Nel cuore di Catania, un’esplosione di colori e forme ha trasformato un muro anonimo della circonvallazione, con una superficie di 150 metri quadri, in una “tela vibrante”: un murale artistico che non è solo bellezza, ma un vero e proprio specchio dell’anima comunitaria.
L’impatto visivo del murale è immediato: le sue dimensioni e la ricchezza del colore verde, simbolo della natura, riportano alla rigenerazione, alla cura. Questi i motivi per i quali l’artista Ligama ha voluto dare il nome di Déjà-vu.
Al centro del murale due figure femminili che si osservano in silenzio, immerse in una rigogliosa vegetazione, e illuminate dalla calda luce del tramonto. Una porge all’altra dei garofani bianchi e rosa: un gesto semplice, ma intenso, che evoca gentilezza, cura, dialogo e riconoscimento reciproco. La figura dai capelli dorati e carnagione chiara richiama Sant’Agata, patrona della città, simbolo di forza e devozione.
Ligama in colaborazione con le studentesse dell’Accademia delle Belle Arti , guidate dai docenti Daniela Costa, Salvatore Lo Giudice e Giuseppe Puglisi, con il loro murale danno omaggio alla biodiversità.
Ciò che rende questo murale particolarmente prezioso è il suo ruolo di catalizzatore sociale. La partecipazione degli studenti, infatti, ha permesso di esprimere idee, condivisione e definizione del concept.Questo approccio intensifica l’identità collettiva soprattutto tra i giovani.
E’ una dimostrazione lampante di come l’arte possa rigenerare spazi urbani, combattere il degrado e infondere nuova vita a interi quartieri. Insieme a tutti gli altri capolavori a cielo aperto , Déjà-vu, è un inno alla creatività, alla collaborazione e alla capacità di una comunità di raccontare attraverso linguaggi universali l’incontro con sé stessi e a riflettere sul valore del “rallentare” e guardare oltre il caos urbano.
Nella foto: Dèjà vu, l’opera di Ligama realizzata nella circonvallazione di Catania
Carmen Bellia























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