Il giro d’Italia in idrovolante per rivivere le emozioni dei nostri antenati. E’ quello che hanno fatto gli amanti del volo di Sicilia e Calabria, che in questi giorni di settembre hanno sorvolato mezza Penisola, battezzando la loro avventura attraverso la fusione di due parole “giro” e “idrovolante”, dando vita al neologismo Gidro d’Italia, del quale è zeppa la testimonianza che segue di Giuseppe Barbagiovanni, rappresentante storico di Siciliantica di Paternò (Catania).
“Partiti da Venezia il 5 settembre – dice Barbagiovanni -, tappa dopo tappa, gli idrovolanti partecipanti hanno rievocato gli anni ruggenti dell’aviazione, quando gli idroscali erano le uniche strutture esistenti per potersi muovere in libertà e velocità”.

Un idrovolante mentre sorvola il lago di Bracciano. Sopra: un altro velivolo sopra la distesa d’acqua
“Il Gidro d’Italia in Idrovolante 2025, da Venezia a Gallipoli (5-22 settembre), oltre a promuovere un diverso tipo di aviazione – spiega -, più attenta alla qualità che alla quantità e sensibile alle realtà locali, promuove la valorizzazione degli idroscali storici, di cui la Sicilia potrebbe essere protagonista nella prossima edizione: Siracusa, Augusta, con l’adiacente meraviglioso ma abbandonato hangar per dirigibili, Milazzo, Trapani-Ronciglio, Marsala-Stagnone, con i due straordinari ma abbandonati hangar Nervi, e Marsala porto, la cui storia è stata recuperata con attenzione e dopo anni di ricerche da Fabrizio Egizi nel progetto ‘Storia dell’aviazione in Sicilia’, grazie al supporto di importanti realtà della scena culturale ed aeronautica siciliana: Associazione Regionale SiciliAntica, Aero Club di Palermo-Boccadifalco, Volo Club Albatros di Termini-Imerese, Associazione Arma Aeronautica sezione di Catania, e calabrese: Aero Club dello Stretto di Reggio Calabria e Associazione La Memoria Ritrovata di Caulonia (Reggio Calabria)”.

La pista accanto al lago di Bracciano nella quale sono stazionati gli idrovolanti che hanno partecipato all’evento
“Il 13 e il 14 settembre – racconta Barbagiovanni – il Gidro d’Italia in Idrovolante 2025 ha fatto tappa al Lago di Bracciano (Roma), ospite del MUSAM (Museo Storico dell’Aeronautica Militare, di Vigna di Valle), momento durante il quale Fabrizio Egizi (Autore, Consulente Storico Aeronautico) e il sottoscritto (Studioso, Responsabile Regionale Giovani Associazione SiciliAntica, ndr.) hanno ricordato due protagonisti dello sviluppo dell’aviazione italiana e mondiale: Vincent Raschellà, un personaggio di fine ‘800 che, sulle alture di Caulonia (Reggio Calabria), 14 anni prima dei fratelli Wright, si alzò in volo con il suo aereo autocostruito, e Giuseppe Mario Bellanca, il quale dopo aver lavorato come progettista negli anni della Prima guerra mondiale, alla fine del 1927 fonda a New York la Bellanca Aicraft Corporation, finendo sulla copertina del TIME. Il primo è stato un pioniere del volo, con la sua invenzione, ‘il Falco’, un velivolo che era un insieme di diverse tecnologie: pallone aerostatico, aliante e dirigibile, senza motore e azionato da lui stesso, con l’aiuto di pulegge e meccanismi vari. In sostanza la sintesi di tutte le tecniche costruttive sviluppate in Europa nella seconda metà dell’800; il secondo, siciliano di Sciacca (Agrigento), si è messo in luce negli Usa come ‘il genio del profilo alare’, oltre che come costruttore di aeroplani, molto apprezzati dagli aviatori di tutto il mondo tra gli anni ’20 e ’50”.

Giuseppe Barbagiovanni, storico esponente di SiciliAntica Patenrnò (Catania), a sinistra, assieme ad altri due cultori della storia degli idrovolanti in Italia
“Per il futuro – afferma Barbagiovanni – Fabrizio Egizi ha l’obiettivo di portare gli idrovolanti in Calabria e in Sicilia, con una tappa del Gidro d’Italia a Caulonia Marina, a Roccella Ionica e ad Augusta, località nella quale è già stata individuata una struttura privata idonea all’attracco degli idrovolanti”.
Assieme a Mario Lo Bosco della sede di SiciliAntica Paternò, Barbagiovanni si propone di “recuperare la vita professionale del montatore-pilota paternese, Gaetano Ciancitto, classe 1915, grazie alla sensibilità dei figli, soprattutto di Salvatore, che ha conservato decine e decine di fotografie, documenti e tanto altro, che ritraggono il nostro personaggio all’opera con il suo SM 78 negli idroscali siciliani di Siracusa, Augusta e Marsala Stagnone, per spostarsi (durante la guerra) a Trapani Chinisia San Giuseppe, Benevento e Padova”.
“Gli studiosi e gli addetti ai lavori – seguita lo studioso – , che hanno ascoltato la sua storia ne sono rimasti appassionati: basta dire che Ciancitto è stato protagonista di un pezzo di storia d’Italia: l’occultamento dei cavalli bronzeo-dorati della Basilica di San Marco durante la ritirata tedesca. Insomma, dopo una prima edizione del Gidro particolarmente ricco di cultura e di pathos, già si parla di organizzare la seconda”.
Redazione























Leave A Comment