“Senza assunzioni straordinarie negli Istituti autonomi case popolari (Iacp) il Piano Casa sarà un flop”. I sindacati degli inquilini Sinalp e Ania della Sicilia lanciano l’allarme e scrivono una richiesta ufficiale alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini per convocare “urgentemente” le organizzazioni sindacali, nonché all’Assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, agli Istituti autonomi case popolari di Palermo, Catania, Agrigento, Caltanissetta, Messina, Trapani e Acireale.

L’attenzione è “estrema” e la preoccupazione è “profonda”, dicono le segreterie regionali dei sindacati, sull’imminente approvazione definitiva del nuovo Piano Casa.

“Un Piano da sempre invocato dalle nostre organizzazioni”, dichiarano il Delegato Sindacale ANIA, Giuseppe Dioguardi, e il Segretario Regionale SINALP, Andrea Monteleone.

“L’obiettivo di mettere a disposizione 100 mila nuovi alloggi a prezzi calmierati in 10 anni – dicono -rappresenta una risposta necessaria, seppur minima, per tentare di risolvere l’emergenza abitativa nazionale. Tuttavia, per la Sicilia questo ambizioso progetto rischia concretamente di trasformarsi nell’ennesima incompiuta”.

Il Governo Nazionale annuncia un tavolo tecnico entro il 6 febbraio 2026, ma SINALP Sicilia e ANIA Sicilia pongono un interrogativo fondamentale: chi gestirà concretamente questo imponente piano edile nell’Isola?

“Gli Istituti Autonomi Case Popolari siciliani – aggiungono i sindacalisti – versano in uno stato di cronica e drammatica carenza di personale. L’incuria e lo stato di abbandono degli anni passati hanno depauperato questi enti della necessaria capacità propositiva, professionale e progettuale”.

“Da anni – proseguono – denunciamo lo svuotamento degli organici, con pensionamenti mai rimpiazzati, una gravissima carenza di figure tecniche specializzate (ingegneri, architetti, geometri) e l’assenza di funzionari amministrativi in grado di gestire procedure di appalto complesse”, afferma Giuseppe Dioguardi di ANIA.

La realtà è impietosa: “Senza un potenziamento straordinario e immediato degli uffici IACP, questi enti diventeranno dei ‘tappi’ burocratici, facendo fallire un’opportunità storica per il lavoro in Sicilia e il diritto alla casa. Senza tecnici, non si possono presentare i progetti per accedere ai fondi. La mole di lavoro per 100 mila alloggi richiede uffici gare efficienti, oggi in Sicilia ridotti ai minimi termini o inesistenti”.

“La gestione successiva di assegnazioni e manutenzioni è un carico insostenibile per le attuali piante organiche degli IACP. Apprezziamo lo sforzo del Governo nell’affrontare l’emergenza abitativa”, dichiara il Segretario Regionale SINALP, Andrea Monteleone, “ma avvertiamo con forza il Ministro Salvini che la Sicilia non è pronta. Senza una deroga ai vincoli di assunzione e un piano di rinforzo immediato per gli IACP, il Piano Casa 2026 rischia di rimanere solo un annuncio. Non possiamo permettere che i sogni di migliaia di famiglie svaniscano per l’incapacità operativa di enti lasciati morire d’inerzia”.

Per questo, il SINALP Sicilia e l’ANIA Sicilia “avanzano formalmente le seguenti richieste, al Ministro Salvini chiedendo la convocazione urgente di un tavolo nazionale che coinvolga anche le nostre Organizzazioni Sindacali, per confrontarci direttamente sull’emergenza organici negli IACP del Mezzogiorno e definire soluzioni immediate”.

“Al Governo Regionale – si spiega – chiediamo un’immediata verifica dello stato delle piante organiche di tutti gli IACP siciliani, e l’avvio di un tavolo tecnico regionale che affronti il problema senza steccati ideologici, ma con il solo intento di creare lavoro e alloggi a prezzi calmierati. L’inserimento nel DPCM attuativo di risorse specifiche, vincolate e aggiuntive, destinate esclusivamente al reclutamento straordinario di personale tecnico e amministrativo per gli enti attuatori del Sud”.

Altra richiesta: “L’istituzione di una cabina di regia tecnica presso l’Assessorato Regionale alle Infrastrutture, per supportare gli IACP più in difficoltà nella gestione delle gare d’appalto”.

“Se il Piano Casa dovesse fallire in Sicilia per miopia amministrativa – conclude la nota -, la responsabilità sarà di chi ha pensato ai mattoni, dimenticandosi degli uomini e delle donne necessari a metterli in fila”.

Redazione