“A tutti gli insonni dispersi nel mondo, quelli che vegliano per avventura, per amore, per paura, perché non si fidano più del sole. Per incontrare gli assenti. A tutti gli esiliati dal giorno, nel batticuore della Terra stremata”. È l’incipit del nuovo libro, fresco di stampa, anzi, di ri-stampa (per il successo ottenuto), di Elvira Seminara, “Lunario dei giorni insonni” (Einaudi), che la scrittrice sta proponendo in tutta Italia riscuotendo apprezzamento di critica e di pubblico.

Oggi, Domenica 22 Febbraio 2026, alle 18, il volume viene presentato a Belpasso (Catania), presso la Biblioteca comunale “Roberto Sava” (via Francesco Crispi, 29). L’autrice dialogherà con l’autore di questo articolo (nell’ambito della Rassegna culturale “Sinfonie d’Inverno” organizzata da L’Informazione), mentre Agata Longo curerà le letture.

La locandina dell’evento (realizzata dall’artista Pippo Ragonesi). Sopra: Elvira Seminara

Un romanzo che va oltre gli schemi della quotidianità, non a caso la protagonista, Iris, afferma di non aver paura della “solitudine” ma della “moltitudine”: la prima puoi nutrirla col pensiero, con la musica, con i libri, con le utopie. Non a caso Iris si è costruita un suo paradiso immaginario, Alert, l’insediamento umano più a nord del pianeta, dove riposano in ibernazione tutti i sogni che lei non ha realizzato; la seconda, quando è informe, arida e vuota, diventa alienazione, disperazione e rischia di travolgerti come una valanga che si stacca dalla montagna in una bellissima giornata di sole.

Una metafora, quest’ultima, di cui il libro è pieno. La vita di ogni giorno e il presentimento che qualcosa di nuovo, di sinistro, di inumano, debba accadere, non a te, ma a tutta l’umanità.

Ecco allora che quello che sta succedendo, non si manifesta solo attraverso le immagini che vediamo in tivù – dallo scioglimento dei ghiacciai agli uragani che funestano il pianeta – ma attraverso le piccole cose.

La pianta del giardino che assume un colore strano, il mare dove fai il bagno che ha temperature tropicali, il cielo sopra la nostra testa che sprigiona piogge fuligginose e sporche. Quindi non il ciclone che distrugge case, chiese e strade, ma un “carcinoma” della natura che si presenta in modo silente, asintomatico e percepibile solo dagli spiriti più sensibili.

Una percezione fra il conscio e l’inconscio, che la protagonista avverte ma che rimuove grazie alla vita che vorrebbe sopprimere la morte. O forse è soltanto un’illusione.

E allora Iris preferisce vivere di notte, troppo violento il giorno, e anche troppo banale. “Di notte, invece – come si legge nella presentazione – , lei passeggia sul lungomare sotto la luna, affinando l’arte di restare svegli. Ma l’insonnia è contagiosa, e in un settembre infuocato che non vuole più finire, il buio si popola di un’umanità bizzarra, dolente e tenera, capace di convincere Iris che la tristezza è un sentimento sovversivo di cui prendersi cura. E che non importa quanto siamo bravi a nasconderci, perché può comunque accadere che la vita ci venga a stanare”.

“La vita che ti viene a stanare”. Non è una frase buttata a caso, ma la sensazione che si prova quando la nave sta affondando mentre l’orchestra continua a suonare nel salone delle feste, perché la vita, in fondo, continua, malgrado le sue tragedie.

“La vita che ti viene a stanare” non è un concetto novecentesco, ma un incubo attualissimo. Ecco perché la “terra è stremata” e la notte è il momento migliore per viverla.

Quest’ultimo brano di Elvira Seminara può dare il senso, forse, di quello che stiamo dicendo: “Mentre me ne andavo, c’era nell’aria un forte odore di bruciato. Fuori le colonne di fumo toccavano il cielo. Sulla collina ardevano gli ulivi, e i corvi gridavano sulle antenne, a lanciare l’allarme. Poi ho cercato Alert su Google per accertarmi che ci sia ancora. Non ci abita più quasi nessuno, in compenso a luglio ci sono stati venti gradi in più, e incendi in Groenlandia, in Alaska”.

Luciano Mirone

Si ringraziano le seguenti ditte per aver sostenuto la Rassegna culturale “Sinfonie d’inverno”: Pennisi prodotti dolciari (Belpasso), Macelleria La Chianca (Belpasso), Arredamenti Pecorino (Belpasso), Bar Gangi, prodotti al pistacchio (Bronte), Feudo Delizia (Ristorante-Pizzeria), Petra Arte Marmi e Pietra lavica(Bronte), Rosemary Pub (Belpasso), Sara Assicurazioni (Belpasso), Impresa di costruzioni “Pappalardo” (Pedara), Beef Market Macelleria (Catania), Pizzeria Zampanò (Belpasso), Cannolificio Mongibello (Belpasso), B&B La suite del Vulcano (Belpasso)