Calatabiano (Catania) celebra la memoria di un uomo buono. Calatabiano si prepara a onorare la memoria di Stefano Prestandrea, cittadino esemplare, uomo stimato e di rara sensibilità, scomparso l’anno scorso all’età di 66 anni a causa di un cancro al pancreas. Per ricordarne la figura e perpetuarne lo spirito di generosità, venerdì 19 dicembre, alle ore 18, si terrà una Tombolata di beneficenza nel Centro sociale di via Oberdan.

L’iniziativa, organizzata dalla famiglia (la moglie Concetta, la figlia Crivezia e la nipotina Livia), curata dalla Pro Loco in collaborazione con l’associazione “Il Vulcano”, destinerà l’intero ricavato alla Fondazione Italiana per la Ricerca sulle malattie del pancreas, trasformando così il ricordo di Stefano in un gesto concreto di speranza e aiuto.

Stefano Prestandrea era noto a tutti per la gestione de “Il Pino Verde”, lo storico ristorante estivo nella marina di San Marco. Per quasi mezzo secolo, questo locale non è stato solo un punto di ristoro, ma un vero e proprio faro sulla spiaggia, come sottolinea l’amica e raffinata operatrice culturale Ida Bonfiglio: “Il Pino Verde era un’istituzione a Calatabiano, la Luna piena che illuminava la spiaggia di San Marco delle nostre estati, le estati di tante generazioni”.

Uomo poliedrico, Stefano non limitava i suoi interessi alla ristorazione. Colto, amante della buona musica e della poesia, lettore appassionato e artista (i suoi disegni astratti a inchiostro erano famosi tra i conoscenti), trasformava il suo locale in un vivace centro culturale. In particolare, negli anni più recenti, organizzava eventi e presentazione di libri insieme alla signora Ida Bonfiglio. Oltre all’attività ristorativa, era impegnato nel sociale e nel volontariato e lavorava anche per il 118, dimostrando una dedizione e una capacità lavorativa non comuni

Ma al centro di ogni suo pensiero e sacrificio c’era la sua famiglia: la moglie, la figlia e l’amatissima nipotina, l’essenza stessa della sua vita.

L’ondata di commozione per la sua prematura scomparsa testimonia il profondo legame che Stefano aveva saputo costruire. Amici e conoscenti lo ricordano per la sua gentilezza, affabilità e lealtà.

Ancora la Bonfiglio, con commozione, lo descrive come un “amico vero e leale, capace di comprendere tutto con uno sguardo e di darti la risposta di cui avevi bisogno con semplicità, quella degli uomini profondi e saggi”. Era sempre pronto a meravigliarsi, ad ammirare e a riflettere. L’attesa della riapertura primaverile del ristorante significava, per molti, l’inizio della bella stagione e la possibilità di trascorrere serate intere a discutere con lui, ascoltando le “sue storie, le vecchie storie che tanto bene sapeva raccontare”.

“Il dolore della perdita – ricorda un amico – è stato unanime. Il dolore di aver perso un uomo per bene, un vero signore, di non vedere più i suoi occhi attenti e buoni, la sua barba bianca che incorniciava sorrisi sinceri, spezza il cuore”.

La Tombolata di venerdì è l’occasione per la comunità di stringersi in un abbraccio solidale, onorando la memoria di Stefano Prestandrea nel modo più nobile possibile: sostenendo la ricerca scientifica contro la malattia che lo ha portato via.

Giuseppe Fumia