Un manifesto formato necrologio con scritto “Ast…utò. Il merito si è spento qui…” è stato esposto davanti alla sede dell’Ast a Palermo per contestare la nomina del nuovo presidente Luigi Genovese da Davide Faraone, deputato e vicepresidente di Italia Viva.

“Purtroppo in Sicilia è sempre prevalsa la lottizzazione, la spartizione, il nepotismo, mai il merito – ha detto Faraone incontrando i giornalisti alla presenza del leader di Controcorrente Ismaele La Vardera -Il presidente della Regione Renato Schifani aveva detto che Annalisa Tardino non poteva guidare l’Autorità portuale di Palermo perché non aveva i requisiti.

Un minuto dopo però ha preso Luigi Genovese come presidente dell’Ast, senza requisiti”.  Faraone ha spiegato: “In questo becero metodo da manuale Cencelli ci rientrano coloro che hanno assunto ultimamente nuovi incarichi, dentro c’è di tutto: dall’indagato a chi ha un processo in corso, a chi non ha esperienze di studio e nozioni amministrative, chi ha fatto fallire comuni, come l’ex sindaco di Noto”.

Secondo La Vardera “se ci sono temi condivisibili sulle questioni etiche e morali Controcorrente risponde presente, non ci poniamo il problema di chi la promuove”. “E’ chiaro che se avesse organizzato Cuffaro, non sarei qui – ha affermato – Ciò che sta accadendo oggi è l’emblema della reazione di quei siciliani che sono costretti a scappare da questa terra perché non hanno il politico che li aiuta, vedasi la nomina della figlia dell’ex ministro Salvatore Cardinale, passata nel gabinetto dell’assessore regionale Edy Tamajo. Dobbiamo dire di no a questi metodi. Sarebbe interessante sapere se oggi Luigi Genovese è a lavoro o è a Messina, se sta svolgendo il suo primo giorno da presidente o è assente”.

La Vardera ha depositato un disegno di legge che introduce l’obbligo nelle partecipate della Regione di non potere nominare i candidati alle elezioni regionali.

Nella foto: il neo presidente dell’Azienda siciliana trasporti, Luigi Genovese

Ansa