Inaugurata la X edizione del Simposio Internazionale di Scultura di Belpasso “Oro dell’dell’Etna”, dedicato ad Antonio Portale, a cura di Vittorio Ugo Vicari con la direzione artistica di Pierluigi Portale. All’inaugurazione erano presenti Carlo Caputo, sindaco di Belpasso, Tony Di Mauro, assessore alla Cultura del Comune di Belpasso, insieme al curatore Vittorio Ugo Vicari e al direttore artistico Pierluigi Portale, docenti dell’Accademia.
Nato nel 2014, il Simposio ha saputo affermarsi negli anni come appuntamento di rilievo internazionale. Promosso dal Comune di Belpasso in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Catania, si svolge quest’anno presso la Cava di pietra lavica F.lli Grasso, partner storico che sin dall’inizio ha sostenuto l’ambiziosa visione di trasformare Belpasso in un museo a cielo aperto, offrendo competenze e maestranze a servizio del progetto.

Una delle sculture in lavorazione durante il Simposio di scultura in corso a Belpasso (Catania) fino al 4 ottobre. Sopra: un’altra opera che si sta realizzando
I laboratori, aperti tutti i giorni dalle 8.30 alle 18.30, proseguiranno fino al 4 ottobre 2025. “Per 21 giorni Belpasso diventa un grande laboratorio creativo – affermano gli organizzatori – dove cittadini e visitatori possono assistere da vicino alla nascita delle opere e condividere l’esperienza del processo artistico”.
Il Simposio si configura anche come una vera e propria “scuola”: grazie a un concorso nazionale, due studenti delle Accademie statali italiane – Calogero Arcidiacono e Luigi D’Amico (entrambi dell’Accademia di Belle Arti di Catania) – hanno l’opportunità di lavorare fianco a fianco con lo scultore di fama internazionale Adriano Ciarla. Per questa edizione, l’Amministrazione comunale, Pierluigi Portale e la direzione accademica hanno scelto di tornare alla figurazione.
“Quello che inizia è un evento straordinario, un’idea in cui abbiamo creduto fin dal 2014, quando scommettere sull’arte legata alla pietra lavica sembrava quasi una piccola follia”, dichiara il sindaco Carlo Caputo. “Un percorso che ci ha permesso di costruire una nuova identità culturale e artistica per Belpasso, oggi riconosciuta non solo come ‘Scacchiera dell’Etna’ ma anche come la ‘Città delle 100 sculture’. È un’eredità di bellezza che consegniamo alle generazioni future, un progetto che rientra tra gli investimenti che l’Amministrazione ha fatto (e continua a fare) per valorizzare il nostro territorio ai piedi dell’Etna. Grazie al lavoro di artisti di fama internazionale e di giovani promesse della scultura, il nostro territorio e il nostro vulcano vengono letti e interpretati con occhi nuovi. Quest’anno ha un sapore speciale, perché lo dedichiamo al compianto professore Antonio Portale, recentemente scomparso. È stato uno degli ideatori del simposio, che curiamo insieme all’Accademia delle Belle Arti di Catania, e il primo a credere in questo investimento nella bellezza”.

Il sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, insieme al curatore del Simposio, Vittorio Ugo Vicari
Per il direttore artistico, Pierluigi Portale “anche quest’anno il Simposio di Scultura rinnova il suo impegno nella valorizzazione del territorio attraverso un dialogo profondo tra arte, natura e memoria. Protagonista indiscusso è il basalto lavico, simbolo identitario dell’Etna, che da materia prima si fa narrazione viva, capace di evocare miti e leggende radicati nella cultura millenaria del vulcano. L’obiettivo è ambizioso: trasformare la bellezza in una risorsa concreta per un turismo culturale e sostenibile”.

Un momento dell’inaugurazione del X Simposio internazionale di scultura “Oro nero dell’Etna”
Il curatore Vittorio Ugo Vicari, docente dell’Accademia di Belle Arti di Catania, spiega: “Le opere selezionate per questa edizione sono tre: il Focolare domestico di Calogero Arcidiacono, in cui la roccia vulcanica, figlia della Terra, e l’argilla cotta dal fuoco, opera dell’uomo, si inscrivono in una tensione universale: natura e umanità, resilienza e caducità, forza e vulnerabilità; e poi La fucina dell’Etna di Luigi D’Amico in cui tutta l’attenzione e tensione sono concentrati sulla mano e il martello di Efesto. In entrambe le opere è assolta la richiesta di figuratività da parte della committenza e sono, parimenti, esaltati alcuni valori fondamentali: la tutela ecologica del pianeta e la tutela mnemonica dei miti che da esso promanano. A tenere uniti i sentimenti dei due giovani scultori, sta la bellissima Terra primordiale di Adriano Ciarla, che in un vestito lineare alla testura minerale screpolata resiste strenuamente agli agenti devastanti della natura e ancor più determinanti della storia. A lui e alla sua indiscussa maestria il compito di sviluppare il simposio in forma di laboratorio: un preciso indirizzo didattico, quest’ultimo, che caratterizza la manifestazione belpassese sin dalla sua prima edizione: mettere il maestro adulto e le giovani leve in costante dialogo, trasformandola in un’importante occasione di crescita artistica”.
Redazione























Leave A Comment