Vacanze finite e ritorno al lavoro, anche se in realtà – fra incontri con gli scrittori, libri da scrivere e bozze da correggere – le nostre sono state delle “ferie lavorative”. Tante le cose accadute nelle ultime due settimane di agosto, tante le cose di cui vi parleremo attraverso una cronaca che cercherà di essere puntuale, precisa e senza sconti per nessuno.

Parleremo dei grandi preparativi che anche in Sicilia stanno mobilitando migliaia di persone per portare cibo acqua e medicine alla popolazione di Gaza stremata dalla carestia voluta dal governo israeliano di Benjamin Nethaniahu, che ha pianificato lo sterminio dei palestinesi per estendere i propri insediamenti anche in quelle terre. Cercheremo di seguire i fermenti che la Società civile sta portando avanti – a cominciare dalla imminente partenza della Global Sumud Flotilla – per colmare il vuoto creato da un potere politico sempre più inadeguato a governare questi cambiamenti epocali. Perché, per dirla con gli organizzatori di questo evento straordinario, “quando i governi rimangono a guardare, il popolo agisce!”.

L’Informazione cercherà di essere un occhio attento anche sui movimenti che si stanno verificando fra la Sicilia e la Calabria per la costruzione del Ponte sullo Stretto, su cui – prima delle ferie – ha pubblicato un ampio reportage in occasione del corteo cui hanno partecipato migliaia di persone. Un argomento che calamiterà l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale per le tantissime controversie che caratterizzano l’opera. Controversie di carattere scientifico, ambientale, sociale ed etico. Controversie che dovrebbero far riflettere la politica – inadeguata, anche in questo caso, ad affrontare argomenti così delicati – per portarla a dialogare con gli scienziati non allineati e con le popolazioni delle due sponde dello Stretto. Anche in questo caso, “quando i governi rimangono a guardare, il popolo agisce!”. Con le armi della cultura, del confronto, del sapere e della non violenza.

Tanti altri i fatti – dalla cementificazione alla mafia, dalle mille precarietà quotidiane (l’acqua, la sanità, la scuola, la cattiva amministrazione, i rifiuti) all’emergenza climatica, che seguiremo man mano, e che cercheremo di approfondire con l’entusiasmo e la buona volontà di sempre, stando sempre dalla parte dei cittadini.

In ultimo, due parole vorremmo spenderle per Emilio Fede, morto a 94 anni, dopo una settantina di giornalismo speso sempre dalla parte del potere e non della verità. Quando una persona muore la pietà cristiana prende sempre il sopravvento, ma per favore basta con l’ipocrisia sul “grande cronista”. Fede è stato un pessimo giornalista che – dagli schermi di Rete 4 – ha disinformato e diseducato milioni di persone. Il giornalismo è un’altra cosa.

Luciano Mirone