“Il ministro per le infrastrutture Matteo Salvini strumentalizza un momento difficile per la Sicilia, per le devastazioni causate del ciclone Harry, parlando inopportunamente della costruzione del Ponte sullo Stretto”. Ad accusare il titolare del dicastero di via Nomentana è Calogero Coniglio, presidente dell’Accademia nazionale per l’Alta formazione e per la promozione della cultura (ANAFePC). La critica parte dall’intervento del ministro che ieri, mentre la Sicilia era alle prese con il ciclone Harry, è intervenuto sulla realizzazione dell’infrastruttura.
“In queste ore – dice Coniglio – la Sicilia sta affrontando gravi disagi a causa del passaggio del ciclone Harry, che ha investito le coste ioniche con piogge torrenziali, venti oltre 120 chilometri orari, onde alte fino a 10 metri, una situazione drammatica che ha provocato danni ingenti, paura tra la popolazione e interruzioni nei collegamenti, con traghetti fermi per motivi di sicurezza e il ministro Salvini coglie l’occasione per rilanciare il progetto del Ponte sullo Stretto, sostenendo che, se fosse già stato realizzato, i trasporti su gomma e ferro non si sarebbero fermati”.

Calogero Coniglio, presidente dell’Accademia nazionale per l’Alta formazione e per la promozione della cultura (ANAFePC)
“Si tratta – prosegue il presidente di Anaf e Pc – di un’affermazione non solo tecnicamente infondata, poiché con venti di tale intensità, come avviene nei principali ponti sospesi al mondo, il transito sarebbe stato comunque sospeso per ragioni di sicurezza, ma anche profondamente inopportuna sul piano istituzionale e umano, fatta a caldo, mentre la popolazione è ancora alle prese con l’emergenza. Strumentalizzare un evento meteorologico estremo, che ha causato danni e sofferenze, per rilanciare uno slogan politico, appare una forma di sciacallaggio mediatico che offende l’intelligenza e la dignità dei siciliani”.
“Il Ponte sullo Stretto – seguita Coniglio – non può essere ridotto a un simbolo da campagna elettorale da esibire nei momenti di difficoltà, né può essere utilizzato per spot propagandistici che ignorano le reali condizioni di disagio vissute oggi da migliaia di cittadini: serve rispetto per chi vive in Sicilia, per chi lavora ogni giorno in condizioni difficili, per chi attende infrastrutture, collegamenti interni efficienti e politiche strutturate. Non servono passerelle o slogan. Serve serietà, ascolto e responsabilità istituzionale. Il Ponte sullo Stretto non può essere usato come trofeo elettorale. Troppe forze politiche esterne, che arrivano da fuori, cercano di mettere il cappello sullo Stretto senza ascoltare davvero i cittadini”.
Redazione























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