Duro botta e risposta fra l’ex sindaco di Paternò (Catania) Pippo Failla, fedelissimo del presidente del Senato Ignazio La Russa, e il giudice catanese Felice Lima, famoso per le sue inchieste antimafia e per le sue battaglie per la legalità. In questi giorni in cui la tensione per il prossimo referendum sulla giustizia aumenta sempre di più e il No, secondo i sondaggi, salgono, l’ex primo cittadino del comune etneo attacca sui Social quelli che si dichiarano contrari alla riforma Nordio.

Il 7 febbraio, però, quando Failla (diventato famoso per una protesta in mutante durante la sua sindacatura) ha scritto l’ennesimo post contro la “magistratura politicizzata”, è accaduto l’imprevisto. Ad intervenire non è stato un cittadino qualunque, ma un magistrato con una rispettabilità ed una autorevolezza riconosciuti unanimemente, sia a destra che a sinistra. Che ha ricordato a Failla una recente vicenda che lo ha visto protagonista nel contesto del “caso Natoli-Csm”.

L’ex sindaco di Paternò (Catania), Pippo Failla, mentre protesta in mutande negli anni in cui era primo cittadino. Sopra: il giudice Felice Lima 

Questo il resoconto della conversazione su Facebook che sta circolando nei Social.

Pippo Failla: “Mi meraviglio di chi sta facendo campagna elettorale per fare votare no al referendum sulla giustizia. Mi chiedo: ma come mai vogliono mantenere l’attuale impostazione giudiziaria del ‘SISTEMA PALAMARA’, ancor oggi persistente, che sottomette il governo della magistratura all’appartenenza alle correnti politiche dei magistrati. Qualcuno me lo vuole spiegare?”.

Felice Lima: “Caro Pippo, te lo spiego io, L’ideale sarebbe una risposta lunga e articolata, ma per un verso non te la meriti e, per altro verso, non la vuoi veramente, Quindi, ti do una risposta sintetica. Perché l’alternativa al correntismo che volete tu e i tuoi compari è lo schifo che abbiamo sentito e che tutti possono ancora sentire in internet avvenuto nello studio della tua amica Rosanna Natoli. La cosa che mi lascia davvero basito è che tu abbia la faccia di parlare ancora. Se ne fossi capace, ti dovresti vergognare, ma è evidente che non è una pratica che conosci. Stammi bene”.

Pippo Failla: “Caro Felice, non credo di aver posto una domanda fuori di luogo, né che, nel porla, abbia offeso qualcuno. per la verità, mi sorprende il livore nei miei confronti senza motivo alcuno ed ancor di più mi sorprende il fatto che, senza saper nulla, oppure facendo finta di non saper nulla, parli della trappola tesa all’avv. Natoli dalla tua defunta collega, Maria Fascetto. Proprio ciò che è capitato all’avv. Rosanna Natoli, è la prova provata del marcio che c’è nel CSM, che nel caso in specie ha dimostrato di essere politicizzato al massimo. Comunque, se prima ero convinto di votare sì, tu mi hai straconvinto. baci e abbracci. Senza odio. Ciao, Ciao”.

Felice Lima: “Pippo Failla, io sono un uomo semplice. Ho pochi neuroni e mi sforzo di usarli in maniera eticamente corretta. Non condivido niente di quello che scrivi della vicenda Natoli/Fascetto, ma non ho il minimo interesse a discuterne qui e men che meno con te. Tutto quello che serve sapere è che:

L’avvocata paternese Rosanna Natoli con il presidente del Senato Ignazio La Russa 

  1. il tuo partito ha mandato al CSM invece che gente come Bachelet (ex vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, ucciso dalle Brigate rosse negli anni Ottanta, ndr.)… come vorrebbe la Costituzione una avvocata con un curriculum inesistente, il cui unico titolo sono le foto in cucina con La Russa.
  2. questa Consigliera ha invitato o comunque ricevuto nel suo studio una giudice sottoposta al suo giudizio (come se io mi fossi portato a casa un mio imputato) e le ha detto cose come ‘io la voglio aiutare perché lei è amica degli amici’!!!!!!!
  3. una volta scoperta e sospesa neppure si è dimessa se non quando il partito voleva riprendersi il posto al Csm. Questo basta e avanza a dire quale è l’alternativa alle correnti che volete voi.

Tu qui non hai ‘fatto una domanda fuori luogo’. Tu hai fatto una spacconata arrogante e assurda proprio perché proviene da te. Io non odio nessuno e non provo alcun ‘livore’. Io sono sempre stato e sono ancora una persona perbene e un cittadino consapevole che si indigna per l’oscenità del potere e dei suoi amici. Né baci, né abbracci, solo il rinnovo dell’invito a farti spiegare la vergogna e poi a vergognarti”.

Per capire meglio tutta la vicenda, riproponiamo un post apparso sulla pagina Fb del dottor Lima nel luglio del 2024, che ricostruisce l’intera vicenda.

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“Di tutte le cose stupide che scorrono abitualmente su Facebook, quella che a me appare la più stupida (soprattutto perché la vedo fare a tanta gente laureata e teoricamente acculturata) è questo fare motti e sbruffonate sostenendo che quelli cosiddetti “di destra” sono decisamente migliori di quelli cosiddetti “di sinistra” e viceversa, a seconda del gregge di appartenenza.
Mi scoraggia profondamente dovere constatare che una percentuale troppo grande di popolazione è costituita da imbecilli totali (o, come va di moda dire elegantemente, analfabeti funzionali) che credono che davvero ci sia oggi (perché il passato è, appunto, passato) una qualche differenza sostanziale fra i faccendieri sedicenti di destra e quelli sedicenti di sinistra.
Un Paese non lo fa chi lo governa. Lo fanno i cittadini. Chi governa è lo specchio dei cittadini. E il livello intellettuale e morale degli italiani (di qualsiasi “colore”) è davvero infimo.
Ogni giorno si ha prova di tutto questo, ma, ovviamente, un paese idiota le prove non le vede.
E’ di oggi l’ennesimo scandalo.
Arrivati al potere quelli sedicenti “di destra”, è stato tutto un grande entusiamo dei boccaloni, che hanno creduto alla farsa del: “La pacchia è finita. Ora pene certe e giustizia giusta per tutti”.
In realtà, ovviamente, in perfetta continuità con ciò che succede da sempre (per esempio, la “neutralizzazione” del reato di abuso d’ufficio è opera realizzata già tanti anni fa da quelli “finti di sinistra” e solo, oggi, con profili di maggiore oscenità e spudoratezza da quelli “finti di destra”), in poco più di due anni c’è stato solo un ulteriore passo avanti verso il malaffare più spudorato e sfacciato e lo smantellamento di quel pochissimo che restava della c.d. “giustizia”.
Venendo ai fatti di oggi, bisognava nominare i membri “laici” del CSM.
L’art. 104 della Costituzione prevede che un terzo dei componenti del CSM sono nominati dal Parlamento.
Ovviamente dovrebbero essere scelti fra illustri giuristi e, comunque, fra persone almeno decenti. E non fra i politicanti e/o “amici” e “amici degli amici”.
Fra gli scelti dal Parlamento c’è l’Avv. Rosanna Natoli.
Anonimissima Avvocata di Paternò, paese della provincia di Catania.
Impossibile individuare nel curriculum di costei titoli di merito che possano spiegare la sua nomina a un incarico tanto delicato.
Sicché deve darsi credito a chi prende atto che il suo unico titolo è essere molto amica del Senatore Ignazio La Russa. La foto che correda questo mio post e che li ritrae gioiosi in cucina (sembra di capire a casa della Natoli) è tratta dal profilo Facebook dell’Avv. Natoli.
Mandata al CSM, è stata nominata Vice Presidente della Sezione Disciplinare , ufficio di enorme delicatezza.
Nell’ambito di questo incarico, faceva parte del collegio che giudicava la dott. Maria Fascetto, magistrato catanese accusata di fatti molto gravi sia penalmente che disciplinarmente.
Cosa si scopre oggi? Che, mentre svolgeva il compito di giudice dalla dott.ssa Fascetto, l’Avv. Natoli cercava la dott.ssa Fascetto, la invitava a un incontro con due suoi “compagni di partito” e le raccontava i retroscena della camera di consiglio, promettendole interessamento e aiuto.
Il difensore della Fascetto ha depositato al CSM dei nastri con le registrazioni dei colloqui, fatte dalla stessa Fascetto.
A questo link c’è una piccola parte degli audio e una piccola parte delle trascrizioni:
https://www.ilfattoquotidiano.it/…/nei-guai-la…/7628451/
Spiccano frasi emblematiche come:
“gli puoi dire che gli diamo una mano” (alla Fascetto)
“Se noi vogliamo raggiungere un risultato [in favore della Fascetto] e le garentisco che già per il fatto che me l’aveva detto Pippo [Giuseppe Failla, collega di studio dell’avv. Natoli] io avevo preso a cuore la sua situazione”
non ho pregiudizi nei suoi confronti “perché lei è amica degli amici” (!!!!!!!!)
“io sto violando il segreto della camera di consiglio”
e così via.
Ora, credo non ci sia bisogno di spiegare quale grado di bassezza sia stato raggiunto.
Resta un’ultima tristissima considerazione.
Come avviene SEMPRE in questi casi, i giornalisti ingannano i cittadini scrivendo titoli come “Tizio si dimette”, “La Natoli lascia” e simili.
Ma non è mai vero.
A oggi l’avv. Natoli si è solo “dimessa” dalla Sezione Disciplinare del CSM, ma è ancora Consigliera del CSM e vi svolge altre delicatissime funzioni.
E non solo non ha alcuna intenzione di dimettersi, ma ritiene che la sua condotta sia solo “un errore” irrilevante.
P.S. – Non so se ridere o piangere al pensiero che, se avessi una qualche pratica pendente al CSM, mi potrebbe toccare di discutere di diritto e di deontologia … con l’Avv. Natoli. Che deciderebbe delle mie sorti. Come d’altra parte da quando si è insediata ha deciso delle sorti di delicatissimi uffici giudiziari.
E ciò che mi scoraggia non è, ovviamente, il fatto che io “non sono amico degli amici” (perché non ho mai avuto ambizioni di carriera né mai sperato in “favori” di alcun tipo), ma il fatto che non ho più la forza né lo stomaco per gestire cose del genere”.

Redazione