E’ morto questa mattina all’età di 94 anni Serafino Petta, il custode della memoria della strage di Portella della Ginestra. Presidente Onorario dell’associazione Portella della Ginestra, era uno degli ultimi sopravvissuti alla strage del Primo Maggio 1947. A ricordare con commozione la sua figura sono la Cgil Palermo e l’associazione Portella della Ginestra, che esprimono cordoglio.
“Oggi ci ha lasciato il compagno Serafino Petta, testimone diretto e sopravvissuto alla strage di Portella della Ginestra – dichiarano Maria Modica, responsabile della Camera del Lavoro di Piana degli Albanesi, il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo e Francesco Petrotta, dell’associazione Portella della Ginestra – La sua vita è stata segnata da una delle pagine più tragiche della nostra storia, che Serafino ha saputo trasformare in memoria viva, impegno civile e testimonianza di verità e giustizia. Con la sua voce e la sua presenza ha contribuito a mantenere vivo il ricordo delle vittime e il valore della lotta per i diritti, la democrazia e la dignità del lavoro”.
“E’ giorno di cordoglio per la scomparsa di una figura che celebriamo per la tenacia del suo impegno in vita per cercare la verità, dimostrando che la lotta per i diritti di chi lavora, contro i soprusi e contro la mafia sopravvive e va avanti, resistendo e sopravvivendo al fuoco nemico, dei nemici, cioè, dei diritti e della legalità”. Sono le parole del segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, a proposito della scomparsa, a 94 anni di Serafino Petta uno degli ultimi testimoni della strage di Portella della Ginestra.
Aveva 14 anni Petta quel Primo maggio 1947 quando su ordine delle forze reazionarie e dei mafiosi il bandito Giuliano sparò sulla folla di braccianti agricoli, radunati insieme alle famiglie per celebrare la festa dei lavoratori. Morirono in 11, in quel tragico giorno, altri quattro successivamente per le ferite riportare. Petta è un simbolo – sottolinea Mannino- e la sua figura sarà uno sprone anche in futuro per il prosieguo dell’iniziativa di quanti vogliono una Sicilia, un’Italia, più giuste in cui la vessazione e il sopruso perpetrato dalla mafia con tutte le sue connessioni illecite e connivenze sia solo un ricordo”.
Nella foto: Serafino Petta davanti alla lapide che ricorda gli undici caduti della strage di Portella della ginestra (Palermo) l’1 maggio 1947
Redazione























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