Il sindaco di Bronte (Catania) Pino Firrarello attacca la Regione Sicilia (stessa coalizione politica di centrodestra) per il recente Piano sanitario che, a suo avviso, penalizza uno degli ospedali più strategici dell’Isola – quello di Bronte, appunto -, sia perché si trova in un’area montana molto importante (tra i Nebrodi e l’Etna), sia perché serve un bacino di 10 comuni e di migliaia di abitanti che necessitano di un presidio sanitario efficiente.

Attraverso questo comunicato elaborato dall’ufficio stampa del Comune, il senatore Firrarello dice a chiare note che “non si arrende all’idea che un intero territorio montano, che racchiude 10 Comuni del versante nord dell’Etna e meridionale dei Nebrodi, venga privato di un ospedale efficiente”.

Questo a qualche settimana di distanza di un altro duro attacco sferrato dal sindaco brontese nei confronti della Regione Sicilia, nel corso di un convegno organizzato dal Circolo di cultura e dal Circolo Operaio della città del pistacchio. In quell’occasione Firrarello aveva stigmatizzato il progetto delle “Case di comunità” per il quale è previsto l’impiego di cospicui fondi del Pnrr: “Invece di investire i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza per potenziare gli ospedali – ha detto il senatore in quell’occasione – si creano strutture parallele che, temo, serviranno a ben poco”.

Adesso il sindaco brontese rincara la dose: “Dopo aver evidenziato in maniera eloquente all’assessore regionale Faraoni tutto il proprio dissenso nei confronti della nuova rete ospedaliera della Regione siciliana – è scritto nella nota del Comune -, Firrarello ha invitato i sindaci del territorio, le organizzazioni sindacali di categoria, le associazioni ed i comitati, a partecipare ad un vertice lunedì 14 luglio alle ore 18 nel Collegio Capizzi”.

Nella foto: l’ospedale di Bronte (Catania) “Castiglione Prestianni”. Sopra: il sindaco Pino Firrarello

 

“Abbiamo una settimana di tempo – spiega il sindaco di Bronte – per presentare le osservazioni all’aggiornamento del piano della rete ospedaliera e per portare al tavolo regionale una proposta che tuteli le Comunità”.

“Sono tante le osservazioni da presentare ad un piano che umilia i territori di periferia – incalza il primo cittadino brontese -. Partiamo dal presupposto – continua – che questo territorio meriterebbe un ospedale di base con tutte le più importanti unità operative. Il nuovo piano non effettua neanche una equa distribuzione dei servizi in provincia e mette a rischio la capacità di intervento in casi di urgenza”.

“La riduzione dei posti letto di Medicina – seguita il sindaco – crea infatti difficoltà enormi nel ricoverare i pazienti. E ricordo che molti di questi provengono dalla provincia di Messina e da Comuni come Adrano che in teoria dovrebbero essere serviti da altri presidi”.

“L’assenza di una guardia attiva pediatrica non consente di intervenire nel caso in cui arrivassero piccoli pazienti con patologie acute gravi, quali crisi convulsive, grave scompenso glicometabolico, insufficienza respiratoria ecc”.

“Non solo – prosegue Firrarello -. La riduzione dell’attività e dei posti letto in chirurgia imporrà di trasferire tutti i pazienti presso altri presidi e non dimentichiamo che gli ospedali hub sono lontanissimi e che per i pazienti con patologie tempo dipendenti raggiungerli è rischioso”.

I sindaci invitati lunedì sera al Collegio Capizzi sono quelli di Randazzo, Maletto, Cesarò, San Teodoro, Maniace, Santa Domenica Vittoria, Floresta, Castiglione di Sicilia, Moio Alcantara e Roccella Valdemone.

“In un contesto in cui la salute e la sicurezza dei cittadini devono essere priorità assolute – afferma l’assessore alla Salute del Comune di Bronte, Angelica Prestianni – la mobilitazione dei sindaci e la difesa dei servizi sanitari di base rappresentano un passo importante per contrastare le decisioni che rischiano di impoverire le risorse di questo territorio. La speranza è che questa mobilitazione porti a una revisione più equa e sostenibile della nuova rete ospedaliera regionale”.

Redazione