Diciamo che più che una smentita è il solito tentativo di metterla sul personale. La verità è che il sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo non tollera le notizie scomode, e quando qualcuno le dà, lui cerca di sminuirne la figura, senza entrare nel merito dei fatti. La verità è che Caputo odia la verità. L’autore di questo articolo è stato definito, ancora una volta, uno che pubblica “titoli sensazionalistici” che “si allontanano dal giornalismo rigoroso, aprendo a dubbi, a provocazioni in cerca di like e a opinioni da bar”, uno, insomma, che “inventa fatti”, che scrive “romanzi”, di cui lui, Caputo, sarebbe vittima predestinata.

In questo comune in provincia di Catania stanno accadendo i seguenti fatti: 1) una rottura fra lui e il deputato all’Assemblea regionale siciliana del suo stesso collegio Giuseppe Zitelli (Fratelli d’Italia, come lui) per motivi “gravi”; 2)  voci sempre più insistenti all’interno della politica locale che parlano dell’ipotesi di una mozione di sfiducia contro il sindaco ideata dallo stesso Zitelli assieme ai consiglieri di opposizione dello stesso centrodestra; 3) un post scritto l’altro giorno dallo stesso Caputo che parla di “faccendieri” di “Palazzo” che stanno “tramando” alle sue spalle.

Le prime due notizie sono state verificate da chi scrive, incrociate e confermate perfino da alcuni esponenti della maggioranza. Se questi ci hanno chiesto di mantenere l’anonimato non è colpa nostra. Del resto la riservatezza della fonte – secondo la norma – è una prerogativa che il giornalista ha il dovere di rispettare. Sta agli interessati smentire o meno la notizia.

in questo caso, su tre soggetti interessati, solo il primo cittadino (seppure in maniera scomposta) si è esposto. Zitelli e l’opposizione non hanno proferito parola. E fino a quando persisterà questo silenzio, dobbiamo considerare fondata la notizia. Quindi il sindaco si rassegni, perché in democrazia funziona così. La censura è roba da regimi totalitari, non da Stato democratico come l’Italia.

Risponda piuttosto a cosa vuole dire quando parla di “faccendieri” di “Palazzo” che stanno “tramando” alle sue spalle. Si riferisce solo ai sei consiglieri della minoranza o a un “gioco” molto più ampio?

Risponda a questo Caputo, invece di lanciare messaggi a destra e a manca, senza avere il coraggio di fare nomi e cognomi. Addirittura si avventura a impartire lezioni di giornalismo a noi, cercando di far passare il messaggio che una notizia come questa deve essere “documentata”, sennò si fanno “romanzi”.  Praticamente siamo al punto di non saper neanche distinguere una indiscrezione da una inchiesta.

L’indiscrezione, egregio sindaco, riguarda “voci” o “rumors” da verificare, certo, ma da pubblicare se perfino i personaggi vicini al protagonista principale confermano tutto: si tratta di una notizia di interesse pubblico, quindi è doveroso scriverla affinché i cittadini la conoscano.

Ci dispiace che il primo cittadino di Belpasso si risenta, ma “è la stampa, bellezza”, come diceva Humphrey Bogart nel film L’ultima minaccia mentre la rotativa imprimeva l’inchiostro sulla carta. “E’ la stampa, bellezza, e tu non puoi farci niente”. Perché quando c’è di mezzo la verità, neanche i tentativi di delegittimazione servono.

Che tenerezza, Caputo, quando afferma che siccome Zitelli è “uno che notoriamente parla piano”, la “scenata” in municipio fra lui e il deputato regionale non ci sarebbe stata.

Invece di cercare di distogliere l’attenzione, il sindaco è pregato di rispondere a quello che scriviamo da anni. Questo:

Perché non vuole fare redigere il Piano urbanistico generale (Pug) ad un grande urbanista favorendo oggettivamente i grandi speculatori? Perché non vuole pianificare il suo territorio sempre più cementificato, sempre più devastato dalle cave e sempre più a rischio per la realizzazione di estesi campi di pannelli fotovoltaici che uccideranno per sempre l’agricoltura? Perché vuole far morire il centro storico? Cosa vogliono dire i revisori dei conti del suo Comune quando parlano di “mala gestio” dell’Amministrazione comunale? Perché dopo le reiterate insistenze dell’Associazione Antimafia e Legalità di costituirsi parte civile nei processi contro Cosa nostra, Caputo lo ha fatto solo contro una cosca mafiosa e si è “distratto” nei confronti di quella della frazione di Piano Tavola? Perché non è stata istituita la farmacia comunale che avrebbe portato alle casse municipali circa 600 mila Euro l’anno? Perché non spiega lo scandalo di 1 milione e 400 mila Euro del Pnrr per dissestare la via Roma? Per quale ragione nel quartiere Nord di Borrello ha voluto stanziare a tutti i costi oltre un milione di Euro per un parcheggio destinato a venticinque posti auto (nessun autobus) e poi, quando il parcheggio non si è più fatto, ha optato per l’allargamento della piazza? Perché questa ostinazione? Perché non mantiene le promesse sulla realizzazione dei parchi pubblici? Perché non si è battuto per programmare una stazione della metropolitana a Belpasso, mentre ne sono state previste ben tre nelle frazioni distanti sette chilometri dal centro abitato?

Signor sindaco, non divaghi sul nulla, non cerchi di sporcare chi fa il proprio dovere, chiarisca tutto e ne riparliamo.

Nella foto: il sindaco di Belpasso (Catania) Carlo Caputo

Luciano Mirone