Una musica soave di chitarra e una voce di donna sognante si sprigiona dalla cassa di uno stereo e riempie una galleria d’arte piena di quadri e di colori. Rapito da quelle note, chiedo al padrone di casa: “Pippo, ma di chi è questa voce?”. Il Maestro Ragonesi sorride, ma non dice niente, vuole creare la suspense. “Dai Pippo, non farmi stare in ansia. È una voce meravigliosa”. Alla fine svela l’arcano: “Non la conosci? È Antonella Rapisarda”.
Faccio un gesto di stupore. Antonella Rapisarda, cantante lirica di Belpasso, che di recente, assieme al chitarrista Sergio Giuffrida, ha inciso il suo primo Cd, In tempo per sognare. “Mamma mia, è bravissima!” Mi siedo e continuo ad ascoltarla (più che ad ascoltarla, a gustarla) con più attenzione. Attorno a me, alle pareti del Centro culturale Risvegli di Belpasso, le opere pittoriche di tanti artisti, riempiono una mattinata già carica di emozioni.
Quella voce non l’ascoltavo dai tempi dell’Arte nuova (il gruppo di Belpasso che con i suoi canti popolari ha segnato un’epoca), quando Concetta Antonella (“Maria Concetta” per gli amici) faceva ‘A Passioni ca Cristu patìu e ‘A cantata di pastura. Anni Ottanta. Una vita fa.
Allora la incontravo spesso sull’autobus per Catania. Ogni giorno mi recavo nella redazione de I Siciliani di Fava per continuare le sue battaglie dopo il delitto del 5 gennaio 1984. Lei invece andava a prendere lezioni di canto, non ricordo dove, ma comunque in un posto di cui mi parlava con entusiasmo: “Per me la musica è tutto”, diceva entusiasticamente.

Antonella Rapisarda con il chitarrista Sergio Giuffrida davanti al castello Ursino di Catania. Sopra: il duo durante un’esibizione
E cominciavamo delle discussioni in cui la musica si intrecciava col giornalismo e con la letteratura, che quel tragitto di mezz’ora non riusciva assolutamente a contenere. Si proseguiva l’indomani con discorsi di questo tenore: “Qualche volta faremo uno spettacolo in cui tu canterai e io scriverò le parole”. Porca miseria, siamo già arrivati a Catania.
Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tantissima. Concetta Antonella da brava è diventata una bravissima cantante (attività che concilia brillantemente con la professione di docente di Lettere alle scuole medie): adesso addirittura si cimenta con questa nuova creatura del Cd, che intanto continua a sprigionare le sue note e ad accarezzare le pitture che con quella musica sembrano animarsi.
Confesso di avere inserito il Concerto-Spettacolo che Concetta Antonella Rapisarda, assieme a Sergio Giuffrida e a Silvana Ranza (voce narrante), terrà Sabato 10 Gennaio 2025, alle 18, presso il Centro Culturale Risvegli (via Vittorio Emanuele 365), nel contesto della Rassegna “Sinfonie d’Inverno”, organizzata da questo giornale, senza conoscere una sola nota di questo repertorio.
Un fatto più unico che raro: quando invito un autore (scrittore o musicista che sia) preferisco conoscere l’opera da presentare. Stavolta no! Stavolta ho detto: “Con Maria Concetta voglio scommettere, compro a scatola chiusa”. Detto, fatto. Queste note mi confortano e mi riscaldano il cuore, avevo ragione a fidarmi dell’istinto.
Dopo un po’ arriva lei per organizzare la parte logistica dello spettacolo. Circa venti minuti dopo il chitarrista. “E se questa serata la dedicassimo al sogno?”, dico. Siiii, rispondono all’unisono. “È per i sogni che la vita vale la pena di essere vissuta, c’è sempre un’età giusta per sognare.”, afferma lei. “La vita ha il sapore dei sogni che la nutrono e non c’è età che non sia pronta a sognare ancora”, le fa eco Sergio.
Le frasi e le idee sgorgano fluide come l’acqua di una sorgente. E sia! Facciamo un’ora di concerto e poi ognuno del pubblico potrà partecipare raccontando un sogno (romantico, sentimentale, politico, sociale, sportivo o artistico).

La locandina del Concerto-Spettacolo “In tempo per sognare”
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Una chiacchierata che va avanti più o meno così: “I sogni sono il grande motore invisibile della nostra vita. Ci spingono verso mete che sappiamo spesso irrealizzabili, ma tendere verso di esse inietta nelle nostre vene, ogni giorno, una linfa nuova.
Per i nostri sogni andiamo avanti, non sospinti faticosamente ma attratti da una forza affascinante più delle sirene di Ulisse”.
E questo spettacolo da cosa prende vita? “Da un personale arrangiamento dell’Arioso di Bach BWV 1056 che ci trascina tra i sogni di Frida Kahlo: è grazie al sogno di un’arte capace di far superare le sofferenze fisiche che l’artista visionaria, sulle angurie rosse dipinte negli ultimi, difficili giorni, scriverà “Viva la vida”.
“I sogni ci indicano anche la strada per un mondo più umano: il visionario e pazzo sognatore di Nature boy ci rivela che la cosa più grande che possiamo imparare durante la nostra vita è “just to love and beloved in return”.
Il racconto in musica di In tempo per sognare si snoda attraverso la musica europea, del nord e del sud America sino all’inedito contenuto all’interno di questa narrazione musicale: il sogno dell’amore ormai trascorso di Te recuerdo como eras di Pablo Neruda. La poesia, tratta da Veinte poemas de amor y una canción desesperada è una delle sue opere principali. Il poeta rivive la primavera di un grande amore, mentre lei è probabilmente nell’autunno della loro relazione ma, nel ricordo, si aggrappa a lui con la forza di una enredadera. Il ricordo di lei e il sogno di un amore ormai finito si fondono con il sogno della casa verso la quale migrano i ricordi del poeta, assieme a baci allegri come brace..
La poesia è stata messa in musica dal pianista e compositore siciliano contemporaneo Elio Lo Presti, attualmente insegnante presso il Conservatorio Vincenzo Bellini di Catania.
E allora ci vediamo Sabato 10 Dicembre, alle 18, presso il Centro Culturale Risvegli per un’altra serata di emozioni targata L’Informazione.
Luciano Mirone























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