“Senza investimenti, all’interno della StMicroelectronics sono a rischio 3 mila posti di lavoro”. E’ l’allarme lanciato dal segretario nazionale della Fiom Cgil, Michele De Palma, questa mattina nel corso dell’assemblea che ha visto l’intervento anche della segretaria provinciale del sindacato Rosy Scollo.
“STM non è centrale soltanto per Catania – ha dichiarato De Palma – ma rappresenta un punto di riferimento per l’intera struttura industriale del Paese e dell’Europa. Senza investimenti in produzione e innovazione non possiamo competere in un mercato globale sempre più selettivo”.
Il segretario nazionale ha sottolineato il ritardo nella convocazione del tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), più volte sollecitato dalle organizzazioni sindacali: “Stiamo ancora aspettando. È indispensabile che il Governo e la Regione assumano fino in fondo la responsabilità di sbloccare gli investimenti necessari sull’area industriale”.
Al centro delle criticità, l’emergenza infrastrutturale, a partire dall’approvvigionamento idrico e dagli interventi strutturali indispensabili per sostenere il piano di rilancio che prevede fino a 3mila lavoratrici e lavoratori coinvolti nello sviluppo produttivo dello stabilimento etneo.

Il segretario della Fiom Cgil, Michele De Palma. Sopra: lo stabilimento della St Microelectronics di Catania
“Non bastano dichiarazioni pubbliche per risolvere i problemi – ha aggiunto De Palma –. Servono opere concrete. Le infrastrutture devono essere realizzate, non annunciate”.
Il riferimento è anche ai danni provocati dal ciclone Harry che ha colpito la zona industriale di Catania, aggravando una fragilità strutturale mai davvero affrontata: “Le risorse del PNRR non sono state orientate con la necessaria priorità verso l’analisi dei fabbisogni infrastrutturali e la loro messa in sicurezza. Oggi paghiamo questa scelta”.
Per la Fiom è “necessario aprire un confronto trilaterale stabile tra istituzioni nazionali e regionali, sistema delle imprese e organizzazioni sindacali: il sindacato vede criticità e soluzioni che spesso restano fuori dalle agende decisionali. È il momento di un’assunzione collettiva di responsabilità”.
La segretaria generale della Fiom etnea, Rosy Scollo, ha ribadito il peso strategico dello stabilimento catanese: “STM è un’osservata speciale perché incide per il 13% del PIL territoriale. Produce componenti strategici per l’Europa e non possiamo permetterci passi indietro”.
In un contesto di contrazione della produzione industriale, anche STM risente delle difficoltà globali. “La nostra battaglia è chiara – è stato detto -: difesa dell’occupazione oggi ed espansione produttiva domani, a fronte di investimenti pubblici e privati che guardino alle nuove generazioni”.
La segretaria provinciale ha chiamato in causa il governo regionale e l’amministrazione comunale di Catania: “Servono infrastrutture adeguate, non solo per sostenere la produzione, ma per garantire salute e sicurezza alle migliaia di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno attraversano una zona industriale segnata da criticità strutturali”.
In poche parole: senza approvvigionamento idrico, viabilità, manutenzione e messa in sicurezza dell’area industriale, qualsiasi piano di sviluppo non è credibile.
Redazione
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