Il prossimo 4 luglio Papa Leone XIV sarà a Lampedusa per proseguire la missione di Papa Francesco a favore dei più deboli, in questo caso identificabili con i migranti che dal continente africano arrivano nell’isola siciliana. Un grande momento per la chiesa, specie per quella siciliana che, per mezzo del presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, “esprime profonda gioia e gratitudine a nome di tutti i Vescovi e dei fedeli dell’Isola per l’annunciata visita del Santo Padre a Lampedusa”.
“Il Santo Padre – dice Raspanti – viene nella nostra isola di Lampedusa. Le Chiese di Sicilia sono veramente gioiose e grate di questa visita del Successore di Pietro alla nostra terra, a quella nostra piccola isola che ogni giorno vede tanta sofferenza. Egli viene a sostenere noi, a sostenere la Chiesa, a sostenere tutte le persone di buona volontà che intendono continuare a proclamare la dignità della persona umana e i suoi diritti”.

Papa Leone XIV in un recente incontro col presidente della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale (Catania). Sopra: un primo piano di Papa Prevost
La visita si inserisce nel solco di una memoria ancora viva: già Papa Francesco, come detto, aveva scelto Lampedusa come meta di uno dei suoi primi viaggi apostolici, richiamando l’attenzione del mondo sul dramma delle migrazioni e sulle tante vite spezzate nel Mediterraneo. Oggi, questo nuovo pellegrinaggio di Papa Prevost rinnova quella stessa sollecitudine pastorale e profetica.
Il Presidente della Cesi sottolinea come “la presenza del Papa rappresenti un segno forte in un luogo divenuto simbolo delle ferite e delle speranze del nostro tempo. È un incoraggiamento – afferma il presidente della Cesi – a riconoscere il male e le strutture di peccato, quei sistemi che ancora oggi si coalizzano per distruggere, generando dolore e sofferenza infinita”.

Papa Francesco, predecessore di Papa Leone XIV, in missione pastorale a Lampedusa in una delle prime visite del suo pontificato
La visita sarà anche occasione “per rinnovare l’impegno delle comunità cristiane di Sicilia nell’annuncio del Vangelo”.
“Con il Papa- spiega Raspanti – noi comunità cristiane intendiamo continuare ad annunciare il Vangelo di Gesù, il Vangelo della vita e dell’amore: l’amore di Colui che è morto per noi, che ha testimoniato la libertà di un Dio tanto potente da rendersi impotente, consegnandosi all’ingiustizia e al crimine per restituire dignità all’uomo, creatura a Lui tanto cara”.
Nel concludere, mons. Raspanti esprime riconoscenza e fiducia: “Grazie, Papa Leone. Attendiamo con gioia il 4 luglio, certi che questa visita sarà un dono di grazia e di speranza per la Sicilia e per il mondo intero”.
Redazione























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