Era la sera del 9 dicembre scorso quando, nel centro di Paternò (Catania), un 56enne veniva colpito da un colpo di fucile a canne mozze illegalmente detenuto, che fortunatamente non ne causavano la morte. Subito dopo scattavano le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania.

Attraverso le dichiarazioni dei presenti e le analisi delle immagini estrapolate dai sistemi di videosorveglianza, gli inquirenti accertavano che il fatto era scaturito da una lite causata per un pregresso debito di droga riconducibile al figlio della vittima.

L’arma cerchiata di rosso finita sopra il tombino. Sopra: le immagini del tentato omicidio riprese dalle telecamere 

Per questo, adesso, la Procura Distrettuale di Catania ha delegato i Carabinieri di Paternò di dare esecuzione ad un’ordinanza di misura cautelare emessa dal GIP del Tribunale etneo nei confronti di Vincenzo SPATOLA (classe 2003, finito in carcere), Luigi VENTURA (2005, ai domiciliari), Paolo VENTURA (1997, in carcere) in quanto gravemente indiziati, seppure in una fase che non ha ancora consentito l’intervento della difesa e ferma restando la presunzione d’innocenza fino a sentenza definitiva di condanna, della commissione, in concorso tra loro, dei reati di tentato omicidio, detenzione e porto illegali di arma da fuoco e ricettazione.

Redazione