Questo articolo è dedicato alle Forze dell’ordine. Sia a quelle che ieri sera sono state aggredite vergognosamente a Torino (un agente è stato colpito addirittura a martellate e trenta persone sono finite in ospedale), sia a quelle che, pur non essendo state aggredite ieri sera, svolgono quotidianamente il loro dovere in silenzio e per pochi soldi.

Ma questo articolo è dedicato anche alla Verità, a quella con la V maiuscola e non a quella propinata da certa televisione e da certa carta stampata. Questo articolo è dedicato a chi pone dubbi e a chi cerca di andare oltre l’ufficialità.

Primo fotogramma. Un corteo pacifico (quindicimila persone secondo la polizia, cinquantamila secondo gli organizzatori) sfila per protestare contro la chiusura del centro sociale Askatazuna che, a parere dei partecipanti, faceva parte della “storia bella” di quella città. Sì, perché certo perbenismo italico deve sapere che esistono centri sociali cattivi e centri sociali buoni. Della prima categoria fanno parte i cialtroni, cioè gli estremisti e i violenti di destra e di sinistra. Della seconda gli insegnanti, i preti, gli studenti, gli avvocati, i disoccupati, gli anziani, insomma quel mondo del volontariato dedito alla solidarietà verso gli ultimi. Il centro sociale per il quale si sfilava ieri sera a Torino, secondo i manifestanti, faceva parte della seconda categoria. Perché chiuderlo? Perché far fare la stessa fine a tante altre strutture che hanno analoghe finalità? Perché creare queste tensioni sociali? Perché la cattiva informazione e la cattiva politica cercano di far passare l’idea che “tutti” i centri sociali sono cattivi e che “tutti” i centri sociali cattivi sono di sinistra? Perché non chiudere un centro sociale come CasaPound che svolge attività razzista, xenofoba e fascista?

Secondo fotogramma. Improvvisamente soggetti incappucciati cominciano a spaccare vetrine, macchine, moto, e ad aggredire violentemente la polizia. Chi sono? Da dove vengono? Fanno parte del corteo pacifico o sono delle entità estranee mescolatesi al corteo e, al momento giusto, hanno fatto scattare la guerriglia? Sono dei semplici esaltati o sono organizzati (eventualmente da chi e con chi)? Sono torinesi o vengono da fuori, magari anche dall’estero? Non sarebbe male condurre una seria inchiesta su questi soggetti. Se sono degli esaltati, sarebbe bene che gli organizzatori e i partiti di opposizione li denuncino, li isolino, prendano le distanze da loro e, prima di ogni manifestazione, facciano dei vertici con le Forze dell’ordine per prevenire questi fenomeni. Se è gente organizzata, è bene che il governo lo dica a chiare lettere. Alcune fonti parlano genericamente di “antagonisti” (che vuol dire?), altre di “black bloc” (ricordate il G8 di Genova?). In ogni caso, c’è una grande confusione. Vogliamo saperne di più.

Terzo fotogramma. Diretta di Rete 4. L’immagine degli incappucciati che prendono a martellate l’agente  di polizia viene ripetuta ossessivamente. Il titolo inequivocabile parla della “violenza dei centri sociali della sinistra”. Queste due paroline magiche, “centri sociali”, associate alla sinistra, vengono ripetute come un mantra. Il messaggio è chiaro.

Quarto fotogramma. I giornali di oggi. La presidente del Consiglio: le violenze di ieri sera nascono dalla sinistra. Il ministro dell’Interno: sono stati i “rossi”, inasprire il “decreto Sicurezza”. La segretaria del Pd: inaccettabile la violenza di Torino. Solidarietà alla città. Solo alla città? Intanto nei quotidiani e nei telegiornali si fa strada una notizia: in una pittura restaurata da una Basilica romana, affiora un angelo: ha le sembianze di Giorgia Meloni. Non siamo su scherzi a parte.

Nella foto: le violenze di ieri sera a Torino

Luciano Mirone