7° giorno di navigazione. La #Handala di #FreedomFlotilla, si trova a circa 130 miglia da Gaza. Questo il messaggio audio di Antonio Mazzeo, a bordo dell’imbarcazione, inviato stamattina:
“Di fatto, ormai sentiamo l’aria di Gaza. Ce l’abbiamo proprio di fronte, alla nostra destra le coste egiziane, alla nostra sinistra le coste di Cipro. Tra poche ore dovremmo esattamente raggiungere il punto in cui meno di 20 giorni fa le forze armate israeliane hanno assaltato, a mo’ di pirati, la Madleen, nave gemella dell’Handala. Proprio perché sentiamo di stare arrivando, in una giornata come questa, caldissima, ci sembra di sentire gli odori, di respirare Gaza, di respirare questo Medio Oriente attraversato dai conflitti e dai genocidi, attraversato di morte.

Handala, la nave di FreedomFlotilla diretta verso Gaza. Sopra: l’attivista Antonio Mazzeo, messinese, protagonista dio tante battaglie per la pace, amico del nostro giornale ed ospite alcuni anni fa in un dibattito organizzato da L’Informazione
Una morte creata da quelle forze armate israeliane che, sappiamo, ci stanno aspettando. Lo sappiamo, siamo coscienti che le prossime ore saranno decisive. Però, ripeto, siamo sereni e siamo fiduciosi. Siamo sereni perché siamo veramente, fermamente convinti di stare dalla parte giusta, di star facendo quello che la comunità internazionale chiede ai propri governi, ai propri Stati: imporre il rispetto del diritto internazionale, del diritto umanitario.
Il cibo, i vestiari devono arrivare a Gaza. Notizia di oggi, distrutti decine di camion di aiuti umanitari da parte delle forze armate israeliane perché quel cibo e quei farmaci si sono avariati. Mentre la gente muore di fame e di sete questi vengono accatastati e distrutti perché ormai inutili.
Doppio crimine, triplo crimine dell’umanità. E ci dispiace che in questo momento il nostro governo, Meloni, Crosetto, Tajani, invece di chiedere di imporre a Israele il rispetto delle regole del diritto internazionale, consentendo all’Handala e al suo equipaggio di arrivare a Gaza, pare, da come abbiamo letto da alcune agenzie, stiano trattando perché ai cittadini italiani non venga assolutamente tolto un capello e vengano immediatamente imbarcati, dopo essere stati illegalmente sequestrati in pieno mare, in acque internazionali, e che vengano tranquillamente messi in un aereo e rinviati a casa.
Trattare in questo modo significa legittimare gli atti di pirateria di Israele. Significa legittimare che il Mare Nostrum, il Mare Mediterraneo, non è più il nostro, è il loro, il mare d’Israele, dove si possono compiere giorno per giorno gli atti più feroci, più criminali.
Non ce ne frega niente della nostra incolumità, ci interessa che venga rispettato il diritto che questa nave possa arrivare a Gaza e che gli aiuti che ci sono stati consegnati possano finire nelle mani del popolo palestinese. Quel popolo che, sappiamo, ci aspetta e che continua a inviarci messaggi di amore, di rispetto, di convivenza, perché sanno, sappiamo, che stiamo condividendo un momento importante, che speriamo veramente possa essere il momento che vogliamo”.
COS’E’ HANDALA. Handala è una nave della Freedom Flotilla Coalition diretta a Gaza per rompere il blocco inumano e illegale imposto da Israele sul popolo palestinese. I rappresentanti della società civile a bordo portano un messaggio ben chiaro: “La nostra solidarietà non è solo simbolica: è azione fisica, morale e politica contro l’apartheid, contro il genocidio e l’occupazione.”
Continueremo a salpare fino a che la Palestina non sarà libera.
Antonio Mazzeo























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