Sul Centro per l’Impiego di Catania, ubicato a San Giovanni Galermo, la Regione boccia il Comune e il Movimento 5 Stelle (primo firmatario il consigliere comunale Graziano Bonaccorsi) presenta una interrogazione urgente, con un incipit: “Fondi seriamente compromessi e rischio sospensione triplicata”. Che, detto in parole povere, vuol dire che “la gestione del Comune di Catania sul progetto PNRR per il potenziamento del Centro per l’Impiego cittadino si è trasformata in un caso gravissimo di inefficienza amministrativa, con fondi europei oggi seriamente compromessi”.
Questo in sintesi. Tecnicamente il M5S di Catania ricostruisce l’intera vicenda in questo modo: “Due atti ufficiali della Regione Siciliana (del 12 e del 16 gennaio 2026) evidenziano ritardi gravi, documentazione trasmessa fuori tempo, criticità tecniche e profili di rischio”.
“Con una nota – dice il gruppo consiliare pentastellato – il Nucleo di Analisi e Valutazione regionale ha espresso ‘parere negativo sia alla sottoscrizione della Convenzione, sia all’avvio delle procedure conseguenziali’, bloccando di fatto l’intervento previsto dalla misura per il potenziamento dei Centri per l’Impiego”.
“La documentazione – ricostruiscono i 5 Stelle – era stata richiesta il 2 luglio 2025, con sollecito il 9 settembre, ma il Comune ha risposto solo a gennaio 2026, compromettendo il rispetto del cronoprogramma”.
E poi: “Le tempistiche indicate dal Comune non corrispondono ai tempi tecnici necessari, sottolinea la Regione, che cita anche l’ipotesi di adeguamento sismico stimato in soli tre mesi. La nota regionale parla espressamente anche di un “concreto rischio di danno erariale’, richiamando il possibile contrasto con le norme del Codice dei Contratti Pubblici (D.Lgs. 36/2023)”.
“La scadenza per il raggiungimento dei target europei – spiega la nota – è fissata al 30 giugno 2026. Il mancato rispetto degli obiettivi può determinare una penalità in termini di sospensione del finanziamento e – ricorda la Regione – l’ammontare delle risorse da sospendere potrebbe essere triplicato secondo le regole UE”.
“Considerato che lo stanziamento previsto per il Centro per l’Impiego di Catania ammonta a circa 3,5 milioni di euro – aggiunge la denuncia – l’effetto moltiplicatore della sospensione potrebbe portare, in termini potenziali, a conseguenze economiche complessive nell’ordine di oltre 10 milioni di euro, con ricadute pesantissime per l’intera Sicilia”.
“Questi atti regionali certificano un fallimento gravissimo. C’è il rischio di compromettere risorse europee destinate ai servizi per il lavoro in una città che vive un’emergenza occupazionale. Abbiamo depositato un’interrogazione urgente al Sindaco e all’Assessore competente: vogliamo sapere chi ha causato questi ritardi, perché è stato presentato un piano contestato dalla Regione e quali azioni immediate intenda assumere l’Amministrazione per evitare una debacle definitiva” dichiara il consigliere comunale M5s Graziano Bonaccorsi.
“Solo danni per il territorio del IV Municipio, che dopo la chiusura e la delocalizzazione dei servizi di municipalità, vede gravemente compromessa anche la riqualificazione dell’immobile. Un fallimento che parte dal 2018 e continua a derubare il territorio” afferma Giuseppe Ragusa, consigliere del quarto municipio.
Redazione























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