“Aveva la calma dei forti, quella che da sempre distingue i più grandi, era un uomo semplice, ma aveva idee precise e faceva di tutto per portarle avanti. Per questo Angelo D’Arrigo mi ha sempre ricordato Leonardo Da Vinci: per la sua capacità di sognare cose grandiose e di riuscire a realizzarle”.
A scriverlo è Piero Angela, rimasto folgorato, come milioni di persone, dai voli leggendari in deltaplano compiuti da Angelo in ogni parte del mondo: per impartire le rotte migratorie agli uccelli smarriti o per insegnare il volo ad un pulcino di aquila reale che lui battezzò con questo nome: Nike.
Adesso la vita di questo “Icaro dei giorni nostri” viene raccontata da Nicholas Ciuferri (autore dei testi) e da Francesco Carlini (autore delle illustrazioni) nella bellissima graphic novel, “Angelo D’Arrigo. L’uomo che volava nel vento” (Becco giallo editore), che sarà presentata a Belpasso (Catania), Sabato 7 Febbraio 2026, alle 18, nei saloni ottocenteschi del Club Progressista (via Roma 279).

La copertina del libro, “Angelo D’Arrigo. L’uomo che volava nel vento” (Becco Giallo editore). Sopra: il grande deltaplanista mentre “dialoga” con due aquile reali
Ad intervenire Laura Mancuso, moglie del grande deltaplanista e presidente della Fondazione “Angelo D’Arrigo”, che, nell’ambito della Rassegna culturale “Sinfonie d’Inverno”, dialogherà con il giornalista Luciano Mirone, direttore di questo giornale (video a cura di Francesco Mirone, letture di Letizia Ferrante e Alberto Romano).
“La ricerca di un rapporto con la natura e gli animali – è riportato in copertina –, la realizzazione di sogni impossibili, lo sport, la scienza e la poesia, l’amicizia e lo spirito di solidarietà, sono solo alcuni ingredienti di questo libro”.
Tanti i racconti e tanti i ricordi sulle incredibili imprese di quest’uomo fuori dal comune. A cominciare dalla traversata del Mediterraneo (da Catania al Cairo), “con il mare che sembrava farsi strada tra le correnti d’aria – come scrive Laura nella prefazione –; il volo sopra il Sahara con l’aquila Nike, simbolo vivente di libertà e di complicità profonda con la natura; la sfida estrema, quasi surreale, del sorvolo dell’Everest, il tetto del mondo, in deltaplano, ad oltre 8mila 800 metri d’altitudine, in condizioni al limite della sopravvivenza umana”.

La locandina (realizzata dall’artista Pippo Ragonesi) che pubblicizza l’evento
E poi la missione forse più visionaria: “Guidare le gru siberiane, dal Circolo Polare Artico fino in Iran, per restituire loro una rotta, una speranza, un futuro”.
E poi la Cordigliera delle Ande e tantissime altre parti del pianeta, sempre con una missione: aiutare la natura a compiere il suo ciclo vitale.

La presentazione del libro svoltasi qualche mese fa al Senato
Un visionario, impetuoso e determinato eroe dei nostri giorni, o forse, più semplicemente, un uomo libero, che col deltaplano ha portato avanti la sua missione di vita. Un eroe morto troppo presto (ad appena quarantacinque anni, essendo nato a Catania il 3 aprile 1961 e morto a Comiso il 26 marzo 2006), durante un volo che stava compiendo nella sua Sicilia in un aereo da turismo, in cui Angelo era un semplice passeggero. E, come tutti gli eroi, un mito, al quale hanno dedicato vie, monumenti, parchi ed ovviamente libri e tantissime trasmissioni televisive.
In questo libro interamente a colori – presentato recentemente in anteprima al Senato – i mille retroscena delle imprese e della quotidianità di quest’uomo che volava nel vento.
Redazione























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