In seguito alla prima puntata dell’intervista sul restyling della via Roma di Belpasso (Catania) fatta al direttore dei lavori e al titolare dell’impresa, apparsa ieri su questo giornale, riceviamo questa lettera da parte dell’arch. Giampiero D’Anna, direttore dei lavori e progettista. Domani la seconda puntata.
Egr. Direttore Luciano Mirone,
Le scrivo anche in nome e per conto con l’impresa esecutrice con cui intendiamo chiarire e chiedere una rettifica a quanto da Lei pubblicato in data 12.02.2026. Abbiamo letto l’articolo da Lei pubblicato in data 12.02.2026 riportante come titolo “Belpasso (ct), via roma: j’accuse del progettista e del titolare della ditta”.
Dalla premessa che fa seguito all’intervista, Lei insinua che da arte mia e dell’impresa esecutrice si sarebbe puntato il dito contro il Sindaco, assessori ed ufficio tecnico, colpevoli “di aver causato un pastrocchio costato alla collettività oltre 1 milione e mezzo di Euro, prelevati dall’Amministrazione dal fondo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr)”.
Dalla lettura dell’intervista appare subito chiaro ed evidente che noi non abbiamo accusato chicchessia e che semmai abbiamo semplicemente evidenziato che qualsiasi scelta sia per quanto riguarda la lavorazione delle basole del tratto esistente che di tutte le altre lavorazioni, sono state sempre condivise con tutti e sempre nel pieno rispetto prima del progetto esecutivo che della successiva variante approvata e delle esigenze della comunità. In particolare abbiamo evidenziato che il modello da seguire per la puntellatura era quello di incidere la basola in modo tale da non avere un effetto superficiale non congruo rispetto all’attuale uso (strada intensamente trafficata anche da mezzi pesanti) e da realizzare con la bordatura in considerazione che il vecchio basolato presentava questa caratteristica come indicato dagli uffici. L’effetto della lavorazione ottenuta è quella crespa prevista in progetto e soprattutto l’asse viario è stato messo in sicurezza; in alcuni punti si sta operando per limare la bordatura con opere previste in variante senza alcun onere a carico del Comune e senza aver utilizzato un euro del ribasso d’asta che rimane integro e restituibile alla Comunità Europea. Per quanto attiene alla mancata realizzazione delle striscie con pietra, non risulta al vero che “ Improvvisamente mi mandano una Pec in cui mi dicono che è meglio usare la tinteggiatura al posto della pietra bianca”. Ho avuto modo invece di evidenziare nella intervista che in una riunione collegiale con amministratori, impresa ed uffici si è ritenuto di escludere l’utilizzo delle striscie pedonali in pietra calcarea, ritenendo più idonea la tradizionale tinteggiatura che andava ad uniformarsi con quella da usare per forza nel tratto monumentale (dove non era possibile dismettere le basole esistenti). Solo a seguito di tale riunione ho richiesto ed ottenuto che tale indicazione fosse formalizzata con una pec. Però, ribadisco che tale decisione è stata pienamente condivisa e non imposta. Per quanto attiene ai tempi di realizzazione, non abbiamo mai accusato l’Amministrazione di “imposizioni” che ci avrebbero condizionato. Abbiamo solo detto che i tempi si sono dilatati a causa di un lavoro dell’ATO idrico mai realizzato (nessuna responsabilità dell’Amministrazione) e di alcune richieste di per sé pure legittime per l’Amministrazione, in quanto intese a mitigare il fastidio delle attività per i commercianti del luogo e per le attività ludiche e religiose. Alla luce di quanto esposto Perntanto La invito formalmente a pubblicare questo chiarimento prima di qualsiasi altra pubblicazione in merito alla intervista rilasciata di cui avrà cura di inviarmi bozza per la relativa condivisione.
Se dovesse risultare disatteso tale invito, la diffido a pubblicare qualsiasi altro atto inerente l’intervista rilasciata al Suo quotidiano L’Informazione.
Nella foto: il primo esperimento (senza bordature) fatto nella via Roma di Belpasso (Catania). L’immagine è stata fornita dal progettista e direttore dei lavori, arch. Giampiero D’Anna
Cordiali saluti, Giampiero D’Anna
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