Dodici idee “per uscire fuori dal tunnel”. Questo in sintesi il contenuto dell’incontro fra una delegazione del Pd di Paternò (Catania) ed i commissari prefettizi che nelle scorse settimane hanno sostituito il sindaco, il Consiglio comunale e la giunta per le note vicende dello scioglimento per mafia deciso dal Consiglio dei ministri su relazione del prefetto di Catania e del ministro dell’Interno Matteo Pientedosi.

“Un incontro franco, uno scambio di idee concrete e la sensazione positiva di avere come interlocutore lo Stato”. In una nota, il Pd parla di “fattività, di obiettivi chiari, volti a riportare i cittadini al vivere civile e ordinato”.

“Non si può avere la bacchetta magica per risolvere i problemi di una città complessa come Paternò improvvisamente, ma siamo qui da un lato per augurare buon lavoro e dall’altro per attenzionare alcune specificità che sono emblematiche e che potrebbero innescare  una svolta ben precisa per la rinascita, l’inizio di una buona amministrazione ed il ritorno alla normalità”.

Il Pd afferma di non proporre “opere faraoniche, stravolgimenti apocalittici, ma piccoli accorgimenti, quasi a costo zero, che si rendono necessari per frenare la deriva sfascista che attanaglia la città, una serie di proposte semplici, non impegnative economicamente, ma efficaci per fare riprendere la via della crescita, del benessere sociale ed economico”

Quelle che seguoono le richieste avanzate e consegnate:

1- SICUREZZA. La sicurezza intesa nel senso più ampio del termine a Paternò è uno dei problemi cardine che affligge i Cittadini; specialmente dall’ imbrunire Paternò diventa off-limits e scatta un coprifuoco psicologico per cui non si sta più in giro, si corre a rintanarsi in casa e nei centri commerciali.  Crediamo che insieme alle forze dell’ordine (che per la verità hanno intensificato presenza ed attività) e alla polizia municipale sia il caso di organizzare un tavolo che coinvolga anche la prefettura e che affronti il problema del caporalato, dello sfruttamento, dei subaffitti e la indecorosa vicenda di ciappe bianche;

2- CENTRO STORICO. La sicurezza è strettamente legata al recupero del centro storico che è stato completamente abbandonato e si è trasformato in un ghetto. Non è possibile per esempio che la via principale e le piazze siano ostaggio del parcheggio selvaggio indisturbato, addirittura con furgoni carichi di scale e attrezzi da lavoro. Bisogna intervenire immediatamente su questo fronte e rendere agibile gli spazi pubblici. Questo è legato anche al controllo di attività di vendita che forse non sempre risultano legali, alla pulizia, al rispetto delle regole del vivere civile. Piccole cose che non hanno bisogno  di grandi investimenti ma che darebbero risultati sorprendenti. Ristabilire il decoro urbano, è il primo passo verso la normalità.

3 -PIANO URBANISTICO- ZONA ARTIGIANALE – ZONA INDUSTRIALE. Vi è poi la questione delle questioni, e cioè la revisione del piano urbanistico. Vero volano dello sviluppo economico e sociale della nostra città. Il primo assillo di chi governa dovrebbe essere la revisione di questo strumento, che a sua volta muove la leva economica. Poi vi sono le infrastrutture materiali e immateriali. Se si vogliono creare meccanismi virtuosi di sviluppo, se si vogliono rilanciare le zone artigianali e industriali, bisogna reperire i fondi per mettere mano a queste infrastrutture e sfruttare tutte le opportunità che esistono nella legislazione regionale e in quella nazionale. Come intendete muovervi?

4- QUESTIONE RIFIUTI. Paternò è perennemente sporca, al centro, in periferia, nelle strade di accesso, nei parchi, nelle aiuole , ovunque si vede spazzatura. È vero che spesso sono alcuni cittadini -una minoranza per fortuna- poco attenti che abbandonano i rifiuti in maniera indiscriminata, ma sicuramente c’è un problema di organizzazione del servizio che ha bisogno di aggiustamenti per renderlo più funzionale ed efficace. Ci chiediamo e chiediamo, nel capitolato è prevista l’installazione di cestini raccogli rifiuti nelle strade e nei parchi? Perché alcuni interventi di pulizia nella gran parte della città vengono effettuati solo raramente ( sfalcio di erba, pulizia aiuole ecc. ) e molto saltuariamente ? Cosa prevede esattamente il capitolato in tal senso? E la pulizia delle strade perché non ha una frequenza ben precisa ma avviene con intervalli lunghissimi con la ovvia conseguenza di accumulo di spazzatura che staziona per mesi e mesi? Chi deve provvedere alla pulizia dei parchi, delle aree a verde, delle aiuole che sono costantemente sommersi di rifiuti? Siamo convinti che un attento controllo ed una organizzazione del servizio più razionale darebbe risposte più adeguate;

5- PUBBLICA ILLUMINAZIONE. Intere strade sono al buio da mesi e mesi e  in tutto il centro urbano ci sono centinaia di corpi illuminanti non funzionanti. Eppure sappiamo che esistono appalti di servizio affidati da sempre per garantire la costante manutenzione ma che ovviamente non danno risultati concreti perché nessuno, crediamo, abbia mai controllato. Nei mesi scorsi abbiamo cercato di capire, ci siamo interfacciati con il Comune ma non abbiamo mai ricevuto risposte concrete e ci hanno fatto rimbalzare come da un ufficio all’altro;

6 -EDILIZIA SCOLASTICA. Altra vicenda fondamentale è quella legata alla manutenzione delle scuole e agli investimenti da fare in questo settore. Crediamo sia urgente avere, in questo senso, una politica sistemica, reperire risorse tra le pieghe del bilancio, mettere in cantiere progetti per finanziamenti pubblici;

7 -BUROCRAZIA E MACCHINA AMMINISTRATIVA. La burocrazia del comune di Paternò è ai livelli minimi, sia in termini quantitativi che in termini organizzativi. Senza una macchina amministrativa funzionante è impossibile far funzionare la città, reperire risorse, creare le condizioni per lo sviluppo. Sappiamo che in tal senso vi siete già mossi. Chiediamo: qual è lo stato dell’arte? Quali sono le prossime mosse che intendete mettere in campo?

8 – QUESTIONE FINANZIARIA. Vi è un piano di riequilibrio dei conti, ma non si conosce qual è il suo livello di applicazione, la sua sostenibilità. La vecchia amministrazione glissava su questa questione. Qual è la tela situazione e come si intende procedere?

9- CIRCOLAZIONE STRADALE. La circolazione stradale in città è caotica e lasciata alla libera ‘creatività di ognuno’. Il problema deriva dalla cronica carenza di vigili urbani, senza dubbio, ma anche dalla volontà ben precisa che c’è stata fino ad ora di non intervenire e incoraggiare la libertà di ognuno che poi si traduce in una limitazione per tutti. La segnaletica stradale è spesso presente ma su supporti gran parte divelti e lasciati nell’ incuria più totale. Basterebbe un intervento di manutenzione, con costi limitatissimi e tanti problemi si risolverebbero;

10- MANUTENZIONE STRADE. Le strade sono tutte un colabrodo. C’è bisogno di interventi organici per cui servono tempo e risorse, ma intanto c’è necessità di intervenire giornalmente per evitare situazioni al limite dell’impraticabilità;

11- VIGILI URBANI. Un numero ridotto all’osso per una passata volontà politico-amministrativa, che fa il paio con le motivazioni che hanno portato allo scioglimento dell’ente. Abbiamo visto che sono stati banditi i primi concorsi ma chiediamo che, nelle more, si intervenga per un potenziamento con il supporto di personale in servizio nei comuni vicini e che verrebbe impiegato a Paternò per alcune ore e per servizi mirati come circolazione, presidio delle strade e piazze e parcheggi;

12 – ABUSIVISMO. A Paternò abbiamo un laissez faire selvaggio in tutti i settori. Con un coordinamento con le altre forze di polizia, oltre ai vigili urbani, c’è la necessità di un intervento deciso, chiaro e senza zone d’ombra. In questo senso crediamo che la Prefettura possa avere un ruolo propulsivo e di coordinamento.

Nella foto: Paternò (Catania) vista dal castello normanno

Redazione