov’è il parco nella superficie ridotta?

“Bisogna ricordare che quell’area era oggetto di un fallimento. Così nel mio modo di intendere dissi: il Comune interviene, toglie un’area degradata e una parte (quella che si affaccia su via Fiume) la riserviamo a parco. Una volta che il fallimento si è risolto e ci sono stati dei soggetti che mi hanno tolto quel degrado (con l’edificazione delle palazzine?, ndr.), è caduto il motivo di fare il parco”.

Cosa vuole aggiungere?

“Pur di mettermi all’angolo, ho notato molta schizofrenia attorno a me. La consigliera Fiorella Vadalà che fa capo al dottor Giuseppe Aiello (attuale presidente del Nucleo di valutazione nominato dal sindaco,, ndr.) dalla mia lista è passata con l’ala ‘zitelliana’ di Fratelli d’Italia. Non me lo sarei mai aspettato”.

Anche Aiello è tesserato con FdI?

“Non lo so”.

Perché malgrado il “tradimento”, Giuseppe Aiello resta alla presidenza del Nucleo di valutazione?

“L’ho invitato a dimettersi due mesi fa con una lettera ufficiale ma riservata, con alcune motivazioni. Lui ha risposto adducendo alcune giustificazioni, anzi dicendo che quello che ho scritto è quasi diffamatorio: nei prossimi giorni ci saranno le conseguenze di questa storia”.

In che senso?

“Il Nucleo di valutazione dura tre anni (fino al prossimo luglio), ma penso che la rimozione potrebbe avvenire prima”.

Lo dice col tono di una persona che ha perso la pazienza. Ci sbagliamo?

“Non vi sbagliate. È impossibile leggere alcune cose”.

Può essere più esplicito?

“Più in là. Penso che nei prossimi mesi emergeranno molti interessi che riguardano la città, ma soprattutto certi interessi di bottega”.

Perché all’inizio del suo mandato ha nominato Aiello presidente di un organo delicato come il Nucleo di valutazione?

“Eravamo nella stessa coalizione”.

Quindi c’è una rottura anche con lui?

“Assolutamente sì. Nel giugno scorso si è consumata una rottura sia con lui che con Zitelli”.

È stata una coincidenza?

“No. Penso che qualcuno abbia soffiato i propri pensieri alle orecchie di Zitelli e quest’ultimo, purtroppo, ha avuto delle orecchie ben predisposte”.

Esclude di ricompattarsi con Zitelli?

“Sì”.

Ormai è rottura definitiva?

“Sì. Da vice sindaco di Caputo, Zitelli è salito sull’Olimpo della politica regionale. Questo è stato dimenticato. Da lui mi sarei aspettato ben altro”.

2^ puntata. Fine

Luciano Mirone