Non sappiamo se l’ipotizzata mozione di sfiducia contro il sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo sarà mai votata dal Consiglio comunale, ma nella seduta dell’altro ieri abbiamo avuto la conferma della rottura fra lui e il deputato regionale del suo stesso partito (Fratelli d’Italia) Giuseppe Zitelli, sempre smentita dal primo cittadino, ma non dal parlamentare regionale. Del resto, all’inaugurazione della nuova sede dello Juventus Club Belpasso di alcune sere fa, secondo chi c’era, i due si sono appena stretti la mano, tenendosi per tutto il tempo a debita distanza (primo indizio).

Per la prima volta abbiamo l’impressione che per Caputo stia cambiando il clima. Lui lo sa, vive male la cosa, ma cerca di dissimularlo. Qualcuno molto addentro alle segrete cose del Palazzo ci ha confidato che se fino a luglio c’erano 60 possibilità su 100 della presentazione di una sfiducia, adesso le possibilità che il sindaco non riuscirà a mangiare il panettone a Natale sono salite a 80: secondo costoro, la sfiducia verrà presentata (e approvata) fra ottobre e novembre. Le voci si rincorrono, tutto può cambiare da un momento all’altro, ma attualmente gli indizi che vanno in certe direzioni sono diversi.

Basta riportarsi a luglio, quando il sindaco scrive sui Social che certi “faccendieri” stanno “tramando” contro di lui all’interno del “Palazzo” (secondo indizio, questo molto “pesante”, perché proviene direttamente da lui). Ma è settembre il mese in cui gli indizi si moltiplicano a cascata.

Innanzitutto la convergenza di voti di due sere fa in Consiglio comunale fra i consiglieri che fanno capo a Zitelli e quelli dei sei consiglieri che siedono nei banchi dell’opposizione (terzo indizio). Per la prima volta in sette anni, Caputo è andato sotto (9-5) su un argomento che in altri tempi, probabilmente, avrebbe avuto un epilogo diverso (quarto indizio): una mozione presentata dal consigliere di minoranza Salvo Licandri (ex presidente del Consiglio comunale, ex candidato a sindaco ed avversario proprio di Caputo), relativa ad una relazione (quella dell’esperto del sindaco per le “piccole manutenzioni”, il geometra Mario Bella) non presentata entro i tempi previsti dallo Statuto.

Che il punto, fino a qualche mese fa, sarebbe stato sommerso da una risata lo ha messo in evidenza il “caputiano” Davide Guglielmino: “Assurdo e pretestuoso il discorso sul geometra Mario Bella. Abbiamo votato anche bilanci post datati” (quinto indizio), volendo significare che in altri periodi la maggioranza ha votato compattamente dei bilanci oltre i tempi previsti dalla legge. Ma oggi che si sta consumando un processo di osmosi fra un pezzo della maggioranza e la minoranza, ecco che anche “il discorso sul geometra Bella” diventa “assurdo e pretestuoso”.

Argomento che il sindaco completa con toni sarcastici: “Il presidente del Consiglio comunale (Andrea Magrì, zitelliano di ferro, ndr.) ha recepito l’’urgenza’ di questa mozione e l’ha calendarizzata subito, a differenza del passato, quando certi consiglieri dell’opposizione aspettavano per mesi” (sesto indizio). Non solo Magrì l’ha calendarizzata subito, quella mozione, ma l’ha inserita a tamburo battente all’Ordine del giorno del Consiglio comunale dell’8 settembre (settimo indizio).

A questo punto una domanda è d’obbligo: per il sindaco si tratta di una disfatta, di un episodio isolato o di una “prova tecnica” di sfiducia? Non lo sappiamo. Ma intanto affiora una certezza: quello che L’Informazione ha scritto finora è vero, quello che ha affermato tante volte il sindaco è falso. Lo confermano impietosamente i numeri e i fatti.

E dire che Caputo ha trascorso tutta l’estate a scrivere sui Social contro “il giornalista che si trasforma in romanziere”, contro il giornalista che “pubblica titoli sensazionalistici”, contro il giornalista che si “allontana dal giornalismo rigoroso”, che “apre a dubbi, a provocazioni in cerca di like e a opinioni da bar”. Addirittura alla fine di agosto aveva incentrato un’intera seduta del Consiglio comunale contro quel “cronista poco attendibile” che coltiva la “speranza malcelata” della mozione di sfiducia. Il boomerang gli si è ritorto contro proprio l’8 settembre, una data significativa per chi mastica di storia. Una calda serata di fine estate, ma in certi momenti attraversata dal gelo.

Carmelo Carciotto, consigliere dell’opposizione: “Secondo il disciplinare di incarico, non solo l’esperto deve presentare almeno una relazione alla fine di ogni anno solare, ma deve dichiarare se vi sono situazioni di incompatibilità previste dal decreto legislativo e di confitto di interesse. Consultando il sito internet e leggendo il disciplinare di incarico non leggo questa dichiarazioni di incompatibilità. Vorrei sapere se questa dichiarazioni esiste, perché se esiste dico a chi di dovere di pubblicarla, se non esiste si ipotizza un’altra violazione prevista dal disciplinare di incarico”.

Risposta del sindaco: “Mi informerò con l’ufficio di segreteria se c’è questa dichiarazione, ci deve essere assolutamente, io non lo so se c’è”.

Salvo Pappalardo, consigliere della maggioranza e possibile nuovo presidente del Consiglio comunale: “Sulla mozione non possiamo essere contrari, se c’è stato un errore non possiamo nasconderci, è stata presentata la relazione tardi, non possiamo far finta di nulla” (ottavo indizio).

Fiorella Vadalà, consigliera della maggioranza: “Voto la mozione” (nono indizio).

Diceva Aghata Christie: “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, tre indizi sono una prova”. In questo caso siamo arrivati (almeno) a nove.

Luciano Mirone