Un terzo del percorso è stato completato. Tra il 30 e il 31 dicembre l’iniziativa popolare per il referendum sulla riforma Nordio ha raggiunto e superato le 150mila firme, attestandosi sopra quota 160mila: il 32% delle 500mila da raggiungere entro il 30 gennaio, quando scadranno i tre mesi dalla pubblicazione della legge. Lo scrive il Fatto quotidiano, che considera questi dati “un risultato notevole, se si pensa che la raccolta online è stata aperta solo il 22 dicembre, alla vigilia delle feste di Natale”.
Anche se il voto sulla riforma è già stato chiesto e ottenuto dai parlamentari (di maggioranza e di opposizione), la mobilitazione dei cittadini non è solo simbolica, aggiunge il quotidiano diretto da Marco Travaglio: il successo dell’iniziativa, infatti, per ora ha scoraggiato il governo dal forzare la mano per anticipare la data delle urne, convocandole prima della scadenza del termine entro cui è possibile depositare altre richieste in Cassazione.
La raccolta – partita da subito forte – ha avuto l’impennata decisiva negli ultimi giorni, grazie agli endorsement arrivati dai leader dell’opposizione, in primis il presidente del M5s Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein.
L’ultimo appello a firmare, martedì, è quello di Walter Massa, presidente dell’Arci, uno dei soggetti fondatori (insieme tra gli altri a Cgil, Anpi e Libera) del comitato della società civile per il No presieduto dal giurista Giovanni Bachelet. “Come Arci invitiamo tutte e tutti a firmare e far firmare online la raccolta firme per il referendum contro la riforma Nordio.
Continueremo a batterci contro una riforma pericolosa, in difesa della democrazia e della Costituzione, e contro ogni tentativo di subordinare la magistratura al controllo del governo”, dice Massa.
Redazione























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