“Qualcuno alimenta la questione legata ai fondi per la realizzazione del Ponte sullo Stretto per polemica politica. Chi vuole distrarre i fondi per la costruzione dell’infrastruttura lo fa per motivi ideologici e di parte. È del tutto evidente che Partito Democratico, Avs e Movimento Cinquestelle siano una maionese impazzita sul Ponte”.

Lo scrive il Comitato Ponte e Libertà attaccando i partiti progressisti che dopo il ciclone Harry che ha devastato diversi comuni del versante ionico calabro-siciliano, e ha causato la frana che sta ingoiando parte della cittadina di Niscemi (Caltanissetta), hanno avanzato l’idea di stornare parte dei 15 miliardi destinati alla costruzione del Ponte sullo Stretto per riparare i danni causati dal forte maltempo.

“Mai nessuno in Italia – scrive il Comitato Ponte e Libertà – ha pensato, ad esempio, di togliere fondi destinati all’alta velocità ferroviaria per utilizzarli per le grandi emergenze: terremoti, dissesti idrogeologici e alluvioni”.

“Questi soggetti – afferma la nota – che incarnano il ‘populismo delle emergenze’, quando hanno avuto responsabilità di governo non hanno mai pensato di bloccare il grande piano da 100 miliardi sul sistema dell’Alta Velocità/Alta Capacità (AV/AC). La rete già in esercizio (Torino-Salerno e Milano-Brescia) è costata circa 42 miliardi di euro secondo i dati storici di RFI. E i cantieri oggi aperti valgono oltre 60 miliardi di euro, blindati dal PNRR e dai bilanci dello Stato”.

“Tratta in costruzione Palermo-Catania-Messina, 9,3 miliardi di euro, Napoli-Bari, 5,8 miliardi di euro, Terzo Valico (MI-GE), 6,2 miliardi di euro, Salerno-Reggio Calabria, 11-13 miliardi di euro. Le cifre parlano chiaro: mai un euro degli investimenti AV/AC è stato distratto per coprire i costi delle catastrofi che hanno ferito l’Italia peninsulare”.

“Lo Stato – afferma Ponte e Libertà – ha sempre trovato risorse tramite scostamenti di bilancio, accise o fondi di solidarietà ad hoc. Perché, dunque, questa logica del ‘sacrificio’ dovrebbe applicarsi solo al Ponte sullo Stretto, opera che tecnicamente completa proprio quei corridoi AV/AC per cui si spendono decine di miliardi tra Calabria e Sicilia?”

“L’incoerenza della proposta dei partiti del centrosinistra di chiedere di eliminare il Ponte in nome delle emergenze di Harry e Niscemi o della fragilità idrogeologica, lasciando però intatti i 60 miliardi di cantieri ferroviari spesso contestati (come il Terzo Valico o la Torino-Lione), appare come una scelta puramente ideologica”.

“Il mirino – conclude il Comitato – è puntato solo sul collegamento stabile, creando un paradosso: si finanziano ferrovie da miliardi in Sicilia e Calabria, ma si propone di lasciarle interrotte proprio dove dovrebbero congiungersi, usando le catastrofi naturali come scudo politico per giustificare un ‘no’ che rischia di isolare ulteriormente il Sud”.

Nella foto: una simulazione progettuale del Ponte sullo Stretto di Messina

Redazione