“I sottoscritti docenti dell’Istituto Superiore ‘Mario Rapisardi’ di Paternò (Catania) esprimono il loro profondo rammarico e il loro dissenso rispetto all’improvviso annullamento dell’incontro con lo storico Eric Gobetti previsto per il 5 Febbraio”, ed esprimono il loro dissenso “contro ogni forma di censura”.
E’ chiaro il comunicato degli insegnanti della scuola della cittadina etnea, dove nei giorni scorsi è stato annullato improvvisamente un incontro su come è stata narrata l’occupazione italiana dell’ex Jugoslavia dal cinema italiano e quello slavo fra gli studenti e lo storico Eric Gobetti “per mancanza di un contraddittorio”, cioè di un professore che fosse in grado spiegare il fatto da una angolatura di destra, anche se l’ultimo libro dello studioso, spiega chi lo ha letto, racconta i fatti tratti da documenti inoppugnabili, senza sposare alcuna tesi precostituita.
Ne è scaturita una polemica finita nella solita contrapposizione – soprattutto sui Social – fra destra e sinistra. La nota odierna dei professori del “Mario Rapisardi” chiarisce tutto e riporta nel giusto alveo i contenuti della discussione.
“Il presente comunicato – scrivono i docenti – non vuole essere contro la Preside, ma contro ogni forma di censura. Il nostro ruolo di educatori ci impone di prendere posizione e di non restare inerti proprio in nome della libertà che cerchiamo di far amare ai nostri alunni e che non possiamo rinnegare per ragioni di timore o di convenienza”.

La locandina dell’Istituto “Mario Rapisardi” di Paternò (Catania) che pubblicizza l’evento
“Diverso – si legge – è il ruolo della Preside, che è cerniera tra la Scuola e le Istituzioni. Noi abbiamo il dovere di parlare e non contro di lei (questo è certo), ma contro i divieti”.
“I docenti – è scritto nella nota – ribadiscono la loro ferma opposizione ad ogni forma di censura e di limitazione della libertà di insegnamento, come sancita dall’art. 33 della Costituzione italiana che ne fa ‘pilastro di un sistema educativo laico, pluralista e critico”. I docenti credono pienamente in una Scuola che educhi gli studenti a pensare e non semplicemente ad eseguire, e ritengono che non esiste necessità di istituire un contraddittorio quando si parla di fatti storici e di responsabilità incontrovertibili, e come
non sarebbe neanche ipotizzabile istituire un contraddittorio con mafiosi in un convegno sulla mafia
o con nazifascisti in uno sulla Shoah, così altrettanto fuor di luogo sarebbe stato prevederne uno
nell’incontro in questione”.
“Il diritto alla piena espressione – conclude il comunicato – di idee è ossigeno e nutrimento della democrazia, un principio inalienabile la cui difesa non deve essere piegata a logiche di fazione o di opportunità politica o di altra natura. La Scuola è il luogo della dialettica, del pensiero critico, della libertà di espressione e tale deve rimanere”.
I docenti: Claudio Abate, Andrea Accardi, Angelita Alba, Eleonora Amato, Giuseppe Amorini, Diego Anastasi, Maria Stella Asero, Giuseppa Bellia, Luca Calvagna, Piera D’Agate, Claudia Finocchiaro, Clara Gaeta, Rossana Germano, Anna Lisa Palazzo, Alessandra Panebianco, Sofia Parisi, Mirella Paternò, Maria Pia Pignataro, Daniela Privitera, Cinzia Tommasa Randazzo, Giuseppina Rasà, Cinzia Rizza, Maria Elena Rodolico, Maria Concetta Salaniti. Valentina Giovanna Scavo. Agatina Consolazione Scorciapino, Giuseppe Scravaglieri, Angelita Spampinato, Ilenia Spitaleri, Maria Squillaci, Alba Tortorici.
Redazione























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